Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna

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iRS - indipendèntzia Repùbrica de Sardigna
IndRepSar.jpg
PresidenteGavino Sale
StatoItalia Italia
SedeSassari
Fondazione2002
IdeologiaIndipendentismo sardo
Coalizionecentro-sinistra (2014)
Seggi Consiglio regionale
0 / 60
Sito webirsonline.net

iRS - indipendèntzia Repùbrica de Sardigna (indipendenza Repubblica di Sardegna in italiano) è un movimento politico indipendentista sardo non violento. Le sue iniziative hanno ottenuto l'attenzione dei giornali isolani ed extraisolani, in particolar modo riguardo allo sbarco in Sardegna di rifiuti campani[1][2][3][4][5], ma anche in riferimento al denunciato inquinamento radioattivo nel poligono militare di Perdasdefogu-Salto di Quirra[6], e alle speculazioni e all'usura a danno del territorio, dell'agricoltura e dell'allevamento sardo [7].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ideato nel 2001 dagli animatori del progetto web denominato Su Cuncordu pro s'Indipendèntzia de sa Sardigna[8] tra cui Franciscu Sedda, Frantziscu Sanna e Franciscu Pala, il movimento si costituisce ufficialmente nel 2002 con l'adesione di altre personalità indipendentiste come Gavino Sale e Juanneddu Sedda.

Si presenta per la prima volta alle elezioni provinciali che si tengono in Sardegna nel 2005 . Ottiene l'1,7% su base regionale (14 000 voti), e il 3,7% nella provincia di Sassari, dove elegge Gavino Sale come consigliere.

Alle elezioni politiche del 2006 presenta proprie liste alla Camera e al Senato e raccogliendo circa 10 000 voti (l'1,1% nella regione). Sceglie invece di non presentarsi alle elezioni politiche del 2008.

In occasione delle elezioni regionali del 2009 il Movimento ottiene il 3,06% dei voti (29.640 preferenze) alle liste regionali per il candidato presidente Gavino Sale e il 2,07% (17.141 voti) alle liste provinciali.

Elegge 3 consiglieri provinciali alle elezioni del 2010.

Negli ultimi mesi del 2010 si apre una grave crisi interna al movimento, che vede la contrapposizione tra Gavino Sale e suoi sostenitori da un lato, e, dall'altro, Ornella Demuru, altri membri dell'Esecutivo Nazionale e Michela Murgia, scrittrice e simpatizzante del movimento.[9] [10] [11][12][13][14][15] [16] [17][18][19][20] [21] [22]

Due dei consiglieri provinciali eletti, Bobore Bussa e Sebastian Madau, escono dal partito in seguito alla scissione aderendo ad un nuovo progetto politico denominato ProgReS Progetu Repubrica. [23] [24]

Alle Elezioni regionali in Sardegna del 2014 il partito si presenta nella coalizione di centro-sinistra a sostegno di Francesco Pigliaru, ottenendo lo 0,82% e Gavino Sale è stato eletto consigliere regionale. Tuttavia, nel 2015, il Consiglio di Stato ha invalidato l'elezioni di quattro consiglieri, compreso lo stesso Sale.[25]

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

iRS si definisce come movimento indipendentista e nonviolento, ispirato a valori progressisti e repubblicani. Il movimento rifiuta l'etichetta di "nazionalista", si definisce "non sardista" e "non autonomista" e rifiuta alleanze sia con partiti italianisti, che con quelli autonomisti come il Partito Sardo d'Azione.

Sia Su Cuncordu che iRS adottano come simbolo l'Albero Arborense, un albero deradicato antico simbolo del Giudicato di Arborea e simbolo delle istituzioni giudicali contro gli occupanti catalano-aragonesi.

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Repubblica
  2. ^ Il Giornale
  3. ^ Quotidiano Net
  4. ^ Tgcom, su tgcom24.mediaset.it. URL consultato il 24 marzo 2012 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2012).
  5. ^ La Stampa
  6. ^ Corriere della Sera
  7. ^ La repubblica
  8. ^ Sardigna no est Italia. Storia del movimento indipendentista sardo, Tesi di Laurea di Luca Paradiso, maggio 2010, Pisa
  9. ^ Silvia Sanna, Gavino Sale: «No all Irs intellettual-chic», in La Nuova Sardegna, 05 dicembre 2010, p. 7. URL consultato il 12-12-2010.
  10. ^ Michela Murgia, La deriva di Gavino Sale, in La Nuova Sardegna, 07 dicembre 2010, p. 7. URL consultato il 12-12-2010.
  11. ^ Irs, la denuncia di Gavino Sale: "Un complotto per delegittimarmi", in La Nuova Sardegna, 11 dicembre 2010. URL consultato il 12-12-2010 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2010).
  12. ^ Paoletta Farina, Sale: «Complotto contro di me», in La Nuova Sardegna, 12 dicembre 2012, p. 4.
  13. ^ RED, Gavino Sale, Presidente di iRS denuncia: “sventato il complotto ai danni di iRS” [collegamento interrotto], in Ventirighe.it, 11 dicembre 2010. URL consultato il 12-12-2010.
  14. ^ Clamorosa denuncia di Gavino Sale: "Dentro Irs c'è un organismo golpista, abbiamo sventato un complotto interno al movimento", in Radio Press, 11 dicembre 2010. URL consultato l'11-12-2010.
  15. ^ Nell'Irs scoppia la resa dei conti. Gavino Sale: «Volevano farmi fuori», in Sassari Notizie, 11 dicembre 2010. URL consultato il 12-12-2010.
  16. ^ RED, L’esecutivo di iRS sospende il Presidente Gavino Sale. Domani il giorno della verità [collegamento interrotto], in Ventirighe.it, 11 dicembre 2010. URL consultato il 12-12-2010.
  17. ^ Gavino Sale non molla: "L'iRS siamo noi", in L'Unione Sarda, 12 dicembre 2010. URL consultato il 12-12-2010 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2010).
  18. ^ RED, iRS: le prove del complotto all’Assemblea Generale. [collegamento interrotto], in Ventirighe.it, 12 dicembre 2010. URL consultato il 12-12-2010.
  19. ^ Roberto Petretto, rs verso la scissione, per Sale arriva la cacciata ma lui sospende i dirigenti, in La Nuova Sardegna, 13 dicembre 2010. URL consultato il 13-12-2010 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2011).
  20. ^ Patrizia Mocci, Il fondatore: «La vera Irs è qui con me», in L'Unione Sarda, 13 dicembre 2010, p. 5. URL consultato il 13-12-2010.
  21. ^ Giuseppe M, Irs si spacca, ora è battaglia sul simbolo, in L'Unione Sarda, 13 dicembre 2010, p. 5. URL consultato il 13-12-2010.
  22. ^ Grande entusiasmo per l'assemblea del 9 gennaio, su irsonline.net. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  23. ^ Copia archiviata, su progeturepublica.net. URL consultato il 7 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 4 aprile 2012).
  24. ^ Copia archiviata, su progeturepublica.net. URL consultato il 7 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 12 dicembre 2011).
  25. ^ Fuori Irs, La Base, Idv e Zona Franca: il consiglio di Stato rivoluziona l'Assemblea regionale

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]