Invecchiamento (biologia)

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L'invecchiamento è, in generale, il processo naturale che conduce ad un aumento dell'entropia in un qualunque sistema fisico.

Mentre per gli oggetti inorganici tale processo è subito passivamente, gli esseri viventi hanno sistemi che consentono loro di contrastare l'invecchiamento, ovvero di tendere a mantenere costante l'ordine della propria struttura fisica. Ciò nonostante, per la maggior parte di essi (in genere gli organismi pluricellulari complessi) l'invecchiamento è comunque una parte normale del loro percorso di sviluppo biologico, essendo implicati, in esso, vari meccanismi fisici e biologici.

Molte sono le teorie e le ricerche genetiche che vertono sull'invecchiamento prematuro e su quello tardivo. Nel complesso, però, le cellule degli esseri umani incominciano a non rigenerarsi più dopo i 25 anni.

Teorie sull'invecchiamento[modifica | modifica wikitesto]

Nel tentativo di comprendere i meccanismi dell'invecchiamento sono state formulate più di 300 teorie, ma con nessuna ricerca si è riusciti ad individuarne una singola causa. Pertanto si pensa che il fenomeno nei suoi molteplici aspetti (molecolari, cellulari, di organi e tessuti) sia il risultato di cambiamenti causati da più fattori e che le diverse ipotesi proposte possano spiegare parte di questi. Le teorie possono ricondursi a due diversi filoni di pensiero, ovvero quello secondo cui l'invecchiamento sarebbe un evento geneticamente programmato, che si manifesterebbe mediante cambiamenti del funzionamento del sistema nervoso, immunitario ed endocrino, e quello del progressivo accumulo di danni determinato dall'influenza dell'ambiente. Attualmente sembra che l'invecchiamento dipenda da una serie di cause genetiche, ambientali e stocastiche, ai quali le varie specie di diversa longevità risponderebbero con metodi di difesa più o meno efficaci[1].

Da un punto di vista evolutivo l’esistenza dell’invecchiamento potrebbe essere giustificata dalla necessità che le risorse consumate da un individuo che ha già svolto la sua funzione riproduttiva e di accudimento della prole, il cui organismo è magari stato danneggiato durante la vita, siano utilizzate da un individuo più giovane. La menopausa, una delle conseguenze dell’invecchiamento, sarebbe utile ad evitare che gameti femminili danneggiati a causa del processo meiotico possano originare una prole non sana, mentre i maschi, i cui spermatozoi sono sottoposti ad una dura selezione, non perdono la loro fertilità. In quest’ottica gli individui di sesso maschile avrebbero una riduzione meno repentina di appeal sessuale rispetto alle donne, che a causa della menopausa hanno meno probabilità di riprodursi in età avanzata.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Testa, Fabiola Olivieri, Antonio Cerello e Lucia La Sala, Biologia dell’invecchiamento, su academia.edu, Springer, 2011. URL consultato il 2 dicembre 2016.
  2. ^ Senescenza (PDF), su Amsacta.unibo.it. URL consultato il 4 dicembre 2016.

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