Ingurtosu

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Ingurtosu
frazione
Ingurtosu – Veduta
Il castello e il palazzo della direzione della miniera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaSud Sardegna
ComuneArbus (Italia)
Territorio
Coordinate39°31′11″N 8°30′39″E / 39.519722°N 8.510833°E39.519722; 8.510833 (Ingurtosu)Coordinate: 39°31′11″N 8°30′39″E / 39.519722°N 8.510833°E39.519722; 8.510833 (Ingurtosu)
Altitudine250 m s.l.m.
Abitanti9[1] (2011)
Altre informazioni
Cod. postale09031
Prefisso070
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ingurtosu
Ingurtosu

Ingurtosu[2] è una frazione del comune di Arbus, che dista circa 10 km dal capoluogo comunale e ha ospitato, insieme a Montevecchio[3], una delle più importanti miniere della Sardegna. Al censimento generale della popolazione e delle abitazioni 2011 contava 9 abitanti residenti.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il suo nome deriva da su gurturgiu, il gipeto, un avvoltoio che popolava i cieli di quest'area. Secondo altri il nome sarebbe la contrazione di ingurtidroxiu, che significa "inghiottitoio"' forse riferito a qualche scavo minerario con origini antichissime.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Oggi è un villaggio semidiroccato e quasi deserto ma in passato, quando fu abitato fino alla fine degli anni sessanta, era arrivato a ospitare quasi cinquemila persone, fungendo da centro direzionale della miniera di Ingurtosu e di quella vicina di Gennamari, che facevano parte entrambi del complesso minerario chiamato filone di Montevecchio, dal quale si estraevano piombo, zinco e argento.

La miniera, che aveva iniziato la sua attività estrattiva nel 1855, raggiunse la massima espansione all'inizio del XX secolo. La prima crisi, con il licenziamento di molti operai, si ebbe nel 1943. Nel dopoguerra l'attività riprese, ma il declino era ormai avviato e nel 1968 la miniera fu definitivamente chiusa.

Nel villaggio minerario vi si trovavano il palazzo della direzione, chiamato “Il castello”, costruito verso il 1870, in stile neomedievale, a imitazione di un palazzo tedesco, in posizione dominante rispetto al resto del complesso, che comprende abitazioni di impiegati, la chiesa, lo spaccio, la posta, il cimitero e persino un ospedale.

Laveria Brassey, Naracauli, Ingurtosu.

Lungo la vallata che collega il villaggio al mare si trovano alcuni pozzi minerari, tra cui il Pozzo Gal[4], recentemente restaurato e trasformato in area museale sulla vita degli operai, e gli imponenti ruderi della laveria Brassey, costruita in località Naracauli nel 1900, quando proprietario della miniera era il nobile inglese Lord Brassey. La vallata termina poi nelle splendide "Dune di Piscinas" dove i minerale estratto veniva trasportato, grazie a una piccola ferrovia costruita nel 1871, per essere poi imbarcato.

Oggi Ingurtosu è un monumento di archeologia industriale mineraria e fa parte del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Regione Sardegna, inserito nella rete GEO-PARKS dell'UNESCO.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

I Nomadi hanno interpretato Naracauli, una canzone scritta da Maurizio Bettelli, nel loro album "Naracauli e altre storie" EMI, 1978.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN243847568
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