Inibizione di ritorno

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In psicologia, l'inibizione di ritorno (Inhibition of Return, IOR) è la tendenza ad evitare di riorientare l'attenzione su posizioni spaziali od oggetti già esplorati. Sperimentalmente la IOR si può osservare, rispettando determinate circostanze, in un compito di orientamento attentivo con indizi simbolici periferici. Quando le latenze sono più grandi in risposta ad un target che appare in una zona precedentemente segnalata da un indizio rispetto ad una zona non segnalata si può parlare di IOR. La IOR faciliterebbe l'esplorazione di nuove posizioni spaziali e di nuovi oggetti, precedentemente non esplorati nella ricerca visiva, favorendo così un'interazione con l'ambiente più efficace.

L'inibizione di ritorno è stata descritta per la prima volta da Michael Posner e Yoav Cohen[1] i quali hanno trovato che, contrariamente alle aspettative, i tempi di reazione si allungano se il tempo tra cue e stimolo supera un certo valore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Posner MI & Cohen Y (1984) Components of visual orienting. Chapter in Attention & Performance X, (Bouma H. and Bouwhuis D., eds) pp 531-56, Erlbaum

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Klein RM. (2000). Inhibition of return. Trends in Cognitive Sciences 4(4);138-47.abstract

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]