Inciso nelle ossa

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Inciso nelle ossa
Titolo originaleLegado en los huesos
Lingua originalespagnolo
Paese di produzioneSpagna
Anno2019
Generethriller, drammatico
RegiaFernando González Molina
SoggettoDolores Redondo
SceneggiaturaLuiso Berdejo
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Inciso nelle ossa (Legado en los huesos) è un film del 2019 diretto da Fernando González Molina. È il secondo film della Trilogia del Baztán, seguito di Il guardiano invisibile ed è tratto dall'omonimo romanzo del scritto da Dolores Redondo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film comincia con immagini che mostrano la valle di Baztán nel XVII secolo: in tale epoca non c'era la cittadina, ma una landa desolata dove le streghe erano dedite a sacrifici rituali nei quali uccidevano dei bambini.

Nelle scene successive, si ritorna all'età contemporanea: è passato un anno da quando Amaia Salazar ha risolto i crimini che hanno terrorizzato la valle di Baztán (mostrati nel precedente film), l'ispettore ha partorito un figlio maschio (nonostante tutte i controlli medici avevano fatto pensare ad una femmina) di nome Ibai e, dopo la maternità, torna al lavoro.

Stavolta l'attenzione della polizia è rivolta a degli strani casi di suicidio: sembra che una serie di criminali, per lo più detenuti in prigione, si uccidano in maniera rituale; ciò che li collega sembra essere il fatto di aver partecipato nel passato ad omicidi nei quali le vittime venivano smembrate e sulle braccia le veniva incisa la parola Tarttalo. Con tale nome, nella mitologia basca, si fa riferimento ad un ciclope, un gigante mangiatore di uomini[1].

Così Amaia è costretta, suo malgrado, a tornare nuovamente nella terra natìa: il marito James la segue, così sono lui e zia Engrasi a badare a Ibai quando l'ispettore è impegnata nelle indagini. In maniera del tutto inaspettata tutti i sospetti convergono verso la madre di Amaia, Rosario: la cosa è ancora più sorprendente considerando che la donna (che Amaia aveva riferito falsamente al marito essere morta) è da anni rinchiusa in un ospedale psichiatrico.

Attraverso una serie di successivi flashback lo spettatore viene a scoprire i particolari oscuri dell'infanzia di Amalia, che, come già noto dal precedente film, è stata cresciuta dalla zia Engrasi, anziché dai genitori: le immagini mostrano come Rosario usò più volte violenza fisica sulla figlia quando questa era una bambina, arrivando a tentare di ucciderla nel forno di famiglia. Il padre interviene in tempo a salvarle la vita e la manda a vivere dagli zii per proteggerla.

Nel corso delle indagini viene ritrovata una caverna piena di ossa umane: dalle analisi forensi sembrano tutti resti di persone giovanissime, persino neonati, uccisi, evidentemente, in maniera rituale. Stranamente tra le ossa ce ne sono alcune il cui DNA è compatibile con quello di Amaia. Superato lo sconcerto iniziale, si scopre che i resti appartengono ad una sorella gemella della protagonista: questa gemella, di cui nessuno in famiglia sapeva niente, era nata sana, ma era stata evidentemente vittima di un sacrificio umano della madre.

Si scopre come la madre ha organizzato gli omicidi: ha influenzato lo psichiatra che lo aveva in cura; è quest'ultimo a vessare psicologicamente i carcerati (a loro volta in cura da lui) spingendoli al suicidio. Lo pischiatra aiuta Rosario a fuggire e insieme rapiscono Ibai. Quando lo portano nella caverna dei sacrifici per ucciderlo si accorgono che, contrariamente a quanto detto da Amaia, si tratta di un maschio: questo impedisce loro di commettere il rituale che è rivolto sempre a femmine. Amaia interviene e riesce a sopraffare lo psichiatra, ma sua madre fugge via.

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Questo film ha avuto un seguito nel 2020, chiamato Offerta alla tormenta, diretto dallo stesso regista.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Inciso nelle ossa, su Mangialibri.

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