Iolanda Margherita di Savoia

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Iolanda Margherita di Savoia
Princesa Iolanda Margatita di Savoia.jpg
Iolanda Margherita di Savoia in una fotografia d'epoca
Contessa di Bergolo
Stemma
Nome completo Iolanda Margherita Milena Elisabetta Romana Maria di Savoia
Trattamento Sua Altezza Imperiale e Reale
Altri titoli Principessa d'Italia
Principessa d'Albania
Nascita Roma, 1º giugno 1901
Morte Roma, 16 ottobre 1986
Sepoltura Cimitero monumentale di Torino
Dinastia Savoia per nascita
Calvi di Bergolo per matrimonio
Padre Vittorio Emanuele III d'Italia
Madre Elena del Montenegro
Consorte Giorgio Carlo Calvi di Bergolo
Religione cattolicesimo

Iolanda Margherita Milena Elisabetta Romana Maria di Savoia (Roma, 1º giugno 1901Roma, 16 ottobre 1986) è stata una principessa d'Italia, d'Etiopia e Albania, per matrimonio Contessa di Bergolo.


Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu la primogenita del re d'Italia Vittorio Emanuele III di Savoia e della regina Elena del Montenegro, nata dopo cinque anni di matrimonio.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

La principessa respinse la pressione della nonna, la regina madre Margherita di Savoia che voleva spingerla verso un matrimonio ambizioso, possibilmente con il principe ereditario d'Inghilterra, futuro Edoardo VIII, al quale il re Vittorio Emanuele III d'Italia e la regina Elena del Montenegro avrebbero acconsentito "solo a condizione che Jolanda fosse d'accordo".[2]

Sposò, invece, secondo i suoi desideri, il 9 aprile 1923, nella Cappella Paolina, il conte Giorgio Carlo Calvi di Bergolo, ufficiale di cavalleria.[3]

Dal matrimonio nacquero:

1) Maria Ludovica Calvi di Bergolo (Torino, 24 gennaio 1924), sposò Robert Gasche (1918-2011) nel 1949, ebbe due figli:

Maria Ludovica e Robert Gasche divorziarono nel 1975.

2) Vittoria Francesca Calvi di Bergolo (Torino, 22 giugno 1927 - Garda marzo 1985), sposò il conte Guglielmo Guarienti di Brenzone (1919-2006) nel 1947, da cui ebbe tre figli:

  • Emanuela Guarienti di Brenzone (1948) sposata con Gregorio Sammartini, da cui ha avuto dei figli.
  • Agostino Guarienti di Brenzone (10 gennaio 1949) sposato con Diana Gemma Sagramoso, da cui ha avuto dei figli
  • Guariente Guarienti di Brenzone (1954)

3) Guja Anna Calvi di Bergolo (Torino, 8 marzo 1930), sposò nel 1951 il pittore Carlo Guarienti (1924), da cui ebbe due figlie:

  • Maria Faldivia Guarienti (1952-1971)
  • Delfinella Guarienti (1954) sposata con Ranieri Randaccio da cui ha avuto dei figli.

4) Pier Francesco Calvi di Bergolo (Torino, 22 dicembre 1933 - Roma 18 giugno 2012), sposò nel Santuario di Serralunga di Crea Marisa Allasio (1936), da cui ebbe due figli:

  • Conte Carlo Giorgio Calvi di Bergolo (1959)
  • Anda Calvi di Bergolo (1962)
La principessa Iolanda (con il cappellino bianco) visita i puledri, nel concorso ippico di Roma, maggio 1922

Nel dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Iolanda seguì i genitori con il marito ed i figli nell'esilio del 1946 ad Alessandria d'Egitto e vi rimase fino alla morte del padre Vittorio Emanuele III, poi con la sua famiglia si trasferì nuovamente a Roma in una villa edificata nella tenuta di Capocotta, a quel tempo ancora proprietà degli eredi Savoia e oggi parte della tenuta presidenziale di Castelporziano. Durante l'esilio ad Alessandria d'Egitto la principessa fu l'istitutrice di Bob Krieger, divenuto, in seguito, un apprezzato fotografo.[4]

Ha pubblicato nel 1974 un libro di impressioni giovanili e ricordi: "Paesaggi scomparsi" per l'editore Giovanni Volpe di Roma.

Morì in una clinica a Roma e fu sepolta nel Cimitero monumentale di Torino.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

In suo onore, nel 1901, a Saluzzo, in provincia di Cuneo, fu fondata l'associazione sportiva Unione Ginnico Ricreativa “Jolanda Margherita”. Sempre per riverirla, nel 1904, a Castiglione Marittimo in provincia di Catanzaro, fu costituita una società operaia di mutuo soccorso che prese il nome di "Principessa Iolanda Margherita". Nel 1910 il paese di Le Venezie, nel ferrarese, fu ribattezzato - a seguito della visita di Vittorio Emanuele III con la figlia - Jolanda di Savoia, denominazione che conserva tuttora. Giacomo Puccini dedicò nel 1919 a Jolanda di Savoia l'Inno a Roma.[5]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Vittorio Emanuele II d'Italia Carlo Alberto di Savoia  
 
Maria Teresa d'Asburgo-Toscana  
Umberto I d'Italia  
Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena Ranieri Giuseppe d'Asburgo-Lorena  
 
Maria Elisabetta di Savoia-Carignano  
Vittorio Emanuele III d'Italia  
Ferdinando di Savoia-Genova Carlo Alberto di Savoia  
 
Maria Teresa d'Asburgo-Toscana  
Margherita di Savoia  
Elisabetta di Sassonia Giovanni I di Sassonia  
 
Amalia Augusta di Baviera  
Iolanda d'Italia  
Granduca Mirko Petrović-Njegoš Stanko Petrović-Njegoš  
 
Christine Vrbitsa  
Nicola I del Montenegro  
Anastasija Martinović Drago Martinović  
 
Stana Martinović  
Elena del Montenegro  
Petar Vukotić Peter Perkov Vukotić  
 
Stana Milić  
Milena Vukotić  
Jelena Vervodić Tadija Vervodić  
 
Milica Pavičević  
 

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Dama di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Dama di Gran Croce d'Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce d'Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ferma restando la genealogia dei Savoia, il tema della successione ad Umberto II come capo del casato è oggetto di controversia tra i sostenitori di opposte tesi rispetto all'attribuzione del titolo a Vittorio Emanuele piuttosto che a Amedeo: infatti il 7 luglio 2006 la Consulta dei senatori del Regno, con un comunicato, ha dichiarato decaduto da ogni diritto dinastico Vittorio Emanuele ed i suoi successori ed ha indicato duca di Savoia e capo della famiglia il duca d'Aosta, Amedeo di Savoia-Aosta, fatto contestato anche sotto il profilo della legittimità da parte dei sostenitori di Vittorio Emanuele. Per approfondimenti leggere qui.
  2. ^ Barneschi, pag. 212
  3. ^ Murgia, pag. 45
  4. ^ Safier, pag. 180
  5. ^ Safier, pag. 237

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renato Barneschi, Elena di Savoia, Rusconi, Milano 1986.
  • Adelaide Murgia, I Savoia, Mondadori, Milano 1972.
  • Mariù Safier, Jolanda di Savoia la principessa del silenzio, Teca, Torino 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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