Incidenti stradali in Europa

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Incidente stradale.

Grave incidente stradale a Copenaghen (Danimarca).

In Europa gli incidenti stradali sono una delle prime cause di morte, con più di 120 000 vittime all'anno. Questo fenomeno accomuna l'Europa alla gran parte dei paesi occidentali (si calcolano oltre un milione di morti all'anno sulle strade di tutto il mondo).

Numeri di morti per incidenti stradali[modifica | modifica wikitesto]

Pays 1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2009 2010 2015 Evoluzione

2010-2015

Austria
2 574
2 533
2 003
1 524
1 558
1 210
976
958
956
931
878
768
633
552 479 −13,2%
Belgio
3 070
2 346
2 396
1 801
1 976
1 449
1 470
1 486
1 315
1 353
ND
1 089
955
840 732 −12,9%
Danimarca
1 208
827
690
772
634
582
498
431
463
432
369
331
303
255 178 −30,2%
Finlandia
1 055
910
551
541
649
441
396
433
415
379
375
379
279
272 266 −2,2%
Francia
16 445
14 355
13 672
11 387
11 215
8 891
8 079
8 160
7 655
6 058
5 530
5 318
4 273
3992 3461 −13,3%
Germania[1]
21 653
17 332
15 050
10 070
11 046
9 454
7 503
6 977
6 842
6 613
5 842
5 361
4 152
3648 3459 −5,2%
Grecia
1 099
1 251
1 446
2 011
2 050
2 411
2 037
1 895
1 654
1 615
1 619
1 658
1 453
1258 805 −36,0%
Irlanda
540
586
564
410
478
437
415
411
376
335
379
399
240
212 166 −21,7%
Islanda
20
33
25
24
24
24
32
24
29
23
ND
19
ND
8 4 −50,0%
Italia
11 025
10 272
9 220
7 700
7 151
7 033
6 649
6 682
6 736
6 015
5 625
5 462
4 050
4114 3428 −16,7%
Lussemburgo
132
124
98
79
70
70
76
70
62
53
50
46
47
32 36 12,5%
Norvegia
560
539
362
402
332
305
341
275
312
280
259
224
ND
210 117 −44,3%
Paesi Bassi
3 181
2 321
1 996
1 438
1 376
1 334
1 082
993
987
1 028
804
750
644
537 531 −1,1%
Polonia
3 446
5 633
6 002
4 688
7 333
6 900
6 294
5 534
5 827
5 640
5 712
5 444
4 572
3908 2938 −24,8%
Portogallo
1 615
3 051
2 579
2 138
2 646
2 377
1 860
1 671
1 675
1 546
1 294
1 247
840
937 593 −36,7%
Regno Unito
7 499
6 366
6 010
5 165
5 217
3 621
3 409
3 450
3 431
3 508
3 368
3 336
2 337
1905 1806 −5,2%
Romania
ND
ND
ND
ND
ND
2845
2466
2450
2411
2229
2442
2629
2377
1893 274 −21,5%
Slovacchia [2]
ND
ND
ND
ND
662
660
628
614
610
645
603
560
347
371 274 −26,1%
Slovenia
620
596
558
464
517
415
313
278
269
242
274
258
171
138 120 −13,0%
Spagna
5 456
5 833
6 522
6 374
9 032
5 751
5 776
5 517
5 347
5 399
4 741
4 442
2 605
2479 1689 −31,9%
Svezia
1 307
1 172
848
808
772
572
591
554
532
529
480
440
355
266 259 −2,6%
Svizzera
1 643
1 206
1 209
881
925
692
592
544
513
546
510
409
ND
327 243 −25,7%
Ungheria
1 627
1 678
1 630
1 756
2 432
1 589
1 200
1 239
1 429
1 326
1 296
1 278
822
740 644 −13,0%
Turchia[3]
1 983
1 632
1 261
987
1 291
1 588
1 486
1 334
1 431
1 447
1 382
1 286
901
802 734 −8,5%

ND: non disponibile.
Fonti : http://ec.europa.eu/transport/road_safety/sites/roadsafety/files/pdf/observatory/historical_evol.pdf
http://www.securite-routiere.org/Fiches/statistiques/statinter.htm

Fact Sheet EURO/03/04 (Copenaghen, Roma, 6 aprile 2004)[modifica | modifica wikitesto]

Documento della World Health Organization dell'ONU[modifica | modifica wikitesto]

Le ferite da incidenti di traffico uccidono quasi 350 persone al giorno, o più di 127.000 ogni anno nella regione europea monitorata dall'Organizzazione mondiale della sanità.

È come se un evento catastrofico uccidesse la popolazione di una città di medie dimensioni ogni anno.
Almeno 2,4 milioni di persone vengono ferite oppure rese disabili in incidenti stradali ogni anno.

Di questi 2 milioni di incidenti stradali annuali, circa il 65% avviene in città e villaggi, dove pedoni e ciclisti sono particolarmente esposti. L'evidenza sulla mortalità stradale è presentata nel "World report on road traffic injury prevention", che pubblicato dallo WHO e dalla Banca Mondiale il 7 aprile 2006, Giornata mondiale della salute (World Health Day), e nella pubblicazione "Preventing road traffic injury: a public health perspective for Europe", preparata dalla WHO Regional Office for Europe.

La quantità di morti e la disabilità causata dalle ferite da traffico le rende un problema di salute predominante. Ma la morte e le ferite sulle strade non sono eventi casuali. Determinando quali siano i fattori di rischio che conducono agli incidenti e come prevenirli è il principale obiettivo dello studio Europeo. Questo identifica le misure che si sa per certo che funzionino ed evidenzia il "gap" tra la conoscenza e la sua implementazione: "È arrivato il momento - si sostiene - di smettere di considerare le morti da traffico e le ferite come una conseguenza inevitabile dell'utilizzo delle strade: tali eventi sono prevenibili".

Altre statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Secondo fonti statistiche, sono 6500 i soli bambini che muoiono annualmente per incidenti legati alla circolazione stradale, questo secondo i dati indicativi forniti dal Dr. Marc Danzon, direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per l'Europa.

La velocità è il maggiore assassino sulle strade e secondo l'Unione europea (EU) il ridurre la velocità media di guida di 3 km/h salverebbe attorno a 5000-6000 vite ogni anno e preverrebbe attorno a 120.000-140.000 incidenti, risparmiando 20 miliardi di euro in costi. In contrasto, portando la velocità nei centri cittadini da 30 km/h a 50 km/h aumenta il rischio di morte per i pedoni di 8 volte.

Considerazioni pratiche[modifica | modifica wikitesto]

Nella regione europea del OMS, i minorenni pagano il prezzo più alto. Gli incidenti stradali sono la causa di morte principale per giovani tra i 5-29 anni. Questo gruppo rende conto di più del 30% delle vittime d'incidenti. In questo gruppo di età, i giovani rappresentano l'80% delle vittime.

Attribuire un costo economico alla perdita di vite è arduo, ma ragionevoli stime mostrano che la perdita economica causata dagli incidenti di traffico ammonterebbe a circa il 2% del PIL. Per l'Unione Europea, questo significa circa 180 miliardi di euro all'anno. Secondo il documento "Preventing road traffic injury: a public health perspective for Europe", i paesi dell'Europa centrale ed orientale sono ancora più severamente colpiti rispetto all'Europa occidentale.

Il grande carico sociale delle ferite da traffico si aggiunge ad altri effetti nocivi per la salute relativi al trasporto, come quelle risultanti dall'inquinamento, il rumore, l'incremento degli stili di vita sedentari ed i cambiamenti climatici globali.

La sicurezza sulle strade è un aspetto inevitabile del trasporto sostenibile ed un argomento centrale per il settore sanitario. Lo studio europeo affronta il problema di come la sanità pubblica può creare un sistema dei trasporti salubre e di salvare vite.

I due rapporti dell'OMS mostrano due cardini del nuovo pensiero sulla sicurezza stradale:

  • Rifiutare di accettare le morti e le lesioni severe come conseguenze degli incidenti di traffico
  • Modificare le strade prevedendo la vulnerabilità delle persone

L'obiettivo è galvanizzare i paesi nella Regione Europea dell'OMS per diffondere queste idee. "La dedica del Giorno Mondiale della Salute del 2004 alla sicurezza stradale segna l'inizio della consapevolezza della tassa di morte che sopportano le nostre comunità, e della applicazione del nuovo pensiero in alcuni Stati Membri.

Sviluppi storici[modifica | modifica wikitesto]

Grazie al progresso tecnologico successivo all'introduzione del crash test, e con la lenta ma graduale introduzione di dispositivi di sicurezza come le cinture di sicurezza, il numero di decessi per incidenti stradali smise di crescere intorno all'inizio degli anni settanta, a dispetto del fatto che il numero di automobili in circolazione e di incidenti continuava a salire. Dal 1970-71, dunque, i decessi in Europa tendono a diminuire. [1] [2]

Il programma per la creazione di uno spazio europeo della sicurezza stradale prevede il dimezzamento degli incidenti mortali tra il 2011 e il 2020, e la fissazione di un obiettivo di riduzione per le lesioni stradali e per il primo soccorso. Fra le azioni previste:

  • attuare una normativa europea, per far sì che tutti i cittadini dell'UE siano sanzionati allo stesso modo in caso di violazione delle norme stradali;
  • incoraggiare i paesi dell'UE ad applicare anche alle strade rurali le norme che sono già in vigore sulla rete viaria principale e nei tunnel;
  • scambio di informazioni in materia di sicurezza stradale per la repressione transfrontaliera delle infrazioni (Direttiva 2015/413/UE);
  • installazione obbligatoria di alcolock-interlock (direttiva 2015/563 e norma tecnica EN 50436) sui veicoli commerciali e professionali, di limitatori di velocità, dispositivi "anti-addormentamento", registratori di dati relativi ad eventi incidentali (le cosiddette "scatole nere");
  • l'offerta, obbligatoria per le varie compagnie, di polizze "a consumo" o "Pay-As-You-Drive" (PAYD), in cui l'entità del premio varia in funzione del chilometraggio percorso;
  • "introduzione accelerata" su veicoli commerciali e/o privati già esistenti di sistema di segnalazione di uscita di corsia, sistema anticollisione e sistema di riconoscimento dei pedoni;
  • servizi di ITS quali eCall, obbligatorio su tutte le auto immatricolate dal 2018 nell'Unione Europea, con ricevitore GPS per la localizzazione del veicolo e chiamata automatica a servizio d'emergenza gestito da Bosch, in caso di incidente (servizio presente in Russia, e nelle auto di General Motors);
  • armonizzazione e rafforzamento progressivi del controllo tecnico e dei controlli tecnici su strada per motocicli e veicoli elettrici;
  • guardrail stradali adatti per i veicoli a due ruote, e normativa tecnica per la protezione degli utenti vulnerabili della strada (pedoni, anziani, disabili, ciclisti, motoveicoli);
  • piani nazionali per la sicurezza stradale.

Associazione Italiana Familiari e Vittime della STRADA[modifica | modifica wikitesto]

L'AIFVS onlus, Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus, nasce come comitato nel 1998, con l'obiettivo di fermare la strage stradale e dare giustizia ai superstiti, perché nessuno meglio di chi sulla strada ha perso la salute, o dei familiari di chi ha perso la vita, può testimoniare quanto siano gravi il lutto e la perdita per la famiglia e per la società, e che a questo primario diritto di testimonianza corrisponde il dovere morale che la stessa sorte non tocchi ad altri innocenti. Aderisce poco dopo alla Federazione Europea Vittime della Strada[4], si costituisce come organizzazione non lucrativa di utilità sociale (onlus) l'8.4.2000; nel marzo 2001 viene riconosciuta con decreto del Ministero dei LL.PP di comprovata esperienza nel settore della sicurezza stradale ed abilitata a collaborare all'educazione stradale nelle scuole; nel settembre 2003 con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali viene iscritta nel Registro Nazionale delle associazioni di promozione sociale e legittimata a costituirsi parte civile nei processi per le finalità dell'Associazione. Con oltre 120 sedi in Italia, per una capillare assistenza alle vittime, promuove, attraverso la presenza in fiere, convegni, banchetti nelle piazze, la sicurezza stradale, la moderazione della velocità, l'alta visibilità, la costruzione delle zone 30.

UVIS - Unione Vittime della Strada[modifica | modifica wikitesto]

L'UVIS, ovvero l'Unione Vittime della Strada è un'associazione non profit italiana che inizia ad operare nel 1999. Gli scopi istituzionali dell'associazione sono contenuti nella "Carta di Milano per il rispetto della Vita sulla strada", promulgata il 20 novembre 2011 in occasione della Giornata mondiale del ricordo delle vittime della strada[5]:

  • prevenzione degli incidenti stradali;
  • promozione della sicurezza stradale;
  • promozione di riforme legislative volte a favorire l'adozione di standard di sicurezza stradale più elevati;
  • assistenza gratuita delle vittime della strada sia da un punto di vista psicologico che giuridico;
  • promozione di una corretta informazione riguardo alle norme del codice della strada.

L'associazione gestisce un servizio di assistenza alla vittime della strada ("SOS UVIS", assistenza legale) attraverso il proprio sito internet.

Nel dicembre del 2011 ha partecipato alla campagna di sensibilizzazione contro l'abuso di alcol "Rednoze", promossa dal Movimento delle associazioni di volontariato italiano (MODAVI)[6]. La campagna pubblicizzava un inesistente spray orale che avrebbe avuto la capacità di ingannare l'etilometro)Newsg sul sito Gadget-Wired.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fino al 1991, Repubblica Federale di Germania ; evoluzione calcolata sul totale dei morti delle due Germanie.
  2. ^ A partire dal 1990 per la Slovacchia.
  3. ^ Fino al 1990, Cecoslovacchia.
  4. ^ FEVR
  5. ^ http://www.worlddayofremembrance.org/
  6. ^ http://www.modavi.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • World report on road traffic injury prevention.
  • Preventing road traffic injury: a public health perspective for Europe

(Pubblicazioni disponibili online sin dal Giorno Mondiale della Salute, World Health Day, del 7 aprile 2004).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]