Incidente della cabinovia del Crest

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Incidente dell'ovovia Champoluc-Crest
cedimento strutturale
Champoluc - Crest 1983.jpg
I resti di una cabina dopo la caduta
Data13 febbraio 1983
10:40
LuogoChampoluc
InfrastrutturaCabinovia Champoluc-Crest
StatoItalia Italia
RegioneValle d'Aosta Valle d'Aosta
ProvinciaValle d'Aosta Valle d'Aosta
ComuneAyas
Coordinate45°50′N 7°44′E / 45.833333°N 7.733333°E45.833333; 7.733333
MotivazioneDistacco di una cabina dalla fune traente
Conseguenze
Morti11
Feriti1
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Luogo dell'evento
Luogo dell'evento

L'incidente della cabinovia del Crest avvenne la mattina del 13 febbraio 1983 sulla cabinovia Champoluc-Crest, sita nel comune di Ayas in Valle d'Aosta. Solo una delle 12 persone coinvolte sopravvisse, un bambino di 9 anni.[1]

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

La cabinovia Champoluc-Punta Crest è un impianto di risalita, situato nella frazione Champoluc del comune di Ayas in Valle d'Aosta, il cui scopo è quello di collegare il paese con la frazione di Crest.[2] Serve non solo da impianto di arroccamento per accedere alle piste da sci in inverno e ai sentieri in estate, ma anche come mezzo di trasporto pubblico locale. L'impianto di allora, il primo costruito su quella linea e la prima cabinovia del comune di Ayas, era una cabinovia bifune ad ammorsamento automatico con cabine da 4 posti. Era stata inaugurata nel 1960.

La caratteristica di essere bifune consiste nell'avere una fune fissa su cui le cabine scorrono, detta fune portante, e una fune mobile chiusa ad anello detta fune traente, che traina appunto i veicoli lungo la linea. Dato che l'impianto è ad ammorsamento automatico, entrando in stazione i veicoli si staccano dalla fune traente e rallentano, permettendo salita e discesa dei passeggeri in modo più agevole.[senza fonte]

Incidente[modifica | modifica wikitesto]

Alle ore 10:40, una cabina appena lanciata dalla stazione di valle si stacca dalla fune traente scivolando di nuovo in stazione e urtando una cabina non ancora lanciata in linea. Senza i moderni sistemi di controllo, una cabina mal ammorsata era cosa comune e perciò l'impianto venne fermato e successivamente riavviato.

Nell'intervallo di tempo intercorso tra l'arresto e il riavvio, tra i primi due sostegni una cabina si sgancia dalla fune traente, scivolando sulla fune portante fino a scontrarsi con quella precedente. A questo punto, la fune portante presentava un punto con carico doppio rispetto al normale. Al riavvio, la fune traente crea un "colpo di frusta", causando lo scarrucolamento e la caduta di tutte le cabine tra il primo e il secondo sostegno. Tutte e tre le cabine coinvolte erano piene, trasportando in tutto 12 persone. 11 di queste morirono, sopravvisse solo un bambino di 9 anni.[3]

Una tragica coincidenza[modifica | modifica wikitesto]

Poche ore dopo e a pochi chilometri di distanza, a Torino si verificò l'incendio del Cinema Statuto. Degna di nota la tragica storia di Maurizio Maria Verna, torinese di 29 anni. Recatosi a Champoluc per una giornata di sci, scampò per poco all'incidente avendo ceduto il suo posto ad un'altra persona in coda. Morì poche ore dopo nell'incendio.[senza fonte]

Indagini[modifica | modifica wikitesto]

La settimana successiva il disastro vennero arrestati con l'accusa di omicidio colposo plurimo l'amministratore delegato della società, il caposervizio tecnico e il manovratore della cabina.[3] Vennero rilasciati in libertà provvisoria nel marzo dello stesso anno, e il processo di primo grado si tenne nel novembre del 1985. La sentenza li assolse con formula piena.[4][5]

Ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto da quel giorno non ha più riaperto. Nel corso dell'estate del 1983 è stato sostituito da una più moderna cabinovia monofune, sempre ad ammorsamento automatico, ma con cabine da 6 posti. Riutilizzava parte dei sostegni dell'impianto incidentato, oltre che l'edificio della stazione a monte e parte di quello di valle.

L'impianto è stato demolito completamente dopo 35 anni di esercizio nell'estate del 2018, facendo posto a una nuova cabinovia da 8 posti con nuove stazioni e una linea leggermente ruotata.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da Champoluc al Cermis: tutti gli incidenti in alta quota, su it.sputniknews.com. URL consultato il 26 maggio 2021.
  2. ^ Champoluc-Frachey, su visitmonterosa.com. URL consultato il 26 maggio 2021.
  3. ^ a b Andrea Liberatori, Tre arresti per la tragedia della funivia di Champoluc (PDF), in l'Unità, 23 febbraio 1983. URL consultato il 26 maggio 2021.
  4. ^ Dario Crestoina, I tre imputati davanti ai giudici rievocano la sciagura dell'ovovia, in La Stampa, 27 novembre 1985. URL consultato il 26 maggio 2021.
  5. ^ Enrico Martinei, Il processo non è riuscito a chiarire le cause della sciagura sulla funivia, in La Stampa, 30 novembre 1985. URL consultato il 26 maggio 2021.