Influenzavirus A sottotipo H1N1

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Influenzavirus A.

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H1N1
H1N1 influenza virus.jpg
Classificazione dei virus
Dominio Acytota
Gruppo Gruppo V Virus a ssRNA-
Famiglia Orthomyxoviridae
Genere Influenzavirus A
Specie Virus Influenza A
Sottospecie H1N1
Sinonimi

Influenza A virus H1N1

Il virus dell'influenza A sottotipo H1N1 è un ceppo virale del virus dell'influenza A, l'unico appartenente al genere Influenzavirus A, della famiglia Orthomyxoviridae.

Ne esistono numerose varianti che causano forme influenzali pandemiche negli animali e negli umani, come la febbre suina.

Caratteristiche biologiche[modifica | modifica wikitesto]

Trasmissione[modifica | modifica wikitesto]

Come per l'influenza stagionale, la trasmissione da persona a persona può diffondersi per via aerea attraverso le gocce di saliva trasportate da starnuti o colpi di tosse di persone infette e per mezzo del contatto con materiali o superfici infette.

Patologie nell'uomo[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi dell'influenza sono febbre improvvisa, di norma superiore a 38 °C, e manifestazioni respiratorie (tosse, mal di gola, raffreddore) associati ad almeno uno dei seguenti sintomi: mialgia ed artralgia, letargia e mancanza di appetito. Alcune persone colpite dal virus hanno anche riferito mal di gola, nausea, vomito, diarrea (in particolare nei bambini) e mal di pancia.

Forme pandemiche[modifica | modifica wikitesto]

Pandemia del 1918[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Influenza spagnola.

Una variante di questi virus fu la causa della influenza spagnola che tra il 1918 e il 1919 uccise dai 50 ai 100 milioni di persone in tutto il mondo e ne infettò 500 milioni.[1]

Pandemia del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Pandemia influenzale del 2009-2010.

Un sottotipo di influenza suina del tipo A H1N1 si è trasmessa da alcuni allevamenti di maiali all'uomo nel 2009, causando vittime in Messico[2] e diffondendo la malattia nel mondo[3]. Tale variante è stata chiamata mediaticamente e in gergo colloquiale "febbre suina".

Dal 13 ottobre all'8 novembre 2009 i casi stimati in Italia sono stati 1.521.000, con una percentuale di decessi causati dall'influenza A dello 0,029 per mille, contro il 2 per mille della normale influenza.[4]

Spesso questa epidemia è stata erroneamente accostata all'epidemia di influenza aviaria che ha avuto inizio a cavallo tra il 2003 e il 2004 nel Sud-Est asiatico, il cui virus però era di tipo A H5N1.

Terapie note[modifica | modifica wikitesto]

Come terapia si ricorre alle stesse cure dell'influenza stagionale: farmaci sintomatici, come gli antipiretici o gli antinfiammatori, e riposo assoluto per almeno 4-5 giorni.[5]

Sui virus influenzali si sono dimostrati efficaci alcuni farmaci antivirali: i soli antivirali raccomandati per il trattamento e la prevenzione dell'influenza umana da virus A H1N1 sono l'oseltamivir (in commercio con il nome di Tamiflu) e lo zanamivir (Relenza). Altri farmaci antivirali in uso da tempo, come l'amantadina e la rimantadina, non sono più efficaci in quanto i virus influenzali hanno sviluppato resistenza nei loro confronti.

Prevenzione[modifica | modifica wikitesto]

È possibile diminuire il rischio di infezione adottando una serie di comportamenti:

  • lavare le mani accuratamente e più volte al giorno, in particolare dopo aver tossito, starnutito o essersi soffiato il naso;
  • quando si tossisce o si starnutisce è bene tenere un fazzoletto di carta davanti a naso e bocca;
  • dopo aver usato un fazzoletto di carta, gettarlo e lavarsi accuratamente le mani;
  • usare mascherine igieniche in caso di malattia o assistenza a persone malate;
  • mantenere pulite le superfici;
  • inoltre il Ministero della salute suggerisce la vaccinazione per le principali categorie a rischio come: le donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza, le persone di età compresa tra più di 6 mesi e i 17 anni con malattie croniche, i bambini tra i 6 e i 24 mesi nati pretermine, gli adulti di età inferiore ai 65 anni con malattie croniche, il personale sanitario e sociosanitario.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ cdc.gov/, su cdc.gov. URL consultato il 29 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 3 settembre 2011).
  2. ^ Febbre suina, allarme dagli Stati Uniti «Forse tardi per fermare l'epidemia», Corriere della Sera, 25 aprile 2009. URL consultato il 13 gennaio 2012.
  3. ^ 2009 H1N1 Flu (Swine Flu)
  4. ^ articolo sul corriere "Germania, due morti dopo il vaccino", su corriere.it. URL consultato il 16 novembre 2009.
  5. ^ Ministero delle Salute "Nuova influenza - Come si cura, su nuovainfluenza.salute.gov.it.
  6. ^ ministerosalute.it. URL consultato il 15 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2009).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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