Incidente ferroviario tra Andria e Corato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 41°11′53.7″N 16°21′34.34″E / 41.19825°N 16.35954°E41.19825; 16.35954

Incidente ferroviario tra Andria e Corato
Incidente ferroviario Andria-Corato (Vigili del Fuoco).jpg
Immagine dell'incidente
StatoItalia Italia
LuogoAgro di Andria
Obiettivo2 convogli della società Ferrotramviaria
Data12 luglio 2016
11:06 (CEST)
Tiposcontro frontale
Morti23
Feriti50+

L'incidente ferroviario tra Andria e Corato è stato un incidente ferroviario avvenuto il 12 luglio 2016 nell'agro tra la stazione di Andria e la stazione di Corato, al km 51 della ferrovia Bari-Barletta[1].

L'incidente ha causato la morte di ventitré persone e il ferimento di molti altri passeggeri (almeno 50). Si tratta del più grave disastro ferroviario mai avvenuto sul territorio pugliese[2].

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

La ferrovia Bari-Barletta, inaugurata nel 1965, è una linea a scartamento ordinario, con elettrificazione aerea a 3 000 V CC. Dal 1990 la linea è stata oggetto di lavori di rimodernamento, con il raddoppio del binario tra le stazioni di Fesca-San Girolamo e di Ruvo di Puglia (circa 33 km), mentre per i restanti 37 km è a binario unico. L'incidente è avvenuto al km 51, nella parte a binario unico in cui vige il regime di circolazione mediante blocco telefonico, che prevede che il capostazione, prima di autorizzare la partenza del treno in attesa nella sua stazione, chieda telefonicamente il "via libera" al capostazione della successiva stazione di arrivo; il consenso viene trascritto su un apposito registro.

Mappa dl luogo dell'incidente

Nel tratto a binario unico in questione circolano 62 convogli al giorno (31 treni per ogni direzione di marcia e con una cadenza media di 20 minuti per ogni partenza)[3]. Generalmente l'incrocio dei treni avveniva nella stazione di Andria[3].

In Italia il 90% dei circa 3 000 km di linee ferroviarie regionali è a binario unico,[4] mentre la percentuale di binari unici scende al 60% per i 16 000 km gestiti dalla Rete Ferroviaria Italiana (RFI).

Il sistema di distanziamento dei treni con consenso telefonico (blocco telefonico) è considerato una procedura maggiormente a rischio rispetto ad altri sistemi di blocco ferroviario, in quanto si affida esclusivamente alla comunicazione umana[4] nonostante questo nei 50 anni di esercizio delle ferrovia Bari-Barletta non si era mai verificato alcun incidente degno di nota[4]. Il blocco telefonico è un sistema di distanziamento ancora in uso sulle linee ferroviarie di tutto il mondo. Sulle linee gestite in Italia da RFI è norma che venga utilizzato in caso di guasto ad uno qualsiasi degli sistemi di blocco in uso.

Il sistema di sicurezza e controllo SCMT (al tempo non obbligatorio sulle ferrovie non gestite da RFI), che non sostituisce i sistemi di blocco ferroviario ma evita che il macchinista possa ignorare i segnali, non avrebbe potuto evitare in nessun modo il verificarsi dell'evento.

Dinamica dell'incidente[modifica | modifica wikitesto]

La collisione è avvenuta alle ore 11:06[5][6][7] (inizialmente si riteneva fosse avvenuta alle 11:38[8]) nella campagna andriese, in mezzo agli uliveti. I treni coinvolti erano uno Stadler FLIRT ETR 340 (matricola ETR.341), svolgente il servizio ET1021, e un Alstom Coradia ELT 200, svolgente il servizio ET1016, entrambi di proprietà della compagnia ferroviaria privata Ferrotramviaria e composti da quattro carrozze.[9] I treni stavano viaggiando a velocità sostenuta (100-110 km/h) in direzioni opposte, l'ET1016 verso sud-est, proveniente da Andria, l'ET1021 verso nord-ovest, proveniente da Corato, sulla linea ferroviaria Bari-Barletta. L'incidente si è verificato su una curva affiancata da uliveti, il che non ha consentito ai macchinisti alcuna possibilità di avvistamento dell'altro convoglio, onde poter quantomeno attivare la frenatura di emergenza e tentare di evitare la collisione. Le prime due carrozze e la parte anteriore della terza dell'ET1021, e la prima carrozza dell'ET1016 si sono disintegrate nello scontro, mentre la seconda dell'ET1016 è deragliata riportando ingenti danni. L'ultima carrozza dell'ET1021 e le rimanenti due dell'ET1016 sono rimaste sui binari quasi intatte.

Le condizioni meteorologiche al momento dello scontro erano buone.

Vittime e soccorsi[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono stati più di 50 passeggeri feriti, mentre i morti sono stati 23[10][11]. Hanno perso la vita nell'incidente i macchinisti di entrambi i convogli il capotreno del treno ET1016, un Dirigente di Movimento fuori servizio e 19 passeggeri dei treni[12].

Le operazioni di soccorso sono state complicate dalla mancanza di una strada di accesso al luogo dell'incidente; in seguito è stato allestito un ospedale da campo, mentre alcuni dei feriti sono stati trasportati in elicottero agli ospedali vicini. Le autorità sanitarie hanno lanciato un appello a donare il sangue[13] che è stato raccolto nei presidi trasfusionali della Puglia[14][15].

Inchiesta[modifica | modifica wikitesto]

La procura di Trani ha aperto un'indagine ipotizzando i reati di disastro ferroviario ed omicidio colposo plurimo[16].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Puglia, scontro frontale tra due treni nel tratto a binario unico tra Corato e Andria: 25 morti e 50 feriti, su Il Fatto Quotidiano, 12 luglio 2016. URL consultato il 13 luglio 2016.
  2. ^ Redazione, Scontro fra treni in Puglia: 23 morti e 52 feriti. Il dolore, le indagini, le polemiche, in ANSA, 13 luglio 2016. URL consultato il 13 luglio 2016.
  3. ^ a b Orari, su ferrovienordbarese.it. URL consultato il 13 luglio 2016.
  4. ^ a b c Graziano Delrio, Informativa del Governo alla Camera dei Deputati sull'incidente ferroviario in Puglia, su Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, 13 luglio 2016. URL consultato il 14 luglio 2016.
  5. ^ Scontro fra treni, il capostazione di Andria ammette: "Ho sbagliato per un automatismo", in la Repubblica, 18 luglio 2016. URL consultato il 21 luglio 2016.
  6. ^ Salvatore Frequente, Scontro treni, l’ammissione del capostazione Piccarreta ai pm: «Ho alzato la paletta per automatismo», in Corriere della Sera, 18 luglio 2016. URL consultato il 21 luglio 2016.
  7. ^ Scontro treni Puglia, capostazione Andria: “Ho fatto partire quello per Corato per automatismo. Non ho alterato registri”, in Il Fatto Quotidiano, 18 luglio 2016. URL consultato il 21 luglio 2016.
  8. ^ Graziano Delrio, Informativa di Delrio alla Camera sull'incidente ferroviario in Puglia, su ferrovie.it, 13 luglio 2016.
  9. ^ Scontro tra treni, la causa dell'incidente potrebbe essere una mancata telefonata, in TGcom24. URL consultato il 13 luglio 2016.
  10. ^ Scontro treni in Puglia: le vittime, su La Repubblica.
  11. ^ Andrea Gagliardi, Alessia Tripodi e Vincenzo Rutigliano, Scontro treni, indagati due capistazione. Pm: riduttivo parlare solo di errore umano, in Il Sole 24 ORE, 14 luglio 2016.
  12. ^ Il Tirreno, 14 luglio 2016, http://iltirreno.gelocal.it/italia-mondo/2016/07/13/news/le-vittime-dell-incidente-ferroviario-in-puglia-1.13810997. URL consultato l'8 agosto 2016.
  13. ^ Puglia, serve sangue all’ospedale di Andria: gruppo sanguigno Zero, in Il Fatto Quotidiano, 12 luglio 2016. URL consultato il 14 luglio 2016.
  14. ^ Puglia, gara di solidarietà: code negli ospedali per donare il sangue, in Il Messaggero, 12 luglio 2016. URL consultato il 14 luglio 2016.
  15. ^ Puglia. Emiliano: “Orgoglioso per i 2724 pugliesi che hanno donato il sangue”, su Quotidiano Sanità, 13 luglio 2016. URL consultato il 14 luglio 2016.
  16. ^ Scontro fra treni, primi indagati per disastro e omicidio colposo. Sospesi i due capistazione, in la Repubblica, 13 luglio 2016. URL consultato il 13 luglio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]