Iscrizione di san Clemente e Sisinnio

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L'Iscrizione di san Clemente e Sisinnio, databile intorno alla fine del secolo XI, è il primo esempio di volgare italiano utilizzato con intento artistico.

L'iscrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'iscrizione, che si trova nella basilica di San Clemente al Laterano, descrive il dialogo di cinque personaggi raffigurati nell'affresco cui si riferisce. L'episodio è tratto dalla Passio Sancti Clementis: Sisinnio ordina ai suoi servi di trascinare san Clemente, ma questi si è in realtà liberato e i due servitori non stanno trascinando il santo, ma una pesante colonna, senza avvedersene. Diverse sono le lezioni sull'attribuzione delle frasi ai personaggi; la seguente è tra le più accreditate: SISINIUM: "Fili de le pute, traite". GOSMARIUS: "Albertel, trai". ALBERTELLUS: "Falite dereto co lo palo, Carvoncelle!". SANCTUS CLEMENS: "Duritiam cordis vestris, saxa traere meruistis". Accettando questa lezione, la traduzione in lingua italiana contemporanea sarebbe la seguente: SISINNIO: "Figli di pignatta, tirate!" GOSMARIO: "Albertello, tira!". ALBERTELLO: "Fa' leva da dietro col palo, Carboncello!". SAN CLEMENTE: "A causa della durezza del vostro cuore, avete meritato di trascinare sassi".

L'iscrizione risale alla fine dell'XI secolo.

Analisi linguistica[modifica | modifica wikitesto]

La lingua dell'iscrizione non è ancora matura e si presenta come una via di mezzo tra il latino e il volgare romanesco; si noti a questo proposito il grande numero di influenze latine, come l'uso del vocativo. La frase di papa Clemente I è d'altro canto in un latino imbastardito (non sfuggano la desinenza in accusativo di duritiam, che, essendo complemento di causa, sia in latino medievale sia in latino classico si sarebbe espresso con l'ablativo, e la forma vestris, parola che regolarmente esce in -i al genitivo).

La scelta della lingua[modifica | modifica wikitesto]

Sisinnio e i suoi uomini parlano in volgare, mentre San Clemente si esprime in latino: questo serve a sottolineare la distanza che corre tra il santo, nobile d'animo e di spirito e soprattutto cristiano, e gli altri tre personaggi, rozzi e incolti. La scelta è anacronistica, essendo papa Clemente I vissuto nel I secolo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Romano Luperini, Pietro Cataldi, Lidia Marchiani, Franco Marchese, il nuovo La scrittura e l'interpretazione, volume I, Palumbo editore, ISBN 978-88-8020-843-3

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]