Inno e Marcia Pontificale

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Inno e Marcia Pontificale
Artista Vari
Autore/i Charles Gounod (musica)
Salvatore Antonio Allegra (testo italiano)
Raffaello Lavagna (testo latino)
Genere Inno nazionale
Tempo (bpm) Allegretto maestoso e pomposo (~100 bpm)
Data 11 aprile 1869
Campione audio
L'inno eseguito dalla banda della marina militare statunitense.

Inno e Marcia Pontificale è l'inno nazionale vaticano. La musica venne composta da Charles Gounod (1818-1893); ad essa si accompagnano tre testi (due in latino e uno in italiano), scritti posteriormente da tre differenti autori.

Stilisticamente si tratta di una pomposa marcia alla francese, tipica del repertorio del proprio compositore: l'Inno si divide in due parti (la prima in fa maggiore, solenne e maestosa, seguita dalla seconda, il cui stile è affine a quello dei canti liturgici), cui fa seguito una terza parte (la Marcia Pontificale) dal carattere imperioso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1857 lo Stato della Chiesa si munì per la prima volta di un inno nazionale: l'allegra e ritmeggiante Marcia Trionfale del compositore e maestro di banda austriaco Vittorino Hallmayr, poi re-intitolata Inno pontificio.

L'11 aprile 1869, in occasione della celebrazione del giubileo di sacerdozio di papa Pio IX, il compositore francese Charles Gounod inviò in omaggio alla Santa Sede di Roma una solenne e pomposa marcia alla francese, che incontrò il favore di papa Ferretti, tanto da farne ipotizzare la sua immediata adozione quale inno nazionale; di lì a di poco tuttavia la presa di Roma da parte dell'esercito italiano - con susseguente sparizione dello Stato della Chiesa e dei suoi simboli - impedì che ciò accadesse.

Nel 1929, a seguito dei Patti Lateranensi, venne costituito lo Stato della Città del Vaticano, che recuperò i vecchi simboli dello Stato della Chiesa, ovvero la bandiera e il già citato inno di Hallmayr. Fu poi papa Pio XII, in previsione del Giubileo del 1950, a decidere la sostituzione dell'inno: il 24 dicembre 1949 il brano di Gounod fu eseguito ufficialmente davanti al papa, e per l'occasione denominato Inno e Marcia pontificale e dotato di un testo latino e di un testo italiano. Il 1º gennaio 1950 un decreto papale rese l'inno ufficiale.

Testo[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente la marcia di Gounod non aveva una lirica per l'accompagnamento canoro: solo nel 1949, allorché la partitura venne adottata quale inno istituzionale della Santa Sede, il vescovo Salvatore Antonio Allegra (1905-1969), all'epoca organista della Basilica di San Pietro in Vaticano, compose un testo in italiano e in latino per la partitura. Il testo nella seconda lingua tuttavia non venne mai adottato ufficialmente: solo verso gli anni 1990, essenzialmente allo scopo di rendere l'inno cantabile anche da persone non di madrelingua italiana, il canonico Raffaello Lavagna (1918-2015) si dedicò alla scrittura di una verseggiatura latina. Il testo da egli prodotto (basato essenzialmente su varie citazioni e menzioni della figura di san Pietro contenute nel Nuovo Testamento) venne presentato privatamente a papa Giovanni Paolo II il 15 giugno 1991, in occasione del 60º anniversario di fondazione della Radio Vaticana, mentre la prima esecuzione pubblica - che ne sancì l'adozione ufficiale da parte della Città del Vaticano -, affidata al coro ed orchestra della Mitteldeutscher Rundfunk di Lipsia, si tenne il 16 ottobre 1993 nell'Aula Paolo VI, in occasione delle celebrazioni per il 15º anno di pontificato di papa Wojtyła, coincidente inoltre col 100º anniversario della morte di Charles Gounod.

Testo ufficiale latino di Raffaello Lavagna Testo ufficiale italiano di Antonio Allegra Traduzione latina del testo ufficiale italiano
O felix Roma - O Roma nobilis.
Sedes es Petri, qui Romae effudit sanguinem,
Petri, cui claves datae
sunt regni caelorum.
Pontifex, Tu successor es Petri;
Pontifex, Tu magister es tuos confirmas fratres;
Pontifex, Tu qui Servus servorum Dei,
hominumque piscator, pastor es gregis,
ligans caelum et terram.
Pontifex, Tu Christi es vicarius super terram,
rupes inter fluctus, Tu es pharus in tenebris;
Tu pacis es vindex, Tu es unitatis custos,
vigil libertatis defensor; in Te potestas.
Tu Pontifex, firma es petra, et super petram
hanc aedificata est Ecclesia Dei.
Pontifex, Tu Christi es vicarius super terram,
rupes inter fluctus, Tu es pharus in tenebris;
Tu pacis es vindex, Tu es unitatis custos,
vigil libertatis defensor; in Te potestas.
O felix Roma - O Roma nobilis.
Roma immortale di Martiri e di Santi,
Roma immortale accogli i nostri canti:
Gloria nei cieli a Dio nostro Signore,
Pace ai Fedeli, di Cristo nell'amore.
A Te veniamo, Angelico Pastore,
In Te vediamo il mite Redentore,
Erede Santo di vera e santa Fede;
Conforto e vanto a chi combatte e crede,
Non prevarranno la forza ed il terrore,
Ma regneranno la Verità, l'Amore.
Salve Salve Roma, patria eterna di memorie,
Cantano le tue glorie mille palme e mille altari.
Roma degli apostoli, Madre guida dei Redenti,
Roma luce delle genti, il mondo spera in te!
Salve Salve Roma, la tua luce non tramonta,
Vince l'odio e l'onta lo splendor di tua beltà.
Roma degli Apostoli, Madre e guida dei Redenti,
Roma luce delle genti, il mondo spera in te!
Roma, alma parens sanctorum martyrumque,
nobile carmen te decet sonorumque;
gloria in excelsis paternae maiestati,
pax et in terra fraternae caritati.
Ad te clamamus, angelicum pastorem:
quam vere refers tu mitem Redemptorem!
Magister sanctum custodis dogma Christi,
quod unum vitae solamen datur isti.
Non praevalebunt horrendae portae infernae,
sed vis amoris veritatisque aeternae.
Salve, Roma! In te aeterna stat historia,
inclyta fulgent gloria monumenta tot et arae.
Roma Petri et Pauli, cunSctis mater turedemptis,
lumen cunctae in facie gentis mundique sola spes!
Salve, Roma, cuius lux occasum nescit:
splendet, incandescit et iniquo oppilat nos.
Pater beatissime, annos Petri attinge, excede!
Unum, quaesumus, concede: tu nobis benedic.

Altra versione[modifica | modifica wikitesto]

O felix Roma, O felix Roma nobilis.
O felix Roma, Roma felix Roma nobilis.
Sedes es Petri, qui Christi vicem gerit,
Sedes es Petri, qui apostolus est pacis.
Pontifex tecum erimus omnes nos
Pontifex es magister qui tuos confirmas fratres.
Pontifex tecum erimus omnes nos
Pontifex es magister qui tuos confirmas fratres.
Pontifex fundamentum ac robur nostrum,
Hominumque piscator pastor es gregis ligans terram et coelum.
Petre, tu es Christi es Vicarius super terram,
Rupes inter fluctus, tu es pharus ac veritas.
Tu Christi es caritas, tu es unitatis custos,
Promptus libertatis defensor; in te auctoritas.
Petre, tu es Christi es Vicarius super terram,
Rupes inter fluctus, tu es pharus ac veritas.
Tu Christi es caritas, tu es unitatis custos,
Promptus libertatis defensor; in te auctoritas.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]