Ippolita (gruppo)

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Ippolita è un gruppo di ricerca indipendente, spesso menzionato anche come gruppo conviviale[1]. Tutte le opere sino ad ora pubblicate sono sotto licenza copyleft[2] e frutto di una particolare forma di scrittura collaborativa[3][4][5].

La definizione di gruppo conviviale trae origine dal concetto di convivialità del pedagogista e filosofo austriaco Ivan Illich [6][7][8]. Ippolita è un esempio di eteronimia abbastanza tipico nella cultura digitale come nella letteratura, in Italia sono noti i casi di Luther Blissett e Wu Ming.

La particolarità del gruppo di ricerca è l'interdisciplinarità[9], dalle opere emerge l'obiettivo di superare la distinzione tra sapere umanistico e sapere scientifico utilizzando diversi punti di vista in base alle molte competenze presenti nel collettivo, o anche, come ha sostenuto De Biase: "Qui si tratta proprio di una disciplina simbiotica e complementare" da afferire al campo delle Digital Humanities[10][11][12].

Le ricerche del gruppo di lavoro[13] sono ascrivibili all'ambito più generale della Critica della Rete e all'Informatica del Dominio[14] quest'ultimo tema è ripreso sia dagli scritti di Donna Haraway che dalle riflessioni sulle tecnologie del sé di Michel Foucault[15][16].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo di ricerca Ippolita nasce nel 2005 all'interno dell'hacklab[17] milanese ReLOAd reality hacking, la sua matrice culturale è dunque legata all'ambito dell'hacking italiano in particolare a quella degli hacklab e di Hackmeeting[18][19], ma anche alle controculture, ai centri sociali e al femminismo[20][21][22][23].

Il primo volume viene presentato all'Hackit di Napoli nel 2005, si tratta di un testo tecnico e genealogico: Open non è free. Comunità digitali tra etica hacker e mercato globale[24][25] edito dalla casa editrice Elèuthera. Il volume ricostruisce la storia della nascita e dell'ascesa dell'open source a scapito delle lotte e delle motivazioni politiche del movimento del free software[26][27][28]. Si prendono in considerazione l'etica hacker, la trasformazione delle licenze, i metodi di sviluppo software[29][30].

L'anno seguente il gruppo apre un nuovo contratto copyleft con la casa editrice Feltrinelli per la pubblicazione di Luci e Ombre di Google. Futuro e passato dell'industria dei meta dati [31][32][33], è il 2007, ma il libro viene presentato in anteprima all'Hackmeeting di Parma nel 2006 col titolo The darkside of Google[34][35].

Negli anni successivi la produzione e il lavoro di Ippolita si sposta in Europa. In Francia il testo viene tradotto in prima edizione nel 2008[36][37] e in edizione tascabile nel 2011[38][39].In Spagna la pubblicazione è del 2010[40], mentre in quella inglese del 2013 il testo è disponibile in versione aggiornata, gratuita e integrale[41] con il supporto di Geert Lovink, noto critico olandese delle culture digitali, attraverso I'Institut of Network Culture[42]. Il volume è attualmente disponibile in versione aggiornata e approfondita per la casa editrice Milieu[43][44].

Il gruppo pubblica un nuovo lavoro dopo cinque anni, nel 2012. Nel panorama informatico, dove le cose cambiano molto rapidamente, le trasformazioni di quei pochi anni sono state epocali, basti pensare alla diffusione di massa degli smartphone, lo sviluppo di Google Chrome e Android, ma soprattutto l'avvento dei social network. Ed è su quest'ultimi che Ippolita sceglie di concentrare l'analisi pubblicando Nell'acquario di Facebook. La resistibile ascesa dell'anarco-capitalismo[45][46]. Il testo esce in contemporanea in tre nazioni: Francia[47][48], Spagna[49][50] e Italia[51][52][53].

Il volume critica, tra gli altri, i concetti di trasparenza radicale[54] e di profilazione degli utenti[55], la cui origine culturale è da ricercare nell'ideologia anarco-capitalista[56][57]. Questa teoria politica è disseminata in modo frammentario e mistificato in ambienti culturalmente contigui, sono presi in esame: i Partiti Pirata[58], PayPal[59], frange di Anonymous[60], Wikileaks[61][62].

Il libro è stato tradotto in inglese dallo studioso Patrice Riemens[63] che l'ha pubblicato a puntate in stile feuilleton su Nettime, celebre lista di discussione internazionale di net culture.

Nel 2015 il volume è stato pubblicato e reso disponibile gratuitamente dall'Institut of Network Culture[64] sempre su iniziativa di Geert Lovink, il quale ha sostenuto in un'intervista a Repubblica: "Your country can be proud to have the most sophisticated Facebook critics in the world. Read their work!"[65] (Traduzione: il vostro paese dovrebbe essere orgoglioso di avere i più sofisticati critici di Facebook nel mondo. Leggete il loro lavoro!)

Il pamphlet La rete è libera e democratica. Falso![66][67] uscito per Laterza nel 2014, richiama sin dal titolo la necessità di demistificare drasticamente il luogo comune che vorrebbe una tecnologia salvifica, capace di dare soluzioni automatizzate in tutti i campi del sapere, ivi compresa la vita democratica[68][69][70].

Gli autori richiamano e approfondiscono alcune critiche espresse nelle opere precedenti come la fallacia concettuale dell'algoritmo PageRank, la Trasparenza radicale[71][72] e il problema del Profiling[73], citando solo i maggiori. Il libro si divide in Argomento Ontologico[74], Argomento Epistemologico[75] e Argomento Storico-geopolitico. Il testo coniuga una serie di puntualizzazioni tecniche (es. Internet non è il Web, cosa sono i sistemi di retroazione cibernetica nei dispositivi digitali) ad argomentazioni epistemologiche (es. pubblicato non significa pubblico, differenza tra uguaglianza e isonomia)[76][77].

Il testo è stato tradotto e pubblicato in Spagna nel 2016 per Enclave de Libros: Idolos. ¿La red es libre y democrática? Falso![78] con una prefazione di Tomás Ibañez[79][80]. Nello stesso anno esce anche la pubblicazione parigina per la casa editrice La Différence, Internet l'illusion démocratique[81] con una postfazione di Bernard Stiegler[82].

Nel 2016 esce il volume Anime Elettriche[83][84] per l'editrice Jaca Book, una retrospettiva dell'esperienza social lato utente[85]. La soggettività digitale viene analizzata come come diade somato-psichica[86] non separata dalla sua controparte "fisica", ma anzi è descritta come raddoppio e multiplo del sé, sino al parossismo dello stadio finale "in vivo e in vitro"[87][88][89], stoccata sui server delle gradi corporation dell'IT. L'ambiene dei social media viene descritto come un panottico digitale[90][91], la differenza con il panottico disciplinare di Foucault è il piacere. Il piacere della comunità sempre in movimento, dove la singola individualità non è costretta a una forma rigida, ma viene stimolata a esibire la propria diversità[92]. Il panottico digitale attribuisce senso, anche in termini di valutazione, a ogni gesto su di essa compiuto. La quantificazione numerica crea piacere, il consumo di questo piacere reso in forma sociale crea reddito psichico[93][94]. Temi generali sono l'identità e la cura del sé, presi tra "addestramento procedurale" come delega totale al dispositivo commerciale e di contro come "esercizio cosciente" della propria capacità tecnica al fine di raggiungere attraverso l'autodifesa gradi sempre più elevati di autonomia digitale[95][96]. È con questo testo che Ippolita comincia la sua critica alla Gamificazione[97][98] e a introdurre il concetto di Pedagogia Hacker[99][100].

Tecnologie del Dominio. Lessico Minimo di Autodifesa digitale[101][102] è un volume panoramico di tutti i temi indagati nell'arco di una decade. Edito per Meltemi nel 2017 è costruito per lemmi e locuzioni[103] (es. Pornografia Emotiva[104], Criptomoneta[105], Libertarianesimo[106], Tecnocrazia[107], Condivisione[108], Quantified Self[109] ) descritte in senso critico, come dicono gli stessi autori: “Un manuale di autodifesa digitale a modo nostro, con uno sguardo dichiaratamente politico, non neutrale, di parte. Un mosaico per forza di cose incompleto, composto con quello scetticismo metodologico, quella curiosa attitudine hacker che ci piace praticare[110][111]

Culture Radicali è il nome della collana di libri che viene inaugurata nel 2019 sotto la guida del gruppo per la Casa Editrice Meltemi. Sin dalle prime pubblicazioni è evidente l'orientamento interdisciplinare del progetto che vede i temi tecnologici miscelarsi alla critica filosofica e alla creatività femminista. Si veda in tal senso Materialismo radicale. Itinerari etici per cyborg e cattive ragazze[112][113] di Rosi Braidotti e La società Automatica[114][115] di Bernard Stiegler.

Docenze[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 il gruppo viene chiamato a tenere la docenza del corso di studi Archeologia dei Nuovi Media e, negli anni successivi, di Culture Digitali presso la Naba, Nuova Accademia di Belle Arti di Milano[116][117]. Nel 2018 Ippolita viene inserita tra i docenti del progetto AMFAV di Ars Academy per la conduzione dei corsi Culture digitali e Ecologia dei Media[118]. Tra le attività formative  si distinguono due aree tematiche peculiari, quello di critica alla Gamificazione[119][120], intesa come forma di delega cognitiva  e delega della ricerca delle fonti di piacere[121]; quello sull'Hacking del Sé[122][123][124] inteso come contrapposizione all'addestramento procedurale del self branding.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Ippolita, Etica hacker e anarco-capitalismo. Scritti scelti, Milano, Milieu, 2019.
  • Ippolita, Il lato oscuro di Google, Milano, Milieu, 2018. Nuova edizione riveduta e aggiornata, ISBN 9788898600939
  • Ippolita, Tecnologie del dominio. Lessico minimo di autodifesa digitale, Milano, Meltemi, 2017, EAN 9788883537387
  • Ippolita, Anime elettriche, Milano, Jaca Book, 2016, ISBN 978-88-16-41336-8.
  • Ippolita, La rete è libera e democratica. Falso!, Laterza, 2014, ISBN 978-88-581-1182-6.
  • Ippolita, Nell'acquario di Facebook. La resistibile ascesa dell'anarco-capitalismo, Milano, Ledizioni, 2012, ISBN 978-88-6705-023-9.
  • Ippolita, Luci e ombre di Google. Futuro e passato dell'industria dei meta dati, Milano, Feltrinelli, 2007, ISBN 978-88-07-71027-8.
  • Ippolita, Open non è free. Comunità digitali tra etica hacker e mercato globale, Milano, Eleuthera, 2005, ISBN 978-88-89490-04-4.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Circa queste definizioni si veda l'intervista di Nicola Villa Le tecniche non sono neutrali Archiviato il 9 giugno 2016 in Internet Archive. Gli Asini Rivista
  2. ^ Licenze, copyright, copyleft, su arivista.org.
    «La pagina riassuntiva sponsorizzata dalla FSF riportata sopra indica che la licenza da noi scelta per la pubblicazione dei libri di Ippolita, una CC BY-NC-SA, non è considerata “Free culture” in quanto non consente lo sfruttamento commerciale automatico: “Questa licenza non si qualifica come libera, poiché sussistono restrizioni sul pagamento in denaro delle copie”. Dal nostro punto di vista, questo significa che la licenza è più libera, non meno libera!».
  3. ^ La scrittura collettiva. L’esempio conviviale di Ippolita. Tesi di laurea in Sociologia della Comunicazione di Jacopo Toni. ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITÀ DI BOLOGNA (PDF), su ippolita.net.
  4. ^ SCRITTURE CONVIVIALI tecnologie per partecipare. Tesi di dottorato di Carlo Milani. UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO-BICOCCA, Corso di Dottorato in Società dell’Informazione., su docplayer.it.
  5. ^ Intervista al gruppo, su scritturacollettiva.org.
    «Il metodo è interdisciplinare e cartografico, in classico stile nomadico: grande senso dei territori e nessuna patria. Si lavora per mappature, si meticciano lingue e materie di studio, sia per necessità divulgative sia per pura frivolezza tattica. La noia è sempre in agguato.».
  6. ^ Tools of conviviality. Illich reloaded per i media studies, su dispoc.unisi.it.
  7. ^ Si veda Ippolita, La rete è libera e democratica. Falso!, Laterza, 2014, cap 3 Argomento epistemologico, p 37
  8. ^ Si veda Ippolita, Nell'acquario di Facebook, Ledizioni, 2012, parte terza capitolo 4, "Oltre la rete di nodi vuoti: individui autonomi e reti organizzate"
  9. ^ Gruppo interdisciplinare http://www.ippolita.net/it/chi
  10. ^ Luca De Biase "si tratta proprio di una disciplina simbiotica e complementare" Sole24Ore
  11. ^ Benedetto Vecchi "Un gruppo di informatici, filosofi, antropologi e attivisti" Il Manifesto
  12. ^ Internet e parità di genere: i social ci rendono più eguali? «No, ci illudono». Parla Ippolita, su espresso.repubblica.it.
  13. ^ Cooperazione, mutualismo, carattere pubblico della ricerca. Un confronto tra gruppi di ricerca dentro e fuori l’Università. (PDF), su dlfc.unibg.it.
  14. ^ Donna Haraway, Manifesto Cyborg. Donne, tecnologie e biopolitiche del corpo, Feltrinelli, Milano 1995, p 56
  15. ^ Michel Foucault, Tecnologie del sé, Bollati Boringhieri, 1992
  16. ^ Michel Foucault, Sull'origine dell'ermeneutica del sé, Cronopio
  17. ^ Che cos'è un hacklab?, su arivista.org.
    «Un hack-lab è un laboratorio dove si riuniscono gli hacker. In Italia e in molti altri paesi, gli hacklab sono autogestiti, non hanno un consiglio d'amministrazione, non ricevono finanziamenti da aziende private né da istituzioni pubbliche e, spesso, sono ospitati in spazi occupati.».
  18. ^ M. Garofalo Curiosità come forma mentis Sole24Ore
  19. ^ Etica hacker. Pratiche libertarie, tra condivisione e critica al sistema, su euronomade.info.
    «Il gruppo Ippolita è una delle poche esperienze italiane che sa tenere assieme attivismo, riflessione teorica e una indiscussa competenza tecnica attorno alle macchine informatiche. Sono anni che produce materiali di «autodifesa digitale» partecipando alle esperienze delle sfaccettate comunità hacker e producendo riflessione teorica all’interno di una prospettiva libertaria e multidisciplinare.».
  20. ^ Che cos'è Ippolita. Intervista al gruppo di ricerca, su cheFare, 14 maggio 2019. URL consultato il 12 giugno 2019.
  21. ^ Digital media e rappresentazione della diversità: riconoscere e superare gli stereotipi., su festivaltecnologia.it.
  22. ^ Autodifesa Digitale Transgender e Non-binary, su ippolita.net.
  23. ^ Workshop di comunicazione e sicurezza digitale per i centri antiviolenza. Forme nuove di violenza online. Tecniche di prevenzione e protezione delle donne. (PDF), su direcontrolaviolenza.it.
  24. ^ Eleuthera, Scheda libro
  25. ^ A più di dieci anni di distanza il libro continua ad essere citato per fare chiarezza sulle contraddizioni della sharing economy, su repubblica.it.
    «E' il sacrificio della libertà sull'altare della apparente gratuità. La società è intossicata dal consumismo digitale. Come dicono i nostri sorelli transgender di Hackmeeting: "Nessuno guarda mai cosa c'è dietro. Nessuno".Perciò la nuova battaglia oggi è per l'autodifesa digitale, per la formazione, la consapevolezza. Lottare per la libertà comporta fatica e conflitti, ma dal nostro punto di vista è necessario. Molti hacker sono incazzati: la leggerezza con cui il loro contributo è messo da parte nella sbornia della "innovazione" tecnologica è un pericoloso errore".».
  26. ^ Open non è Free Egemonia linguistica e logica di mercato: l’assalto delle corporazioni alla «free culture», su not.neroeditions.com.
    «Nell’ultimo decennio abbiamo visto il proliferare di parole e concetti che contengono l’aggettivo open- (aperto): «open content», «open data», «open access», «open document», «open government» e così via. Da un contesto strettamente legato allo sviluppo di applicativi, la parola open è stata estesa a campi semantici diversi creando non poche ambiguità.».
  27. ^ Benedetto Vecchi "Giochi d'ombra sull'etica hacker" da Il Manifesto
  28. ^ Marco Philopat "Open non è free, un manuale di resistenza attiva" da Liberazione
  29. ^ Riassunto grafico del libro, docente Stefano Maffei, studenti Cristina Zocca e Nicole Galeone, Politecnico di Milano, su docplayer.it.
  30. ^ Ippolita, Open publishing e nuova etica Hacker, su digicult.it.
  31. ^ Ippolita, Luci e ombre di Google Futuro e passato dell'industria dei metadati, Feltrinelliª ed..
  32. ^ Riassunto del libro pubblicato da Left (PDF), su eleuthera.it.
  33. ^ Riccardo Bagnato, Luci e ombre del Grande Google Esce il libro, ed è anche sul web - Scienza & Tecnologia - Repubblica.it, su www.repubblica.it.
  34. ^ Riccardo Bagnato All'Hackmeeting di Parma l'anticipazione del volume che verrà pubblicato entro la fine dell'anno da Feltrinelli da Repubblica
  35. ^ recensione di Salvatore Poier (PDF), su archiviomarini.sp.unipi.it.
  36. ^ (FR) Grand format La face cachee de Google, Payot e Rivages
  37. ^ Multitudes Contre l’hégémonie de Google. Cultivons l’anarchisme des connaissances
  38. ^ (FR) Poche La coté obscur de Google, Payot e Rivages
  39. ^ Nazione Indiana Luci e ombre di Google in Francia
  40. ^ (ES) Edizione spagnola per Virus Editorial
  41. ^ (EN) The dark side of Google inglese Testo integrale
  42. ^ (EN) The dark side of Google in inglese, Scheda e presentazione
  43. ^ (EN) Luca Pantarotto, I lati oscuri del web (e come possiamo ancora provare a salvarci), su minima&moralia, 19 luglio 2018.
  44. ^ Google, la democrazia perduta in una bolla. Vent’anni fa nasceva il colosso online, su ildubbio.news.
    «Nel 1998 tutti guardavano alla nascita di Google come cuore pulsante di una rivoluzione culturale capace di democratizzare il sapere e l’accesso alla libera conoscenza. Ma vent’anni dopo, le istanze egualitarie che avevano accompagnato il boom della rete appaiono tradite.».
  45. ^ Il sottotitolo è una citazione da un'opera satirica di Bertolt Brecht La resistibile ascesa di Arturo Ui Si veda anche la nota 9 di The Facebook aquarium: freedom in a profile di Tiziana Mancinelli
  46. ^ Marco Liberatore Non farti domande, sii felice e condividi Doppiozero
  47. ^ (FR) Edizione Francese J'aime pas Facebook
  48. ^ Facebook : "La vie privée est une chimère", su lejdd.fr. URL consultato il 3 agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 18 agosto 2016).
  49. ^ (ES) Edizione spagnola http://whichiscorrect.net/fecebook/
  50. ^ Los rostros actuales de la informática de la dominación (PDF), su librepensamiento.org.
  51. ^ Edizione italiana http://www.ledizioni.it/prodotto/nellacquario-di-facebook-ippolita-2/
  52. ^ Carlo Formenti Una critica alle Cyber Utopie Espresso Repubblica "La “cattiveria”, e l’originalità, dell’attacco di Ippolita, infatti, sta esattamente in questo: nello smascherare cioè la radicale incompatibilità fra due termini che si vogliono far forzosamente convivere: anarchia e capitalismo"
  53. ^ What You See Is What You Get? - Il Comitato Invisibile e Ippolita, su CTRL.
  54. ^ Ippolita, Nell'acquario di Facebook. La resistibile ascesa dell'anarco-capitalismo, Milano, Ledizioni, 2012, p. 51.
  55. ^ Profilazione Digitale, su arivista.org.
    «L'identità è dunque sovrapposta alla condotta personale. Così come il profiling criminale identifica il comportamento del delinquente, allo stesso modo il profiling digitale identifica il comportamento dell'utilizzatore dei servizi utente.».
  56. ^ Ippolita, Nell'acquario di Facebook, p. 88.
  57. ^ Carlo Formenti Facebook e anarco-capitalismo Alfabeta2
  58. ^ Ippolita, Nell'acquario di Facebook, p. 126.
  59. ^ Ippolita, Nell'acquario di Facebook, p. 97.
  60. ^ Ippolita, Nell'acquario di Facebook, p. 141.
  61. ^ Ippolita, Nell'acquario di Facebook, p. 133.
  62. ^ Gli anarco-capitalisti di WikiLeaks, su arivista.org.
  63. ^ Patrice Riemens - P2P Foundation, su wiki.p2pfoundation.net.
  64. ^ (EN) Opera integrale in inglese In the Facebook aquarium
  65. ^ Intervista di Lovink a La Repubblica, ottobre 2015, su networkcultures.org.
  66. ^ Scheda Libro, su laterza.it.
  67. ^ Indice del libro La rete è libera e democratica. Falso! (PDF), su laterza.it.
  68. ^ Carlo Formenti, L'illusione della libertà, su temi.repubblica.it.
    «Ippolita smonta due luoghi comuni sulla Rete: che sia uno strumento intrinsecamente democratico. E che disporre di più informazione significhi automaticamente essere più liberi».
  69. ^ B. Vecchi Il bacio fatale di Internet (PDF), su laterza.it.
  70. ^ Revolution will not be televised e altri commenti di Loredana Lipperini sul lavoro del Gruppo, su loredanalipperini.blog.kataweb.it.
  71. ^ Che cos'è la trasparenza radicale?, su arivista.org.
    «Il principio (che si configura in senso morale) era stato pensato in contrapposizione alle riserve sul trattamento della propria privacy che gli utenti cominciano ad avere nei confronti di Facebook già dal 2009. L'obiettivo della locuzione retorica era quello di far sentire l'utente preoccupato per la propria privacy come un vecchio residuato culturale, ormai da tempo superato (anche se hai la stessa età di Zuckerberg).».
  72. ^ Piccola apologia dell'opacità, su mariodomina.wordpress.com.
  73. ^ Estratto sul tema del Profiling, su laterza.it.
  74. ^ Sara Palamidessi, Riassunto grafico del primo capitolo, docente Lavinia Hanay Raja, studente Sara Palamidessi, Naba Nuova Accademia di Belle Arti, Milano (PDF), su ippolita.net.
  75. ^ Sara Palamidessi, Riassunto Grafico del secondo capitolo, docente Lavinia Hanay Raja, studente Sara Palamidessi, NABA Nuova Accademia di Belle Arti, Milano (JPG), su ippolita.net.
  76. ^ Intervista all'autore comparsa sul Manifesto il 12/06/2014 di Daniele Pizio, su ctrlplus.noblogs.org.
  77. ^ Anselmo Roveda "Irretiti" da rivista Andresen, su comeparole.blogspot.it.
  78. ^ (ES) Scheda libro, su enclavedelibros.blogspot.it.
  79. ^ Ibáñez. IL LIBERO PENSIERO, elogio del relativismo, Elèuthera, 2007, su eleuthera.it.
  80. ^ Dall’anarchismo al postanarchismo di Tomás Ibañez (PDF), su asperimenti.noblogs.org.
  81. ^ Scheda del libro in francese, su ladifference.fr (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2016).
  82. ^ «Come si diventa filosofi?» Stiegler confessò di essersi avvicinato alla filosofia durante un’incarcerazione per rapina a mano armata., su fazieditore.it.
  83. ^ Il titolo è un omaggio a Philip K. Dick che scrisse nel 1968 “Do Androids Dream of Electric Sheep?” (Ma gli androidi sognano pecore elettriche?) da cui è tratto il film Blade Runner, su lanuovasardegna.it.
  84. ^ Ubaldo Fadini, Corpi differenti. Per la ripresa di un approccio teorico-critico – Revista Polis, su revistapolis.ro.
    «Il proposito di Ippolita mi pare condivisibile, soprattutto in quella mia ottica di ricerca che non si limita a sottolineare gli effetti di una relazione tra il nostro assetto psico-fisico (la “corporeità”) e un determinato complesso di tecnologie, ma punta a riscontrare una specie di “introduzione” di funzioni produttive e significative (strumentali) all’interno del corpo vivente del soggetto-di-lavoro. È in tale prospettiva che riprendo/riassumo alcune articolazioni del testo di “Ippolita”, anche piegandole nel senso indicato da G. Deleuze e F. Guattari nel loro Mille piani.».
  85. ^ Marco Dotti, Anime elettriche, corpi digitali. Linee di fuga e tattiche di resistenza nella gabbia 2.0, in Vita.it.
  86. ^ Ippolita, Anime Elettriche, Jaca Book, Milano, p. 59.
  87. ^ Ippolita, Anime elettriche, jaca Book, Milano, p 41.
  88. ^ Editori Laterza, Stefano Rodotà - Vivere la democrazia, su www.laterza.it.
    «Si veda il virgolettato al penultimo paragrafo».
  89. ^ Stefano Rodotà, Vivere la democrazia, Editori Laterza, ISBN 9788858132685.
  90. ^ Le regole non scritte di un mondo trasparente e positivo, su arivista.org.
  91. ^ Data center, la controparte hardware del panottico, su arivista.org.
    «Tutti i profili che alimentiamo sui social occupano un certo spazio sui server dell'azienda che ci fornisce il servizio. I famigerati big data si trovano alloggiati in questi capannoni industriali così come la nostra identità digitale. Ogni giorno entriamo e rimaniamo in questi luoghi di cui ignoriamo la collocazione esatta e persino l'esistenza. Sono l'altra faccia del cloud computing, l'informatica sulle nuvole.».
  92. ^ METAMORFOSI, su blog.goethe.de.
    «Il nostro mutare attraverso l'interazione reciproca assomiglia a quella che Canetti chiama la metamorfosi. Questa animazione archetipica non è un'imitazione o una simulazione di qualcosa di diverso dalla nostra identità, tanto meno una figura o una maschera. La metamorfosi anima in noi le qualità che riteniamo necessarie per affrontare le regole sociali ed è dunque una forma di resistenza individuale e spontanea contro il potere. La sua prerogativa immaginale ci permette di produrre senso in forma libera da qualsiasi norma.».
  93. ^ M. Foucault, Nascita della biopolitica, corso del 1978- 1979 al Collège de France, Feltrinelli, 2005.
  94. ^ Reddito in senso stretto, perché questa misurazione e quantificazione ci fa sentire più ricchi in una prospettiva di investimento sul nostro futuro. Indica che il nostro agire è stabile, o in salita, oppure sta calando. Il tenere traccia delle piattaforme dunque non è puramente descrittivo, ma diventa prescrittivo perché ci induce a modificare le nostre abitudini in base a un optimum di crescita illimitata.[1]
  95. ^ Benedetta Pinzari e Salvatore Cominu, Le anime elettriche del capitale, in http://commonware.org.
    «Ma il problema è che le tecnologie digitali commerciali non sono artefatti semplici come un fucile, sono armi molto più sofisticate. Naturalmente se ci troviamo in un paese dove la libertà d'espressione è completamente interdetta usare una tecnologia digitale commerciale può avere un valore di contro condotta, ma è come dire che se mi trovassi a non mangiare per giorni, ingurgiterei senza pensarci anche un panino di mac donald. Tutto dipende sempre dalla prospettiva situata in cui ci troviamo ad agire nel mondo.».
  96. ^ recensione di Rinaldo Mattera (PDF), su www.eticapubblica.it.
    «Si cerca di rispondere a interrogativi sempre più pressanti nella società delle reti: come si ricerca la verità e come si cura il sé nel mondo digitale?».
  97. ^ Ippolita, Anime Elettriche, Jaca Book, p. 99.
  98. ^ Gamificazione e neuroscienze cognitive. Conferenza in Cox 18 in collaborazione con Archivio Primo Moroni (JPG), su inventati.org.
  99. ^ Antiproibizionismo e Pedagogia Hacker, su DINAMOpress.
    «Nel rapido sviluppo delle trasformazioni tecnologiche, le strade dell'”uso” e quella della “conoscenza” si sono andate sempre più divaricando. Una “pedagogia hacker” ha il senso di rimettere al centro il funzionamento degli strumenti digitali e la loro possibile reinvenzione collettiva».
  100. ^ I nativi digitali non esistono, su arivista.org.
    «Tutti gli esseri umani dotati di un cervello possono diventare nativi digitali perché il cervello è estremamente plastico e si modifica molto rapidamente nell'apprendimento di procedure, tanto più se gamificate. Questo non significa affatto che queste persone siano in grado di comprendere, analizzare, modificare e insegnare i meccanismi procedurali che ripetono!».
  101. ^ 'Tecnologie del Dominio' è il dizionario per ribellarsi alla tecnocrazia, su motherboard.vice.com.
    «I percorsi di lettura interni al volume sono pensati per suggerire ai lettori diverse strade possibili in questo labirinto di parole. Un'attenzione particolare è stata dedicata a educatori, insegnanti, genitori. Insomma a persone che si trovano a dover spiegare concetti complessi. Spesso sono disorientati e ci chiedono delle risposte comprensibili. Tecnologie del Dominio è un libro da consultare.».
  102. ^ Il dibattito sarà moderato dal professore Calogero Lo Piccolo egli psicoterapeuti Salvo Federico e Manuela Morello., su ennapress.it.
  103. ^ Roberto Ciccarelli Il Manifesto (PDF), su meltemieditore.it.
  104. ^ Trasmissione radio Pensatech su Radio città del Capo di Bologna, su radiocittadelcapo.it.
  105. ^ Andrea Fumagalli, La falsa alternativa del Bitcoin, su effimera.org.
    «va segnalato che porre nuovamente la questione dell’utilità del lavoro al centro dell’organizzazione sociale non fa necessariamente scomparire lo sfruttamento nel lavoro, anzi. L’esempio migliore è forse quello dello sfruttamento del lavoro femminile nel quadro dell’economia domestica, e il suo ruolo nell’estrazione capitalista del plusvalore: la moneta non cambia nulla. Possiamo anche retribuire, con la moneta che vogliamo, sempre di sfruttamento si tratta, se non mutano le condizioni, i rapporti di forza, le relazioni di potere.».
  106. ^ Estratto dalla voce contenuta nel lessico, su not.neroeditions.com.
    «La confusione viene moltiplicata dal fatto che in inglese «libertarians» viene utilizzato per definire sia i «right libertarians», che noi definiamo libertariani; sia i «left libertarians», ovvero i libertari di matrice socialista e anarchica. In questo modo si suggerisce che siano varianti dello stesso pensiero, il grande albero delle libertà. Ma non è così.».
  107. ^ Tecnocrazia, ovvero la delega tecnocratica, su arivista.org.
    «L'idea che accomuna le diverse tipologie di tecnocrazia è che la vita individuale e collettiva deve essere (etero)gestita da esperti, competenti nella varie scienze e tecniche, considerati i soli in grado di implementare “la” soluzione “migliore”.».
  108. ^ Economia del dono è stata una locuzione di passaggio per sostenere che fosse possibile superare il capitalismo a sinistra, nella voga del capitalismo senza proprietà proposta dai guru della sharing economy, su arivista.org.
  109. ^ Incontro con Beatrice Bonato della Società Filosofica Italiana, su vicinolontano.it.
    «l’idea di un soggetto costantemente impegnato a misurare le proprie prestazioni – come nel movimento del Quantified Self – può apparire mostruosa, altri potranno cogliervi l’occasione per sperimentare una nuova soggettività e una nuova umanità. Difficile non coglierne però il risvolto di dominio che tali pratiche portano con sé.».
  110. ^ Riportiamo qua le Istruzioni per l’uso contenute nel manuale, su carmillaonline.com.
  111. ^ Giuliano Milani, Difendersi con la tecnologia (JPG), Internazionale.
    «un'opera critica che non si limita a descrivere il presente, ma cerca di indirizzare il cambiamento».
  112. ^ B. Vecchi, Una politica affermativa capace di leggere e decifrare la realtà (PDF), su meltemieditore.it.
    «In questo testo si spazia dalla network culture ai nuovi femminismi, al ruolo della scienza, alle forme di governance neoliberiste sperimentate nella grande trasformazione.».
  113. ^ Ippolita, Prefazione a Materialismo Radicale.
    «Il movimento femminista, transfemminista e queer ha il compito cruciale di interrogarsi sulla tecnologie».
  114. ^ Teresa Numerico, Benedetto Vecchi, L’indispensabile scarto dalla norma (PDF), su centroriformastato.it.
    «L'intervista. Parla il filosofo Bernard Stiegler che ha presentato «La società automatica» a VillaMedici. Per lo studioso, contro il fascismo elettronico incarnato da Trump e simili, è necessariode-automatizzare la società. «Se tutta la vita diventa oggetto di calcolo, se tutto è misurato, prima o poi non ci sarà nulla che produce innovazione.».
  115. ^ Ippolita, Postfazione di La società Automatica.
    «Come vivere nella società automatica?».
  116. ^ Corso di laurea in Media Design e Arti Multimediali, su naba.it.
  117. ^ Per tutte le attività di docenza, i laboratori e le conferenze si veda la sezione Attività del sito dell'autore, su ippolita.net.
  118. ^ Docenti e curatori, su amfav.arsacademy.com.
  119. ^ Gamificazione tra corpo analogico e corpo digitale, su nextfest2019-milano.wired.it.
  120. ^ Educazione, politica, economia, in tutti i settori vengono applicati schemi di gioco competitivi. L'obiettivo? Aumentare prestazioni e produttività. E premiare l'omologazione., su arivista.org.
  121. ^ Delega tecnica come delega sociale, su journal.cittadellarte.it.
    «Le tecnologie digitali più diffuse agiscono come meccanismi di delega dei nostri desideri e delle capacità cognitive umane a procedure algoritmiche orientate al profitto e operate da macchine.».
  122. ^ V.I.T.R.I.O.L. Percorsi formativi per un HACKING DEL SÈ, su ippolita.net.
  123. ^ Dal free software all'hacking del sé (JPG), su ippolita.net.
  124. ^ Tre incontri sull'hacking del sé, su ippolita.net.

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