Insegne imperiali del Giappone

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Ricostruzione artistica delle insegne imperiali del Giappone
Cerimonia di intronizzazione del 1989: la spada Kusanagi e la gemma Yasakani no Magatama, nei contenitori sigillati e non visibili, vengono presentati ad Akihito

Le insegne imperiali del Giappone (三種の神器 Sanshu no Jingi?, i "Tre Sacri Tesori") sono la spada Kusanagi (草薙剣? lett. "spada del paradiso") , la gemma Yasakani no Magatama (八尺瓊曲玉? lett. "giada di Yasakani"), che attualmente si ritiene sia una replica dell'originale, e lo specchio Yata no Kagami (八咫鏡? lett. "specchio a otto campate"). Conosciute anche come i tre tesori sacri del Giappone, le insegne rappresentano tre virtù: il valore (la spada), la benevolenza (la gemma) e la saggezza (lo specchio)[1].

Ubicazione e simbologia[modifica | modifica wikitesto]

La spada si trova al santuario di Atsuta a Nagoya, lo specchio al santuario di Ise nella prefettura di Mie e la gemma al Palazzo imperiale di Tokyo. Dal 690 la presentazione di questi oggetti all'imperatore da parte dei sacerdoti del tempio è la parte centrale della cerimonia di insediamento sul trono imperiale. Questa cerimonia non è pubblica e gli oggetti, per tradizione, sono visti solo dall'imperatore e da determinati sacerdoti. Per questo non ne esistono fotografie o disegni conosciuti. Al palazzo di Tokyo, nel Tempio dei Tre Palazzi si trova una replica dello specchio.

Leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la leggenda, questi oggetti furono portati da Ninigi-no-Mikoto, il leggendario antenato degli imperatori giapponesi, quando la nonna, la dea del sole Amaterasu, lo inviò per pacificare il Giappone[1]. Successivamente divennero il simbolo della divinità dell'imperatore, considerato il discendente di Amaterasu e come tale legittimato ad essere il supremo governatore del Giappone.

Quando Amaterasu si nascose dal fratello Susanoo entrando in una caverna, gettando così il mondo nell'oscurità, la dea Ama-no-Uzume appese fuori dalla caverna la gemma e lo specchio per attirarla all'esterno. Avvicinatasi Amaterasu vide la sua immagine riflessa nello specchio e ne rimase così stupita che gli altri dei poterono portarla fuori dalla caverna. In seguito Susanoo si scusò con Amaterasu regalandole la spada Kusanagi, che aveva estratto del corpo del drago a otto teste Orochi.

Durante il Periodo delle dinastie del Nord e del Sud (Nanboku-chō, dal 1336 al 1392) il possesso delle insegne regali da parte della dinastia del sud ha indotto i cronisti moderni a considerarla come la dinastia legittima per quanto riguarda la successione imperiale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Aldo Tollini, L'ideale della Via. Samurai, monaci e poeti nel Giappone medievale, Piccola Biblioteca Einaudi, p. 10.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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