I predatori dell'arca perduta

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I predatori dell'arca perduta
Indiana Jones 02.jpg
Indiana Jones (Harrison Ford) in una scena del film
Titolo originaleRaiders of the Lost Ark
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1981
Durata111 min
Rapporto2,35:1
Genereavventura, commedia, fantastico, azione
RegiaSteven Spielberg
SoggettoGeorge Lucas, Philip Kaufman
SceneggiaturaLawrence Kasdan
ProduttoreFrank Marshall
Produttore esecutivoGeorge Lucas, Howard Kazanjian
Casa di produzioneParamount Pictures, Lucasfilm
Distribuzione in italianoCIC
FotografiaDouglas Slocombe
MontaggioMichael Kahn
Effetti specialiRichard Edlund, Kit West, Bruce Nicholson, Joe Johnston
MusicheJohn Williams
ScenografiaNorman Reynolds, Leslie Dilley, Michael D. Ford
CostumiDeborah Nadoolman
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Ridoppiaggio (2009)

I predatori dell'arca perduta (Raiders of the Lost Ark) è un film del 1981 di Steven Spielberg, capostipite della tetralogia cinematografica di Indiana Jones.

Nel 2000 il film è stato rititolato Indiana Jones e i predatori dell'arca perduta (Indiana Jones and the Raiders of the Lost Ark), seguendo la denominazione degli altri capitoli della serie.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Perù, 1936. Il professore di archeologia Henry Walton Jones, Jr., più noto come Indiana Jones, è sulle tracce di un antico idolo della fertilità, conservato in un tempio immerso nella giungla. Superati i molti trabocchetti ed ostacoli insieme alla sua guida Satipo, riesce finalmente a impossessarsi della statuetta. Satipo si rivela però indegno della fiducia del professore, poiché ruba l'idolo per tenerselo tutto per sé, ma muore nel tentativo di scappare, trafitto da una delle tante trappole. Indy, appena uscito dalla grotta con l'oggetto tra le mani, viene sorpreso dal rivale René Belloq, che riesce ad impossessarsene, mentre Jones è costretto alla fuga, inseguito dai pericolosi indios Hovitos, alleati dello stesso Belloq.

Tornato all'Università di Princeton, Indiana, unitamente al collega ed amico Marcus Brody, riceve la visita di due agenti dell'Intelligence, che spiegano loro che i nazisti sono ad un passo dal recuperare la mitica Arca dell'Alleanza, contenente frammenti delle tavole dei dieci comandamenti dettati da Dio a Mosè. I tedeschi sono convinti dell'immenso potere che essa può conferire, ma per raggiungerla devono mettere le mani sull'amuleto di Ra, custodito da Abner Ravenwood, vecchio amico di Jones nonché professore di archeologia ora sparito in Nepal. L'oggetto, posto su una speciale asta (l'Asta di Ra) in un plastico nella città di Tani,[1] scomparsa da secoli sotto una tempesta di sabbia durata un anno, avrebbe riflesso la luce mattutina rivelando l'ubicazione del "Pozzo delle Anime", la sala dove giace l'Arca.

Raggiunto il paese asiatico, Jones incontra Marion, la figlia di Ravenwood (con la quale in passato ha avuto una relazione), che convince a cedergli il medaglione. Interviene però un gruppo di nazisti, capeggiati dal sinistro Arnold Ernst Toth, pezzo grosso della Gestapo, che cerca di rubare il medaglione e incendia la locanda di Marion, la quale decide così di seguire Indiana nella sua ricerca.

Giunti in Egitto, scoprono dall'amico Sallah che la città Tanis è stata riportata alla luce da Belloq, ora collega dei nazisti comandati dal sadico Colonnello Herman Dietrich e dal già nominato Toth. Marion viene poi rapita da un gruppo di nazisti, che muoiono dopo l'esplosione del loro camion. Indiana crede che Marion sia morta, ma ella è stata invece consegnata a Belloq dai nazisti quale ricompensa. Jones nel frattempo s'infiltra negli scavi in corso, riuscendo a scoprire il luogo dove è sepolto il Pozzo delle Anime. Sceso nel pozzo, lo scopre pieno zeppo di serpenti e di cadaveri. Sul punto di recuperare l'Arca, intervengono ancora i nazisti che gliela sottraggono, e Toth getta Marion nel Pozzo delle Anime su richiesta di Dietrich e contro la volontà di Belloq. Jones e Marion non s'arrendono e riescono a scappare prima che l'Arca venga trasportata via con un aereo, distruggendolo e costringendo i nazisti a ricorrere a un trasporto su ruota.

Indy riesce ad eludere di nuovo i soldati nazisti che scortano l'Arca su un camion, e dopo un interminabile inseguimento s'impossessa dell'Arca. Una volta che ne ha preso possesso, Indiana riesce ad imbarcarsi su una nave di pirati comandati dal capitano Simon Katanga, amico di Sallah, che però l'indomani viene abbordata ed ispezionata dall'equipaggio di un U-Boot tedesco. I nazisti riprendono così possesso dell'Arca e consegnano Marion a Belloq. Indiana invece si è nascosto, ma Katanga, per salvarlo, dichiara di averlo ucciso. Indiana riesce così a imbarcarsi sul sommergibile che trasporta l'Arca fino a un'isoletta a nord di Creta, dove Belloq è intenzionato a compiere un rituale ebraico per controllare la veridicità della reliquia, prima di portarla al cospetto di Adolf Hitler. Indiana si camuffa da soldato nazista e minaccia Belloq di far saltare l'arca pur di liberare Marion. Conoscendo la sua curiosità da archeologo, Belloq non cede al bluff.

Catturati e legati a un palo, Jones e Marion assistono all'apertura dell'Arca, che rivela il suo contenuto, ossia della polvere. Improvvisamente l'Arca libera tuttavia una forza ultraterrena che fa esplodere le munizioni delle armi e mette fuori uso le apparecchiature elettriche dei tedeschi. Belloq viene avvolto dal "fuoco divino" che fulmina tutti i soldati e uccide orribilmente Toth, Dietrich e lo stesso Belloq, che si disintegra. Indiana e Marion si salvano chiudendo gli occhi. Il cielo sopra all'isola si spalanca, risucchiando tutti i nazisti e il "fuoco divino" per poi rientrare dentro l'arca che si richiude. Quando il cielo si richiude, Jones e Marion si ritrovano liberi dalle corde che li imprigionavano.

Tornato a Washington con Marion, Jones è furibondo per come l'esercito neghi loro l'Arca e la possibilità di studiarla, in quanto già nelle mani di "qualificati studiosi", mentre in realtà viene rinchiusa in una cassa, marchiata e inserita tra migliaia di altre casse identiche, in uno sconfinato magazzino che raccoglie il materiale top secret.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

L'idolo peruviano della fertilità.
Wailua River, Kauai, dove sono state girate le scene iniziali.

Indiana Jones prende il nome dal cane di razza alaskan malamute di George Lucas. Nel terzo film si scoprirà che anche il cane del dottor Jones si chiamava Indiana.

Per il personaggio di Indiana Jones originariamente George Lucas propose di chiamarlo "Indiana Smith", tuttavia Steven Spielberg detestava questo nome, pensava suonasse davvero male, allora Lucas disse: «Chiamalo Indiana Jones o come ti pare, il film è tuo ora». Tom Selleck fu il primo attore scelto per il ruolo di Indiana Jones, ma dovette rifiutare poiché aveva firmato un contratto in esclusiva per la serie televisiva Magnum, P.I..

Per il ruolo di Marion erano state inizialmente pensate Amy Irving e Debra Winger. Per il ruolo di Belloq Steven Spielberg avrebbe invece voluto o Giancarlo Giannini o Jacques Dutronc, ma poiché nessuno dei due sapeva parlare in inglese il ruolo fu affidato a Paul Freeman.

Nel cast compaiono, in piccoli cameo, il responsabile degli effetti speciali Dennis Muren (che lavorerà ancora, in futuro, con Spielberg) nei panni della spia nazista che insegue Indy in aereo (sta leggendo la rivista Life) e il produttore Frank Marshall (regista di Alive e di Aracnofobia) come pilota dell'Ala Volante tedesca.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Esce nelle sale cinematografiche statunitensi il 12 giugno 1981 in 1 078 copie, mentre in Italia per il 22 ottobre dello stesso anno. Viene poi rieditato nei cinema italiani nel 1984, poco prima dell'uscita nelle sale del secondo capitolo della saga, Indiana Jones e il tempio maledetto.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il primo doppiaggio italiano del film fu eseguito presso la International Recording con la partecipazione della C.D. e diretto da Renato Izzo su dialoghi di Alberto Piferi e Letizia Ciotti Miller. Il 2 ottobre 2009 il film fu trasmesso su Sky Cinema 1 con un nuovo doppiaggio eseguito dalla Cast Doppiaggio e diretto da Massimiliano Alto sugli stessi dialoghi del primo. Il doppiaggio, effettuato per la creazione di una traccia audio surround 5.1, è stato inserito nelle edizioni Blu-ray Disc del film insieme al primo e viene utilizzato per la sua trasmissione televisiva.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato il maggior incasso stagionale negli Stati Uniti, con 209 562 121 $[2] (a fronte di un costo di produzione di 18.000.000$[3]), eguagliando il miglior incasso dell'anno precedente, L'Impero colpisce ancora.[4] Distribuito nuovamente nelle sale il 16 luglio 1982, in una stagione dominata dal successivo film di Spielberg, E.T. l'extra-terrestre, ha incassato altri 21 437 879 $[5] e ha avuto un'ulteriore uscita il 25 marzo 1983, per altri 11 374 454 $,[6] raggiungendo un incasso totale in patria di 242-245 milioni di dollari, a seconda delle fonti.[7]

A livello mondiale ha incassato complessivamente 384 140 454 $[7], divenendo il film col maggiore incasso del 1981.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

I predatori dell'arca perduta è stato acclamato dalla critica e dal pubblico. Su Rotten Tomatoes il film ha una percentuale di gradimento del 94% con un voto medio di 9,2 su 10 basato su 71 recensioni[8]. Il film ha anche una valutazione di 85 su Metacritic, che indica "consensi universali"[9].

Il National Board of Review l'ha inserito fra i migliori dieci film del 1981. Il New York Times lo ha inserito nella sua lista dei 1000 migliori film di sempre.[10]

Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al sessantesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[11] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al sessantaseiesimo posto[12]. Nel 2001 l'ha inserito al 10º posto nella sua lista dei cento migliori film thriller statunitensi di tutti i tempi (che comprende film d'azione, noir, horror e di fantascienza). Il personaggio Indiana Jones occupa il secondo posto nella classifica dei cento migliori eroi cinematografici[13].

Nel 1999 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[14]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Prequel[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Indiana Jones e il tempio maledetto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La città di Tani è stata la vera capitale dell'Egitto dal 1075 a.C. al 712 a.C. (anno in cui divenne capitale Menfi)
  2. ^ (EN) Box Office Mojo - 1981 Yearly Box Office Results, su boxofficemojo.com. URL consultato il 31 maggio 2008.
  3. ^ Raiders of the Lost Ark (1981) - Box Office Mojo, su www.boxofficemojo.com. URL consultato l'11 settembre 2016.
  4. ^ (EN) Box Office Mojo - 1980 Yearly Box Office Results, su boxofficemojo.com. URL consultato il 31 maggio 2008.
  5. ^ (EN) Box Office Mojo - 1982 Yearly Box Office Results, su boxofficemojo.com. URL consultato il 31 maggio 2008.
  6. ^ (EN) Box Office Mojo - Indiana Jones Movies, su boxofficemojo.com. URL consultato l'8 giugno 2008.
  7. ^ a b (EN) Box Office Mojo - Raiders of the Lost Ark, su boxofficemojo.com. URL consultato il 31 maggio 2008.
  8. ^ rottentomatoes.com, https://www.rottentomatoes.com/m/raiders_of_the_lost_ark/.
  9. ^ metactric.com, https://www.metactric.com/m/raiders_of_the_lost_ark/.
  10. ^ (EN) The Best 1,000 Movies Ever Made, New York Times. URL consultato il 18 febbraio 2012.
  11. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  12. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  13. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Heroes and Villains[collegamento interrotto], American Film Institute. URL consultato il 6 gennaio 2020.
  14. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films to National Film Registry, Library of Congress, 16 novembre 1999. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  15. ^ Paperone come Indiana Jones, su Film.it. URL consultato il 24 novembre 2020.
  16. ^ (EN) Raiders Of The Lost Ark Was Inspired By Scrooge McDuck, su ScreenRant, 6 settembre 2020.
  17. ^ Jacopo Fo, Con dolore ho scoperto la verità su Indiana Jones: è un eroe inutile!, su jacopofo.com, 21 marzo 2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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