Invasione Alleata della Germania

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Invasione alleata della Germania
Wernberg1945.jpg
Avanzata dell’esercito americano a Wernberg, in Germania, nell’aprile 1945
Data 8 febbraio-8 maggio 1945
Luogo Germania
Esito Decisiva vittoria degli Alleati
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
4.500.000 soldati (90 divisioni)[1] 1.000.000 soldati
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All'inizio della primavera del 1945 ormai tutto era pronto per un'azione decisiva degli Alleati che ponesse fine alla guerra. In gennaio gli Alleati avevano respinto l'offensiva delle Ardenne, l'ultimo grande attacco tedesco sul fronte occidentale.

Dopo il fallimento di questa operazione l'esercito tedesco era ormai allo stremo e le rimanenti forze tedesche non erano in grado di poter resistere alla controffensiva alleata in Europa. Inoltre, nel febbraio-marzo 1945 l'avanzata in Renania aveva permesso agli alleati di impadronirsi del ponte Ludendorff, a Remagen (che avrebbe permesso alle truppe anglo-americane di oltrepassare agevolmente il fiume Reno) e di infliggere enormi perdite alla Wehrmacht (circa 400.000 soldati caduti in combattimento e 280.000 fatti prigionieri).

Sul fronte orientale l'Armata Rossa aveva conquistato la maggior parte della Polonia e si stava spingendo verso l'Ungheria e la Cecoslovacchia fermandosi sulla linea Oder-Neisse. L'avanzata delle truppe sovietiche aveva travolto molte unità di combattimento tedesche limitando la capacità di Hitler e dei generali tedeschi di fornire rinforzi alle difesa sul Reno.

Le forze alleate[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del 1945 il Comandante supremo delle Forze Armate Alleate, il generale Dwight D. Eisenhower aveva a disposizione 73 divisioni: 49 di fanteria, 20 corazzate e 4 aviotrasportate. Di queste, 49 divisioni erano americane, 12 britanniche, otto francesi, tre canadesi e una polacca. Nel febbraio 1945 allo schieramento alleato si aggiunsero sette divisioni americane e ulteriori rinforzi da parte degli altri Paesi alleati per un totale di 90 divisioni.

La linea del fonte lungo il Reno era lunga 720 km: partiva dal confine franco-svizzero fino alla foce del fiume nel Mare del Nord, nei Paesi Bassi. Le forze alleate erano organizzate in tre gruppi d'armate. A nord, dal Mare del Nord fino ad un punto a circa 16 km a nord di Colonia, erano schierati: il 21º Gruppo d'Armate britannico comandato dal generale Bernard Montgomery costituito dalla 1ª Armata canadese guidata da Harry Crerar, dalla 2ª Armata britannica di Miles Dempsey e dalla 9ª Armata americana di William H. Simpson.

Al centro della linea alleata (fino ad un punto a circa 24 km a sud di Magonza) era schierato il 12º Gruppo d'Armate americano di Omar N. Bradley. Sotto il comando di Bradley c'erano la 1ª Armata USA di Courtney Hodges a nord e la 3ª Armata USA di George S. Patton a sud. Infine, a sud fino al confine con la Svizzera era schierato il 6º Gruppo d'Armate USA comandato dal generale Jacob L. Devers, costituito dalla 7ª Armata USA di Alexander Patch a nord e la 1ª Armata francese del generale Jean de Lattre de Tassigny a sud.

Le forze tedesche[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo Oberbefehlshaber West Albert Kesselring, che il 10 marzo 1945 aveva sostituito il Feldmaresciallo Gerd von Rundstedt come Comandante in capo della Wehrmacht sul fronte occidentale, aveva dimostrato durante la campagna d’Italia ottime capacità difensive. Tuttavia Kesselring non aveva a disposizione uomini e mezzi sufficienti per poter organizzare la difesa del Reno.

Nel marzo 1945 le forze tedesche sul fronte occidentale erano ormai ridotte a 26 divisioni (organizzate in tre gruppi: H, B e G) e non c'erano possibilità di ottenere rinforzi sufficienti. Hitler, infatti, continuava a concentrare la maggior parte dell'esercito per frenare l'avanzata sovietica: si stima che nell'aprile 1945 ci fossero circa 214 divisioni tedesche schierate sul fronte orientale.

La strategia di Eisenhower[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver occupato il bacino della Ruhr Eisenhower aveva programmato di far avanzare il 21º Gruppo d'Armate britannico verso Berlino attraversando la Germania settentrionale protetto dalla 12ª e la 6ª Armata USA che avrebbero dovuto proteggere questa offensiva con una serie di attacchi contro le forze tedesche.

Nel marzo 1945, però, Eisenhower decise di rivedere la sua strategia. I Sovietici, infatti, erano ormai a meno di 50 km da Berlino mentre gli anglo-americani distavano più 480 km e dovevano ancora attraversare il fiume Elba. Inoltre, circolavano insistenti voci che Hitler e il suo Stato Maggiore avessero intenzione di asserragliarsi in un ridotto alpino (in tedesco Alpenfestung) per resistere ad oltranza.

A consigliare una rapida avanzata verso sud c'erano inoltre considerazioni di carattere militare: la 1ª armata USA di Hodge aveva conquistato un ponte sul Reno a Remagen e la 3ª Armata di Patton aveva distrutto la 1ª Armata tedesca nella Saar.

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Le ultime operazioni delle forze alleate tra il 19 aprile e il 7 maggio 1945.

Il 19 marzo Eisenhower ordinò a Bradley di prepararsi ad attaccare a partire dal 22 marzo. Due giorni dopo, il 21 marzo Bradley autorizzò un'offensiva di Patton sul Reno per preparare l'avanzata di Montgomery. Patton fece finta di avanzare verso nord del fiume Meno (che scorre parallelamente al Reno 48 km a est di questo), dove i tedeschi si aspettavano un'offensiva, ma attaccò a Nierstein-Oppenheim

La notte del 22 marzo la 5ª Divisione americana di fanteria attraversò il Reno senza incontrare resistenza, seguita in pochi giorni dal resto della 3ª Armata. Il 26 marzo la 6ª Armata attaccò le forze tedesche a Worms (40 km a sud di Magonza) e, superate le difese nemiche, si assestò oltre il Reno. A seguito di questi successi, il generale Montgomery lanciò l'Operazione Plunder e attraversò il Reno a capo del 21º Gruppo d'Armate composto da oltre 1.250.000 uomini.

In pochi giorni le forze alleate avevano intrappolato l'esercito tedesco nella Ruhr e in pochi giorni il Gruppo d'armate B dell'esercito tedesco dovette arrendersi (oltre 325.000 soldati tedeschi vennero fatti prigionieri) e il suo comandante Walther Model si suicidò. L'offensiva alleata proseguì lungo l'Elba. La 1ª Armata di Hodge avanzò verso Lipsia mentre a nord la 9ª Armata progredì verso Magdeburgo. A sud la 3ª Armata di Patton si diresse a est verso Chemnitz e poi proseguì verso l'Austria. Contemporaneamente il generale Denver mosse verso la Baviera e la Foresta Nera.

Il 9 aprile 1945 il 12º Gruppo d'Armate USA oltrepassò l'Elba. Ormai le difese tedesche erano stremate e opponevano scarsa resistenza. Il 26 aprile le forze alleate raggiunsero quelle sovietiche a Torgau (dove avvenne l'incontro tra il generale Emil F. Reinhardt e il generale Vladimir Rusakov) tagliando in due il territorio tedesco.

La resa tedesca[modifica | modifica wikitesto]

Le posizioni degli Alleati e dell’Armata Rossa nel maggio 1945

Alla fine di aprile ormai il Terzo Reich era stato distrutto. Hitler si suicidò il 30 aprile 1945 lasciando all'ammiraglio Karl Dönitz il compito di arrendersi. Dopo aver cercato invano di negoziare (proponendo una resa solo sul fronte occidentale) il 7 maggio Dönitz incaricò il generale Alfred Jodl di firmare la resa incondizionata. L'8 maggio 1945, con la capitolazione della Wehrmacht e la fine del nazismo aveva termine la guerra in Europa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ C. MacDonald (2005), The Last Offensive: The European Theater of Operations, University Press of the Pacific, p. 322

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Keegan, John, ed. (1989). The Times Atlas of the Second World War. London: Times Books. ISBN 0-7230-0317-3.
  • Zaloga, Steve; Dennis, Peter (2006). Remagen 1945: endgame against the Third Reich. Osprey Publishing. ISBN 1-84603-249-0.
  • Hastings, Max (2005). Armageddon: The Battle for Germany, 1944–1945. Vintage. ISBN 0-375-71422-7.

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