Intervallo Rai

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Nelle trasmissioni televisive della Rai, l'intervallo era un vuoto nel palinsesto, in passato riempito con musica e immagini. In seguito è stato sostituito da spot pubblicitari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la televisione di stato, poi nota come Rai, nei vuoti di programmazione causati da problemi tecnici nelle trasmissioni via satellite o di improvvise interruzioni dei programmi trasmessi in diretta, trasmetteva inizialmente una sequenza di immagini di un gregge di pecore con la parola Intervallo in sovrimpressione con un sottofondo musicale xilofonico e, successivamente, la sequenza consisteva in una successione di immagini di scorci paesaggistici e di monumenti italiani - negli anni settanta in bianco e nero e poi negli anni ottanta a colori - commentate dal nome del luogo e del particolare visualizzato. Di tanto in tanto compariva anche la parola Intervallo a carattere maiuscolo sulle immagini. Le immagini erano accompagnate da una colonna sonora con vari brani di musica classica arrangiati per orchestra d'archi e arpa solista la cui esecuzione originale era della Orchestra della Radio Vaticana, diretta da Alberico Vitalini, con Anna Palomba Contadino all'arpa.[1] I tre brani erano:

  1. Allegro dalla Sonata VI in La maggiore di Pietro Domenico Paradisi (noto anche con il titolo di Toccata per arpa);
  2. Sarabanda dal IV concerto dei Concerts royaux di François Couperin;
  3. Passacaglia dalla Suite per clavicembalo n.7 HWV 432 di Georg Friedrich Händel.

Nel 1989 Rai 3 trasmise degli intervalli filmati realizzati da Alessandro Cocito e Luca Pastore intitolati Intervalli italiani - 10 film su città e luoghi italiani per il palinsesto di Raitre. Si trattava di dieci filmati da sei minuti ciascuno girati tra il 1989 e il 1992 nelle città di Torino, Genova, Venezia, Trieste, Rimini, Pozzuoli, Orgosolo, nell'hinterland di Milano, Palermo e nella valle del Belice nei quali gli scenari erano caratterizzati da riprese fisse in bianco e nero con la presenza di alcuni particolari colorati; le situazioni e i personaggi ritratti erano volti a mettere in risalto il degrado e lo squallore delle scene ritratte.[2] Da fine marzo 2013 la Rai ripropone l'intervallo, stavolta adibito a spazio pubblicitario[3] intitolato Intervallo 2.0 con lo stesso sottofondo musicale della versione precedente.

Pietro Domenico Paradisi (info file)
Allegro dalla Sonata VI in La maggiore

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Various Artists: Gli intervalli con l'arpa e altri classici - Music on Google Play, su play.google.com. URL consultato il 13 febbraio 2018.
  2. ^ Intervalli italiani sul sito dell'Enciclopedia del cinema in Piemonte
  3. ^ Operazione Amarcord alla Rai. Tornano Carosello e l'intervallo - repubblica.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • CD Gli intervalli con l'arpa, Ares Music, ACD065

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