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Federazione di rugby a 15 dell'Irlanda

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Irish Rugby Football Union
Cumann Rugbaí na hÉireann
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Disciplina Rugby a 15
Fondazione1879
GiurisdizioneIrlanda
PaeseIrlanda (bandiera) Irlanda
ConfederazioneWorld Rugby (dal 1886)
Rugby Europe (dal 1999)
SedeIrlanda (bandiera) Dublino
PresidenteIrlanda (bandiera) John O’Driscoll
Sito ufficialewww.irishrugby.ie/

Irish Rugby Football Union (in irlandese Cumann Rugbaí na hÉireann) o IRFU è l'organismo di governo del rugby a 15 nell'isola d'Irlanda. Fondato nel 1879, ha sede a Dublino ed è uno dei membri fondatori dell'International Rugby Football Board, oggi noto come World Rugby. Dal 1999 è associato anche a Rugby Europe.

Sotto la giurisdizione di IRFU ricadono la nazionale maschile e (dal 2008) quella femminile nonché le altre varie rappresentative giovanili e a sette.

La federazione, inoltre, tramite le proprie sottodivisioni provinciali, gestisce le quattro franchise professionistiche che militano in United Rugby Championship, torneo transnazionale tra club irlandesi, scozzesi, gallesi, italiani e sudafricani e considerato campionato di primo livello in Irlanda; gestisce inoltre il campionato maschile di seconda divisione, All-Ireland League e, in ambito femminile, l'IRFU Women's Interprovincial Series, competizione tra le quattro province d'Irlanda analoga a quella maschile, l'Irish Interprovincial Rugby Championship, soppressa nel 2002.

Presidente è l'ex rugbista John O'Driscoll, in carica dal 2025.

Formazione irlandese al Championship prima della partita contro l'Inghilterra
La nazionale irlandese contro l'Inghilterra prima del Championship 1887

Quando nacque il rugby l'Irlanda era una delle nazioni costitutive del Regno Unito; la fondazione di Rugby Football Union nel 1871 a Londra mise tutte le Isole britanniche sotto la giurisdizione della federazione inglese. A dicembre 1874 nacque a Dublino una federazione che governava il gioco nelle province di Leinster, Munster e parte dell'Ulster, chiamata Irish Football Union[1]; il mese seguente, a Belfast, sorse Northern Football Union of Ireland, competente sull'area cittadina[1]. Il 15 febbraio 1875 la nazionale d'Irlanda debuttò ufficialmente al Kennington Oval di Londra contro l'Inghilterra, perdendo per una trasformazione a zero (7-0 con il più recente sistema di punteggio[2]. Nel 1879 nacque Irish Rugby Football Union dall'unione delle due federazioni; nelle province di Ulster, Munster e Leinster sorsero i relativi sottocomitati cui nel 1885 si aggiunse Connacht[1].

Nel 1883 IRFU fu tra i fondatori dell'Home Nations Championship, trofeo interbritannico internazionale noto, ai nostri giorni, come Sei Nazioni; l'anno successivo un incidente regolamentare tra Inghilterra e Scozia[3] ebbe come conseguenza quello di indurre nel 1886 le quattro Home Nations britanniche a riunirsi per stipulare un regolamento comune di gioco e a varare un organismo sovranazionale di governo della disciplina[4], l'International Rugby Football Club (IRFB, odierno World Rugby), formalmente istituito un anno più tardi ma al quale l'Inghilterra non aderì, in quanto sostenitrice della tesi per cui le regole da applicare dovessero essere quelle da essa stessa emanate[5]; solo nel marzo 1890 gli inglesi aderirono alla nuova organizzazione[6].

La partizione d'Irlanda

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Vessillo federazione rugbistica irlandese dopo il 1922
Il vessillo adottato da IRFU dopo la partizione d'Irlanda

Quando nel 1920 il parlamento britannico approvò la legge d'autogoverno dell'Irlanda nacquero nell'isola due entità politiche distinte: sei delle nove contee dell'Ulster rimasero legate al Regno Unito costituendo la suddivisione ancora nota con il nome di Irlanda del Nord, mentre le rimanenti contee formarono lo Stato Libero d'Irlanda, predecessore dell'entità oggi nota come Repubblica d'Irlanda.

A differenza di quanto avvenne nel calcio, disciplina nella quale lo Stato Libero istituì Football Association of Ireland in contrapposizione ad Irish Football Association, la preesistente federazione che rappresentava l'intera Irlanda, i vertici di IRFU riuscirono a rimanere al governo dello sport di tutta l'isola[7]. Secondo la moderna storiografia ciò fu dovuto a una serie di fattori, tra i quali i più rilevanti furono la concessione alla provincia dell'Ulster del 40% dei voti in consiglio federale, circostanza che si spiega alla luce del fatto che i dirigenti rugbistici irlandesi del periodo, anche quelli dell'area di Dublino, erano persone del ceto medio-alto appartenenti alla minoranza protestante e, quindi, inclini a favorire la presenza dell'Ulster[7]. A ciò si aggiunse anche il finanziamento federale alla costruzione dello stadio di Ravenhill a Belfast, che divenne sede e campo di gioco della squadra provinciale[7]. Ciò comportò anche l'adozione di una nuova bandiera che non fosse più il decusse rosso in campo bianco, vessillo storico d'Irlanda fino alla partizione, ma neppure la nuova bandiera dello Stato Libero né, tantomeno, la Union Jack britannica: fu scelta una bandiera verde con gli stemmi delle quattro province e il logo federale al suo centro[7]. Belfast fu usata come sede degli incontri interni dell'Irlanda, in alternanza con Dublino, fino al 1953[7].

A seguito di incidenti occorsi a Belfast nel secondo dopoguerra ‒ tra i quali quello in cui un tifoso proveniente da Dublino per l'incontro del Cinque Nazioni 1950 contro il Galles fu fermato dalla polizia nordirlandese, Royal Ulster Constabulary, per avere ostentato la bandiera della Repubblica[8] ‒ IRFU decise, dal 1955, di usare solo Dublino come sede degli incontri interni; il primo incontro internazionale a Belfast, da allora, si tenne contro l'Italia come warm-up della Coppa del Mondo 2007[7].

Nel 1946 IRFU diede vita all'Irish Interprovincial Rugby Championship, torneo che fino al 2002 si tenne su base annuale tra le quattro federazioni provinciali[9] e, per un breve periodo, fu esteso anche al London Exiles, squadra di emigrati irlandesi in Inghilterra affiliata a IRFU.

La Coppa del Mondo e il professionismo

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Per tutto il periodo tra le due guerre, e nel secondo dopoguerra, essendo oramai la stesura delle regole del gioco di competenza dell'IRFB, Irish Rugby Football Union gestì le proprie competizioni interne e le attività internazionali, sia della squadra irlandese che dei British & Irish Lions di concerto con le altre tre Union delle Isole britanniche.

All'interno del consiglio esecutivo dell'IRFB Irlanda e Scozia erano le più strenue fautrici del dilettantismo nel rugby, e nemmeno il pericolo di perdere il controllo sulla disciplina ‒ concretizzatosi nel tentativo di un promoter sportivo di creare una superlega professionistica che avrebbe di fatto esautorato le istituzioni esistenti[10] ‒ le indusse a pronunciarsi a favore di un campionato mondiale, ritenendo che una competizione del genere avrebbe aperto la strada al professionismo[11]; anche la discussione finale del 1985 che portò alfine alla nascita della Coppa del Mondo vide entrambi i delegati delle due federazioni schierarsi contro: il torneo fu varato grazie ai voti favorevoli di entrambi i delegati di Australia, Francia, Nuova Zelanda e Sudafrica nonché a uno ciascuno da Galles e Inghilterra[11].

Italia e Irlanda femminili nel Sei Nazioni 2023
La nazionale femminile contro l'Italia nel Sei Nazioni 2023

Nel 1999 la Fédération Internationale de Rugby Amateur, organizzazione rugbistica nata per iniziativa francese nel 1934 come antagonista all'IRFB e rappresentante, in buona parte, il rugby continentale europeo, divenne la filiale continentale della stessa IRFB con il nome di FIRA-Associazione Europea di Rugby (odierna Rugby Europe), e IRFU fu, insieme al Galles, la prima federazione delle Isole britanniche a entrare a farne parte in quello stesso anno[12]. Nell'estate 2000 Irlanda, Scozia e Galles ‒ dopo il fallito tentativo di coinvolgere l'Inghilterra in un progetto chiamato British League mai nato[13] ‒ gettarono le basi per un torneo interconfederale che l'anno successivo vide la luce con il nome di Celtic League[14], oggi noto come United Rugby Championship. L'Irlanda da allora partecipa al torneo con le rappresentative professionistiche delle proprie quattro province.

Nel frattempo, fuori dall'orbita IRFU, nel 1991 vedeva la luce Irish Women's Rugby Football Union o IWRFU[15] che, nel febbraio 1993, schierava per la prima volta una nazionale femminile; nel 2001 IWRFU divenne una federazione affiliata di IRFU e, nel 2008, ne entrò a far parte a pieno titolo come divisione federale femminile[15].

In ambito internazionale, a livello maschile l'Irlanda vanta la vittoria in 24 edizioni, con qualsiasi denominazione, del Sei Nazioni (la più recente nel 2024), corredata da quattro Grandi Slam; nell'omologo femminile vanta invece due vittorie, una delle quali con il Grande Slam. In Coppa del Mondo gli uomini hanno raggiunto sei volte i quarti di finale come traguardo massimo, mentre invece le donne hanno raggiunto la semifinale, e il successivo quarto posto finale, nella Coppa del Mondo 2014, miglior risultato mondiale raggiunto da una qualsiasi nazionale seniores irlandese di rugby. Il presidente è eletto con un mandato di un anno: quello in carica fino a fine 2026 è l'ex rugbista John O'Driscoll[16].

  1. 1 2 3 (EN) IRFU History, su irishrugby.ie, Irish Rugby Football Union. URL consultato il 28 maggio 2026 (archiviato il 28 maggio 2026).
  2. (EN) Senza titolo, in The Manchester Guardian, 17 febbraio 1875, p. 3. URL consultato il 29 maggio 2026.
    «In the first match at football which has ever taken place between representatives of England and Ireland, and which was played at Kennington Oval on Monday, the English team was victorious»
  3. (EN) Football Notes, in The Manchester Guardian, 7 marzo 1884, p. 3. URL consultato il 23 maggio 2026.
  4. (EN) Settlement of the Dispute Between the English and Scottish Rugby Unions, in The Manchester Guardian, 8 febbraio 1886, p. 7.
    «An International Board for the settlement of all such questions that may arise in future was also unanimously resolved on»
  5. (EN) International football conference, in The Manchester Guardian, 7 marzo 1887, p. 7. URL consultato il 23 maggio 2026.
  6. (EN) The International Rugby Dispute, in The Observer, 2 febbraio 1890, p. 7. URL consultato il 23 maggio 2026.
  7. 1 2 3 4 5 6 (EN) Cormac Moore, Why is there an all-Ireland team in rugby and not in football?, in The Irish News, 5 settembre 2023. URL consultato il 30 maggio 2026 (archiviato il 25 agosto 2025).
  8. Welshmen Saw Ireland’s Flag Attacked, in Sunday Independent, Dublino, 12 marzo 1950, p. 1. URL consultato il 29 maggio 2026 (archiviato il 25 agosto 2025). Ospitato su The Irish News.
  9. (EN) Leinster Fail at Belfast, in The Manchester Guardian, 2 dicembre 1946, p. 6. URL consultato il 30 maggio 2026.
  10. (EN) Simon Kelner, David Lord, ringmaster of the rugby circus, in The Observer, 4 settembre 1983, p. 44. URL consultato il 12 gennaio 2026.
  11. 1 2 (EN) Daniel Schofield, Rugby World Cup: How the 1987 tournament was almost cancelled, in Stuff, Fairfax Media, Ltd, 20 settembre 2019. URL consultato il 10 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2019).
  12. (FR) Henri Gatineau, La F.I.R.A. devient FIRA, in Rugby Magazine, vol. 990, Paris, Fédération Française de Rugby, 30 settembre 1999, p. 25, ISSN 0769-6205 (WC · ACNP). URL consultato il 21 febbraio 2025. Ospitato su Biblioteca nazionale di Francia.
  13. (EN) Paul Rees, Ireland clouds Celtic vision, in The Guardian, 22 agosto 2000, p. 33. URL consultato il 30 maggio 2026.
  14. (EN) Paul Rees, Celtic hotchpotch heats up with steam rising in Wales, in The Guardian, 18 agosto 2001, p. 58. URL consultato il 13 maggio 2026.
  15. 1 2 (EN) Katie Liston, «Women who participated in other traditional “male” sports used to be regarded as some sort of sexual deviants», in Irish Independent, 6 agosto 2017. URL consultato il 30 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2017).
  16. (EN) Dr. John O'Driscoll elected new president of the IRFU, in Irish Times, 8 agosto 2025. URL consultato il 30 maggio 2026.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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