Isinofret

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Isinofret
Isetnofret.jpg
Nel registro superiore: il principe Khaemuaset, la regina Isinofret e Ramses II davanti al dio Khnum. Nel registro inferiore: il principe Ramses, la principessa Bintanath e il principe Merenptah. Da una stele ad Assuan.
Regina consorte d'Egitto
Grande Sposa Reale
In carica ca. 1255 a.C.
Predecessore Tuia
(Grande sposa reale di Seti I)
Successore Isinofret II
(Grande sposa reale di Merenptah)
Morte Fayyum?
Dinastia XIX dinastia
Padre sconosciuto
Madre sconosciuta
Consorte Ramses II
Figli Ramses, Bintanath, Khaemuaset, Merenptah, Isinofret II (vedi Lista dei figli di Ramses II)
Religione Religione egizia

Isinofret (... – Fayyum, ...) è stata una regina egizia della XIX dinastia, una "Grande sposa reale" del faraone Ramses II.

I nomi dei suoi genitori non sono trascritti in nessun documento, ciò fa ritenere che sia stata probabilmente di umili origini. Secondo alcuni studiosi ella sposò Ramesse nel 33º o 34º anno di regno[1] e dunque possiamo datare la sua nascita verso gli anni di regno di Ramses I o di Horemheb.

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Isinofret

Nei primi anni di regno rimase comunque all'ombra della "Grande sposa reale", Nefertari, prediletta da Ramses II. Partorì al marito circa quattro figli: Ramses, Khaemuaset (che divenne gran sacerdote del dio Ptah), Bintanath (che divenne grande sposa reale verso il 25º anno di regno del padre) e Merenptah (il futuro faraone).

Non possediamo molte statue raffiguranti la regina Isinofret, e quelle che possediamo vennero costruite e conservate dal figlio di questa, Khaemuaset. Ricordiamo ad esempio un monumento di famiglia, ritrovato a Gebel Silsila, che rappresenta la Grande Sposa mentre presenta al marito i suoi quattro figli.

La regina ritirò nell'harem del Fayyum ma tuttora non sappiamo in quale luogo sia stata sepolta Isinofret, benché un testo pervenuto ci testimoni che venne costruita una grande sepoltura in onore di una regina omonima, ma non necessariamente l'Isinofret moglie di Ramses II.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, pag. 282

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]