Caligola (film)

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Caligola
Caligola film 1979.png
Malcolm McDowell in una scena del film
Titolo originaleCaligula
Lingua originaleItaliano e inglese
Paese di produzioneItalia, USA
Anno1979
Durata154 min (versione integrale)
105 min (versione censurata)
Rapporto1.85:1
Generestorico, drammatico, erotico, pornografico, orrore
RegiaTinto Brass, Bob Guccione (non accreditato) e Giancarlo Lui (non accreditato)
SceneggiaturaGore Vidal, Bob Guccione e Giancarlo Lui
ProduttoreBob Guccione e Franco Rossellini (non accreditato)
Produttore esecutivoJack H. Silverman (non accreditato)
Casa di produzionePenthouse Films International e Felix Cinematografica
Distribuzione (Italia)Produzioni Atlas Consorziate (P.A.C.)
FotografiaSilvano Ippoliti
MontaggioNino Baragli e Russell Lloyd (non accreditato)
Effetti specialiFranco Celli e Marcello Coccia
MusichePaul Clemente
ScenografiaDanilo Donati Franco Velchi
CostumiDanilo Donati (non accreditato)
TruccoGuiseppe Banchelli e Jole Cecchini
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Caligola, successivamente redistribuito con il titolo Io, Caligola, è un film del 1979 diretto da Tinto Brass, con scene aggiunte riprese da Giancarlo Lui e dall'editore di Penthouse Bob Guccione, che ne fu il produttore. Il film, basato su una sceneggiatura di Gore Vidal, venne co-finanziato dal magazine Penthouse e prodotto da Guccione con l'italiano Franco Rossellini. Io, Caligola è famoso per essere uno dei più malfamati film cult mai realizzati[1] e rimane vietato in diversi paesi.[2][3]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« I have existed from the morning of the world and I shall exist until the last star falls from the night. Although I have taken the form of Gaius Caligula, I am all men as I am no man, and therefore I am a God. »

(IT)

« Io esisto dal principio del mondo ed esisterò finché l'ultima stella non cadrà dalla notte. Anche se ho preso la forma di Gaio, detto "Caligola", io sono tutti gli uomini e nessun uomo, e perciò io sono Dio. »

(Caligola)

Gaio Cesare, meglio noto come Caligola è il giovane erede di suo prozio, il paranoico imperatore Tiberio. Macro, il tribuno della Guardia pretoriana, si presenta a Caligola, informandolo che Tiberio vuole che si rechi a Capri, dove l'imperatore vive con il suo amico Nerva, un parente semplicione Claudio, e suo nipote Gemello. Arrivato a Capri, vede che Tiberio è impazzito e sfregiato dalle malattie veneree, e inoltre disilluso della politica, dichiarando che assunse il potere solo per salvarsi e che è meglio essere temuto che amato. L'imperatore si diverte a nuotare insieme a fanciulli nudi e assistere a spettacoli sessuali con bambini e persone deformi. La tensione tra prozio e nipote aumenta quando Tiberio tenta di avvelenare Caligola di fronte a Gemello. Nerva, inorridito dal despotismo di Tiberio, si apre le vene, e Macro uccide il vecchio imperatore sotto gli occhi di Gemello.

Dopo il funerale di Tiberio, Caligola viene proclamato imperatore, con sua sorella e segreta amante Drusilla dichiarata suo pari. Temendo l'influenza di Macro, Caligola minaccia Gemello a testimoniare contro di lui per il suo ruolo nella morte di Tiberio. Dopo che Macro viene decapitato in un ludo sanguinario, Caligola sceglie come assistente personale Longino, un ex funzionario del regime precedente, e la carica vacante di Macro viene assunta da Cassio Cherea.

Drusilla tenta di trovare una moglie per suo fratello fra le sacerdotesse di Iside, una dea che lei e Caligola venerano in segreto. Caligola sceglie come sposa Cesonia, una cortigiana nota per la sua promiscuità. Nel frattempo, il comportamento di Caligola comincia a peggiorare, stuprando degli sposi durante le loro nozze e facendo giustiziare Gemello per pura paranoia. Quando gli viene annunciato che Cesonia è incinta, Caligola soffre d'una febbre debilitante. Una volta recuperato Caligola, Cesonia partorisce una figlia, Giulia Drusilla. Durante le festività, Drusilla soffre d'un attacco della stessa febbre che colpì Caligola. Malgrado le sue preghiere a Iside, Drusilla cede alla malattia, e Caligola soffre d'un collasso nervoso, correndo per il palazzo e violando le statue di Iside.

In preda alla depressione, Caligola gira per le strade di Roma travestito da plebeo. Si infuria quando assiste a uno spettacolo teatrale che prende in giro la sua relazione incestuosa con sua sorella. Dopo un breve soggiorno in prigione, Caligola si dichiara un dio, e decide di progettare la distruzione della classe senatoriale. Comincia ad umiliare i senatori confiscando le loro proprietà e costringendo le loro mogli a lavorare come prostitute nel palazzo. La vecchia religione viene eliminata e l'esercito viene costretto a raccogliere papiri sulla costa gallica settentrionale per presentarli come prova che Caligola ha conquistato la Gran Bretagna. Ormai stufi delle sue eccentricità, Longino e Cherea complottano contro di lui.

Il giorno seguente, dopo aver recitato in uno spettacolo egiziano nello stadio, Caligola, sua moglie e sua figlia vengono assaliti da Cherea e dagli altri cospiratori. Una volta uccisi, i loro cadaveri vengono gettati sulle scale dello stadio, e Claudio viene proclamato nuovo imperatore.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Lo sceneggiatore Gore Vidal aveva scritto una sceneggiatura per Roberto Rossellini, intenzionato a fare una miniserie televisiva su Caligola, poi mai realizzata. Franco Rossellini, nipote di Roberto, era intenzionato a servirsi della sceneggiatura di Vidal per produrre un film storico a basso costo. Per trovare dei fondi, Vidal si rivolse all'editore di Penthouse Bob Guccione, che accettò di finanziare il film a condizione di inserire più scene erotiche e di nudità per promuovere la sua rivista.

Lo scenografo di Federico Fellini, Danilo Donati, venne chiamato ad occuparsi dei set e dei costumi. Attori di talento come Malcolm McDowell, Helen Mirren, Peter O'Toole e Sir John Gielgud entrarono a far parte del cast. Il ruolo di Drusilla andò inizialmente a Maria Schneider, poi sostituita da Teresa Ann Savoy. Inizialmente la scelta del regista cadde su John Huston e poi su Lina Wertmüller, ma entrambi rifiutarono[4]; rimasto impressionato dal controverso Salon Kitty, Guccione decise allora di rivolgersi a Tinto Brass. La produzione di Caligola si stabilì negli studi della Dear di Roma, gli stessi del kolossal Cleopatra. Le riprese cominciarono nel settembre 1976.

La lavorazione del film si rivelò subito travagliata. Secondo quanto rilasciato da Guccione in un'intervista su Penthouse nel 1980, vi furono dei contrasti tra Vidal e Brass che, irato a causa di alcune dichiarazioni che lo sceneggiatore aveva rilasciato a Time, lo cacciò dal set.

Anche con il cast ci furono dei problemi. La protagonista Maria Schneider, a causa delle numerose scene di nudo e di sesso presenti nel copione, decise di abbandonare il film e venne sostituita da Teresa Ann Savoy, che aveva già lavorato con Brass in Salon Kitty.[5] Mentre lo scenografo Donati è costretto a lavorare frettolosamente (col risultato che gli elaborati bozzetti originali diventano dei costumi di stampo marcatamente teatrale), Brass interviene pesantemente sul copione e, per non perdere tempo e denaro, improvvisa nuove sequenze (come la prima scena, con McDowell e la Savoy tra i boschi).

La produzione subì diversi ritardi a causa dei disaccordi tra Brass e Donati scaturiti dal fatto che Brass non utilizzò i set completi di Donati[4] e da quelli tra Brass e Guccione che erano in disaccordo sul contenuto sessuale del film. Inoltre Brass non era per niente contento della sceneggiatura di Vidal ed arrivò a dire a proposito:«Sembra il lavoro di un arteriosclerotico. Vidal l'ha riscritta cinque volte, ma resta comunque assurda.»[5] Con l'aiuto di McDowell, Brass riscrisse parte della sceneggiatura. Vidal, preoccupato di essere associato ad una produzione fuori controllo e temendo che il film sarebbe risultato incoerente, prese le distanze dal progetto.

Quando il film entrò in fase di post-produzione, Guccione assunse il totale controllo della pellicola, licenziò Brass e chiese all'amico Giancarlo Lui di aiutarlo a rimontare la pellicola. Alcune delle scene riprese da Brass vennero rimpiazzate con del materiale pornografico girato ad hoc da Lui.[6] Il film che ne venne fuori risulta molto lontano dalla visione originale di Brass e, paradossalmente, più vicino all'ottica di Vidal che lo aveva rinnegato.

In seguito sia Brass che Vidal intentarono cause contro il film e Guccione, ritardando così l'uscita del film nelle sale. Vidal, che venne pagato 200 mila dollari per la sua sceneggiatura, disse che avrebbe rinunciato al 10% dei profitti del film se in cambio il suo nome fosse stato rimosso dal titolo del film (il titolo originale doveva infatti essere Gore Vidal's Caligula).[4] Nel 1981, Anneka Di Lorenzo, che interpretò il ruolo di Messalina, denunciò Guccione per molestie sessuali. Dopo una lunga controversia, nel 1990 un tribunale dello stato di New York condannò Guccione a pagare un risarcimento danni di 60 mila dollari più 4 milioni di dollari.

Nell'estate 1979, dopo tre anni dall'inizio della produzione, il film ottenne il nulla osta col divieto ai minori di 18 anni e venne infine distribuito nei cinema.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Esistono varie versioni del film:

Versione Durata Note
Versione integrale 156 minuti (versione NTSC)
150 minuti (versione PAL)
Versione disponibile negli Stati Uniti e nell'Europa continentale.
Questa versione contiene scene di sesso simulato e non-simulato e scene di estrema violenza.
Versione teatrale del Regno Unito 149 minuti Oltre a rimuovere circa 11 minuti di riprese esplicite, i censori sostituirono alcune scene.
Queste scene alternative sono state inserite con noncuranza, causando errori di continuità evidenti.
Nel luglio 2009 questa versione del film è stata sostituita da quella integrale.[1]
Versione censurata 105 minuti Versione uscita nel 1981 autorizzata da Guccione.
In questa versione l'hardcore e le scene violente sono state tagliate o sostituite da altre scene.
Questa è la versione uscita in Italia.
Versione censurata 102 minuti Uscita nel 1999 in DVD è basata sulla versione censurata del 1981.
Versione di Film4 143 minuti Versione creata nel 1999 dal canale Film4.
Versione dove le scene sessualmente esplicite sono state rimosse.
Versione integrale italiana 150 minuti Versione italiana dell'edizione integrale statunitense.
Distribuita fugacemente in VHS, nel 2014 è uscita in DVD.
Io, Caligola 133 minuti Versione realizzata nel 1984 da Franco Rossellini.
Questa nuova edizione del film contiene materiale non presente in tutte le altre versioni del film.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Caligola suscita scandalo fin dall'anteprima di prova, avvenuta presso il "Cinema Nuovo" di Meldola (Forlì), il 14 agosto 1979. Un cittadino sporge denuncia, ma il Giudice istruttore del Tribunale di Forlì decide di non procedere. Nel mese di novembre il film entra nei normali circuiti di programmazione con grande successo. A seguito di numerose denunce tuttavia il film viene sequestrato su tutto il territorio nazionale e i realizzatori del film (Brass compreso) vengono chiamati a processo. Il produttore Rossellini viene condannato in primo grado a quattro mesi di reclusione e al pagamento di 400.000 lire di multa. Brass viene assolto perché escluso dalla delicata fase del montaggio. La sentenza del 21 novembre 1980 annulla il giudizio di primo grado, ma il film viene comunque confiscato e le 12 copie positive di Caligola distrutte per ordine del giudice.

Io, Caligola[modifica | modifica wikitesto]

Quando nel 1981 un'amnistia estingue il reato di oscenità, Franco Rossellini può di nuovo accedere al negativo del film rimasto in giacenza presso il laboratorio Technicolor.

Poiché sulle copie positive permane la confisca disposta dai giudici di Bologna e il processo era ancora in pieno svolgimento, il produttore, nella speranza di potersi rifare dei danni economici causati dal sequestro del film, sigla un accordo tra la Felix Cinematografica e la francese Gaumont per ridistribuire il film con un nuovo montaggio, una nuova durata di 133 minuti e il nuovo titolo Io, Caligola.

Rossellini riesce a convincere i giudici di Bologna che la nuova edizione è notevolmente diversa dalla precedente. Il film, ridotto dai censori italiani alla durata di soli 86 minuti, ottiene il visto censura (ancora vietato ai minori di 18 anni) il 29 marzo 1984 e due giorni dopo esce nelle sale.[7]

Il 3 aprile 1984 il Procuratore Capo di Forlì, Mario Angeletti, ordinò il sequestro del film su tutto il territorio nazionale per «la palese oscenità nel suo complesso con reiterazioni di immagini di rapporti sessuali anche innaturali, e scene raccapriccianti e di carattere violento».

Opere derivate[modifica | modifica wikitesto]

Trailer for a Remake of Gore Vidal's Caligula[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 l'artista Francesco Vezzoli (nel ruolo del folle imperatore) presentò alla 51ª Biennale di Venezia (nell'ambito della mostra L'esperienza dell'arte) un filmato di 5 minuti dal titolo Trailer for a Remake of Gore Vidal's Caligula, pensato per un ipotetico remake del film del 1979 Caligola. In questa specie di corto-amatoriale, ambientato in una villa ultra-chic di Hollywood, vi partecipano gli attori: Milla Jovovich, Benicio del Toro, Courtney Love, Barbara Bouchet, Adriana Asti, Helen Mirren, Karen Black, Glenn Shadix, Michelle Phillips, Gerard Butler, Justine Bateman, Gore Vidal, Mia Moretti, Michael Okarma, Louis-Marie De Castelbajac, Kallean De Castelbajac, Danny Pardo, Darren Dupree Washington e la modella canadese Tasha Tilberg. I costumi del filmato erano stati ideati dalla stilista Donatella Versace.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

La scena del pene dato in pasto ai cani verrà replicata da Eli Roth per il suo Hostel: Part II (2007)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Case Study: Caligula, su Students' British Board of Film Classification. URL consultato il 9 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2013).
  2. ^ Film Censorship: Caligula (1979), su Refused-Classification.com. URL consultato il 9 giugno 2012.
  3. ^ Laura Davis, Caligula (1979), in independent.co.uk, 5 ottobre 2010. URL consultato il 9 giugno 2012.
  4. ^ a b c Ernest Volkman, Bob Guccione Caligula Interview from Penthouse May 1980 Penthouse Interview: Bob Guccione, in Penthouse, maggio 1980, pp. 112–118, 146–115. URL consultato il 9 giugno 2012.
  5. ^ a b Will the Real Caligula Stand Up?, in Time (magazine), 3 gennaio 1977. URL consultato il 9 giugno 2012.
  6. ^ Thomas Vinciguerra, Porn Again, su nymag.com, 6 settembre 1999. URL consultato il 9 giugno 2012.
  7. ^ Le vicissitudini di "Caligola" con la censura

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