Indice Big Mac

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L'indice Big Mac (o Big Mac index in inglese) è uno strumento informale di comparazione del potere d'acquisto di una valuta. Questa misurazione assume come valida la teoria della parità dei poteri di acquisto.

L'assunto centrale della "parità dei poteri di acquisto" è che il tasso di cambio tra due valute dovrebbe tendere naturalmente ad aggiustarsi in modo che un paniere di beni abbia lo stesso costo in entrambe le valute. Nell'indice Big Mac, il "paniere" è composto da un singolo Big Mac, così come viene venduto dalla catena di fast food della McDonald's. Il Big Mac è stato scelto perché è disponibile con le stesse specifiche in diverse nazioni del mondo, e i franchise McDonald's locali hanno una notevole responsabilità nella negoziazione dei prezzi. Per questi motivi, l'indice permette una comparazione significativa tra le valute di molte nazioni.

Il rapporto della parità di potere d'acquisto del Big Mac tra due valute si ottiene dividendo il costo di un Big Mac in una nazione (nella sua valuta) per il costo di un Big Mac nell'altra nazione (nella sua valuta). Questo valore viene confrontato con il tasso di cambio attuale; se è più basso, allora la prima valuta è sottovalutata (secondo la teoria della parità del potere d'acquisto) rispetto alla seconda, mentre se è più alto, allora la prima valuta è sopravvalutata.

Ad esempio, supponiamo che un Big Mac costi 2,00 sterline nel Regno Unito e 2,50 dollari negli USA; quindi il tasso della parità di potere d'acquisto è 2,00/2,50 = 0,8. Se, il tasso di cambio ufficiale è 1 dollaro statunitense per 0,55 sterline inglesi, allora la sterlina è sopravvalutata rispetto al dollaro.

L'indice Big Mac è stato introdotto dal giornale economico The Economist nel settembre 1986 e da allora viene pubblicato più o meno annualmente. L'indice ha fatto anche nascere il termine Burgernomics.

Nel gennaio 2004, The Economist ha introdotto un indice gemello, l'Indice Tall Latte. L'idea è la stessa, ma il Big Mac è sostituito da una tazza di caffè della Starbucks, riconoscendo la diffusione globale della catena negli ultimi anni. Con uno spirito simile, nel 1997, il quotidiano tracciò una "mappa della Coca-Cola", che mostrava una forte correlazione positiva tra la quantità di Coca-Cola consumata pro capite in una nazione e il benessere di tale nazione.

La metodologia dell'hamburger ha delle limitazioni nella stima della parità del potere d'acquisto. Per esempio, tasse locali, livelli di competizione, e dazi sull'importazione possono non essere rappresentativi dell'economia di una nazione nel suo complesso. Ciò nonostante, l'indice Big Mac viene ampiamente citato dagli economisti.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • La pagina dell'indice Big Mac — contiene i dati dell'indice Big Mac fin dal 1997 (è necessaria l'iscrizione a Economist.com per vedere i dettagli)