Iolanda Margherita di Savoia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Iolanda Margherita di Savoia
Princesa Iolanda Margatita di Savoia.jpg
Iolanda Margherita di Savoia in una fotografia d'epoca
Contessa consorte di Bergolo
Stemma
Stemma
Nome completoIolanda Margherita Milena Elisabetta Romana Maria di Savoia
TrattamentoSua Altezza Imperiale e Reale
Altri titoliPrincipessa d'Italia
Principessa d'Albania
NascitaRoma, 1º giugno 1901
MorteRoma, 16 ottobre 1986
SepolturaCimitero monumentale di Torino
DinastiaSavoia per nascita
Calvi di Bergolo per matrimonio
PadreVittorio Emanuele III d'Italia
MadreElena del Montenegro
ConsorteGiorgio Carlo Calvi di Bergolo
ReligioneCattolicesimo

Iolanda Margherita Milena Elisabetta Romana Maria di Savoia (Roma, 1º giugno 1901Roma, 16 ottobre 1986) è stata principessa di Savoia, d'Etiopia e Albania, per matrimonio Contessa di Bergolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Vittorio Emanuele ritratto con la moglie Elena e i figli Iolanda, Mafalda, Umberto e Giovanna nel 1908

Fu la primogenita del re d'Italia Vittorio Emanuele III di Savoia e della regina Elena del Montenegro, nata dopo cinque anni di matrimonio.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

La principessa Iolanda (con il cappellino bianco) visita i puledri, nel concorso ippico di Roma, maggio 1922

La principessa respinse la pressione della nonna, la regina madre Margherita di Savoia che voleva spingerla verso un matrimonio ambizioso, possibilmente con il principe ereditario d'Inghilterra, futuro Edoardo VIII, al quale il re Vittorio Emanuele III d'Italia e la regina Elena del Montenegro avrebbero acconsentito "solo a condizione che Jolanda fosse d'accordo".[2]

Giorgio Carlo Calvi di Bergolo nel 1930

Sposò, invece, secondo i suoi desideri, il 9 aprile 1923, nella Cappella Paolina, il conte Giorgio Carlo Calvi di Bergolo, ufficiale di cavalleria.[3]

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Iolanda seguì i genitori con il marito ed i figli nell'esilio del 1946 ad Alessandria d'Egitto e vi rimase fino alla morte del padre Vittorio Emanuele III, poi con la sua famiglia si trasferì nuovamente a Roma in una villa edificata nella tenuta di Capocotta, a quel tempo ancora proprietà degli eredi Savoia e oggi parte della tenuta presidenziale di Castelporziano. Durante l'esilio ad Alessandria d'Egitto la principessa fu l'istitutrice di Bob Krieger, divenuto, in seguito, un apprezzato fotografo.[4]

Ultimi anni e morte[modifica | modifica wikitesto]

Ha pubblicato nel 1974 un libro di impressioni giovanili e ricordi: "Paesaggi scomparsi" per l'editore Giovanni Volpe di Roma.

Morì in una clinica a Roma e fu sepolta nel Cimitero monumentale di Torino.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dal matrimonio tra Iolanda e il conte Giorgio Carlo Calvi di Bergolo nacquero:

1) Maria Ludovica Calvi di Bergolo (Torino, 24 gennaio 1924), sposò Robert Gasche (1918-2011) nel 1949, ebbe due figli:

Maria Ludovica e Robert Gasche divorziarono nel 1975.

2) Vittoria Francesca Calvi di Bergolo (Torino, 22 giugno 1927 - Garda marzo 1985), sposò il conte Guglielmo Guarienti di Brenzone (1919-2006) nel 1947, da cui ebbe tre figli:

  • Emanuela Guarienti di Brenzone (1948) sposata con Gregorio Sammartini, da cui ha avuto dei figli.
  • Agostino Guarienti di Brenzone (10 gennaio 1949) sposato con Diana Gemma Sagramoso, da cui ha avuto dei figli
  • Guariente Guarienti di Brenzone (1954)

3) Guja Anna Calvi di Bergolo (Torino, 8 marzo 1930), sposò nel 1951 il pittore Carlo Guarienti (1924), da cui ebbe due figlie:

  • Maria Faldivia Guarienti (1952-1971)
  • Delfinella Guarienti (1954) sposata con Ranieri Randaccio da cui ha avuto dei figli.

4) Pier Francesco Calvi di Bergolo (Torino, 22 dicembre 1933 - Roma 18 giugno 2012), sposò nel Santuario di Serralunga di Crea Marisa Allasio (1936), da cui ebbe due figli:

  • Conte Carlo Giorgio Calvi di Bergolo (1959)
  • Anda Calvi di Bergolo (1962)

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

In suo onore, nel 1901, a Saluzzo, in provincia di Cuneo, fu fondata l'associazione sportiva Unione Ginnico Ricreativa "Jolanda Margherita". Sempre per riverirla, nel 1904, a Castiglione Marittimo in provincia di Catanzaro, fu costituita una società operaia di mutuo soccorso che prese il nome di "Principessa Iolanda Margherita". Nel 1910 il paese di Le Venezie, nel ferrarese, fu ribattezzato - a seguito della visita di Vittorio Emanuele III con la figlia - Jolanda di Savoia, denominazione che conserva tuttora. Giacomo Puccini dedicò nel 1919 a Jolanda di Savoia l'Inno a Roma.[5]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Vittorio Emanuele II d'Italia Carlo Alberto di Savoia  
 
Maria Teresa d'Asburgo-Toscana  
Umberto I d'Italia  
Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena Ranieri Giuseppe d'Asburgo-Lorena  
 
Maria Elisabetta di Savoia-Carignano  
Vittorio Emanuele III d'Italia  
Ferdinando di Savoia-Genova Carlo Alberto di Savoia  
 
Maria Teresa d'Asburgo-Toscana  
Margherita di Savoia  
Elisabetta di Sassonia Giovanni I di Sassonia  
 
Amalia Augusta di Baviera  
Iolanda d'Italia  
Granduca Mirko Petrović-Njegoš Stanko Petrović-Njegoš  
 
Kristina Vrbica  
Nicola I del Montenegro  
Anastasija Martinović Drago Martinović  
 
Stana Martinović  
Elena del Montenegro  
Petar Vukotić Peter Perkov Vukotić  
 
Stana Milić  
Milena Vukotić  
Jelena Vervodić Tadija Vervodić  
 
Milica Pavičević  
 

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Dama di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Dama di Gran Croce d'Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce d'Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ferma restando la genealogia dei Savoia, il tema della successione ad Umberto II come capo del casato è oggetto di controversia tra i sostenitori di opposte tesi rispetto all'attribuzione del titolo a Vittorio Emanuele piuttosto che a Amedeo: infatti il 7 luglio 2006 la Consulta dei senatori del Regno, con un comunicato, ha dichiarato decaduto da ogni diritto dinastico Vittorio Emanuele ed i suoi successori ed ha indicato duca di Savoia e capo della famiglia il duca d'Aosta, Amedeo di Savoia-Aosta, fatto contestato anche sotto il profilo della legittimità da parte dei sostenitori di Vittorio Emanuele. Per approfondimenti leggere qui.
  2. ^ Barneschi, p. 212.
  3. ^ Murgia, p. 45.
  4. ^ Safier, p. 180.
  5. ^ Safier, p. 237.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renato Barneschi, Elena di Savoia, Milano, Rusconi, 1986.
  • Adelaide Murgia, I Savoia, Milano, Mondadori, 1972.
  • Mariù Safier, Jolanda di Savoia la principessa del silenzio, Torino, Teca, 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN69739824 · ISNI (EN0000 0000 1268 3612 · BAV 495/247468 · LCCN (ENn97085833 · GND (DE11946862X · BNF (FRcb149764724 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n97085833