Infradito

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Sandali infradito.
Sandali infradito con stampa

Le infradito sono calzature estive, un tipo di ciabatte costituite da una suola, prevalentemente liscia (ma ne esistono anche modelli col tacco) e una stringa a forma di Y, con un doppio punto di partenza, a destra e a sinistra dalla fine del tallone e l'inizio dell'arco plantare, che si ricongiuge in un unico punto situato fra l'alluce e il secondo dito, l'illice: il piede viene quindi infilato nella ciabatta separando queste due dita. Sono costruite con materiali naturali come paglia e cuoio, o sintetiche: gomma o plastica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Infradito dell'Antico Egitto.
Sandali infradito del periodo Nuovo Regno in Egitto (ca. 1550–1307 a.C.)
Havaianas (flip-flop) vendor a Sydney, Australia

I sandali infradito esistono da migliai di anni con testimonianze storiche risalenti all'antico Egitto, ca. 4.000 a.C.. Un paio di infradito in papiro sono state datate al carbonio 14 a circa 1.500 a.C. Gli antichi egizi utilizzavano il papiro e foglie di palma. Il popolo Maasai in Africa le costruiscono con Rawhide. In India, sono fatte di fibre di legno. In Cina e Giappone, con fibre di riso. Calzature tradizionali in Giappone sono di due tipi: zōri e waraji corredati da apposite calze chiamate tabi. Foglie di sisal sono usate attorcigliate in Sud America, mentre i nativi del Messico usano yucca.[1]

Nell'antica Grecia il fermo era tra il primo e secondo dito, mentre i romani usavano farlo tra il secondo e il terzo dito. In Mesopotamia si usava tra il terzo e il quarto dito del piede. In India, era d'uso comune solo un fermo non legante tra il primo e il secondo dito, i Paduka[2]

Salute[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la loro ampia diffusione i podologi ribadiscono che le infradito possono causare danni alla salute dei piedi: questo perché il piede ha come unico punto di aggancio alla ciabatta la stringa infradito ed è quindi costretto ad assumere una posizione "a tenaglia" che lo obbliga ad un superlavoro per non perdere aderenza; inoltre le stringhe laterali causano, con il movimento, attrito sulla pelle, che può provocare l'esfoliazione e tra le dita su cui insiste il laccio possono insorgere delle micosi. In ultimo i modelli completamente privi di tacco impediscono il corretto appoggio del piede, impedendo la giusta distribuzione del peso corporeo ed una efficace circolazione del sangue procurando un senso di debolezza alle caviglie e talvolta dolore ai polpacci, mentre nei modelli con il tacco esiste un ulteriore sforzo dovuto al peso mal distribuito. Tuttavia questi danni si riscontrano solo per un uso continuo e prolungato nel tempo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cameron Kippen, The History of Footwear, Perth, Australia, Department of Podiatry, Curtin University of Technology, 1999.
  2. ^ Margo DeMello, Feet and Footwear: A Cultural Encyclopedia, Santa Barbara, California, ABC-CLIO, LLC, 2009, pp. 130–131, ISBN 978-0-313-35714-5.

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