In the Mood for Love

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In the Mood for Love
In the Mood for Love (2000).png
Scena tratta dal film
Titolo originale 花樣年華
花样年华
Huāyàng niánhuá
Faa yeung nin wa
Lingua originale cantonese, wu, francese
Paese di produzione Hong Kong, Cina
Anno 2000
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, sentimentale
Regia Wong Kar-wai
Soggetto Wong Kar-wai
Sceneggiatura Wong Kar-wai
Produttore Wong Kar-wai
Distribuzione (Italia) Lucky Red (2000)
Medusa DVD (2001)
Fotografia Christopher Doyle, Mark Lee Ping Bin
Montaggio William Chang
Musiche Michael Galasso, Shigeru Umebayashi, Nat King Cole
Scenografia William Chang
Costumi William Chang
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

In the Mood for Love (花樣年華T, 花样年华S, Huāyàng niánhuáP) conosciuto anche con il titolo originale cantonese Faa yeung nin wa è un film di Hong Kong del 2000 diretto da Wong Kar-wai. Il titolo cinese significa «L'età della fioritura». Ispirato al romanzo breve Un incontro (noto anche come Intersection) di Liu Yichang.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Hong Kong, 1962: la segretaria Signora Chan e il giornalista Chow Mo-wan, vicini di casa, scoprono che i loro coniugi sono amanti. Malgrado l'attrazione reciproca, decidono di non iniziare a loro volta una relazione; dopo la partenza di Chow per Singapore, non si incontreranno più.

Wong, anche sceneggiatore, narra una vicenda universale radicandola in un momento storico preciso, quello della progressiva occidentalizzazione di Hong Kong e del crollo degli imperi coloniali (come mostra la coda, ambientata in Cambogia nel 1966), ponendo così la Storia come spartiacque della memoria, metafora del cambiamento e della irreversibilità di tutte le decisioni.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Non c'è una vera sceneggiatura; le riprese, che si prolungarono per quindici mesi, vennero effettuate a Bangkok e in Cambogia per gli esterni, a Hong Kong per gli interni. Dietro la camera si alternarono due direttori della fotografia: Christopher Doyle che abbandonò il set a un terzo della lavorazione lasciando in eredità il suo gusto per i colori acidi; Mark Lee, celebre per le collaborazioni con Hou Hsiao-hsien, porta con se la predilezione per le inquadrature dentro le inquadrature. Niente macchina a mano, né fotografia sgranata, luce naturale. In the Mood for Love vive di morbide carrellate, ralenti, frammenti racchiusi tra assolvenze e dissolvenze al nero, piani stretti al limite dell'astrazione; si pensa ad Antonioni, per la capacità di cogliere e ritagliare linee architettoniche imprevedibili, ma anche a Bresson, citato in più occasioni dallo stesso regista. Ed entrambi questi nomi rimandano a un cinema che vive di sottrazione, di ellissi, di mistero quotidiano.[2][3][4][5]

Montaggio[modifica | modifica wikitesto]

"Il montaggio consiste nell'eliminare ciò che non ci piace e conservare l'essenziale"[6], dichiara Wong Kar-wai: e infatti il film, che doveva originariamente essere il capitolo di un film a episodi dedicato al cibo, è stato ridotto da due ore a poco più di un'ora e mezzo. Furono eliminate scene degli incontri all'hotel, alcune situazioni a Singapore, una sequenza datata 1972, un finale alternativo nel tempio dove i due si vedevano casualmente per l'ultima volta. La scelta di eliminare progressivamente ogni passaggio, lasciando vuoti di memoria, rappresenta la vera anima del film. L'incanto di questo tempo ignoto dove tutto deve rimanere nascosto, sotterraneo, svanisce lentamente a ogni esitazione, a ogni parola non detta. Dapprima impotenti, congelati in un'intenzione amorosa che non si compie, stretti in corridoi claustrofobici, bagnati dalla pioggia, i corpi riprendono a vivere e a invecchiare anche se con un intimo, doloroso sentimento di perdita. Quel che si vuole sottrarre a questa fatale erosione, si affida a una vecchia leggenda, al sacro di un luogo indifferente al tempo: il tempio cambogiano cui Chow Mo-wan consegna il suo segreto perché non sia mai scoperto da nessuno.[7][8]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora mescola Oriente ed Occidente, musica d'epoca (Nat King Cole) e non: un valzer di Shigeru Umebayashi per un film di Suzuki e temi nuovi di Michael Galasso.

Album[modifica | modifica wikitesto]

A partire da venerdì 10 novembre 2000 è disponibile online e in formato CD la colonna sonora In The Mood For Love (Original Soundtrack From The Motion Picture).[9]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Shigeru UmebayashiYumeji's Theme – 2:29
  2. Unknown Artist – Mo-wan's Dialogue – 0:09
  3. Michael GalassoAngkor Wat Theme I – 2:12
  4. Michael Galasso – ITMFL I – 2:09
  5. Nat King ColeAquellos Djos Verdes – 2:12
  6. Deng Bai Ying – Shuang Suang Yan – 2:53
  7. Michael Galasso – ITMFL II – 1:03
  8. Zhou XuanRadio Zhou Xuan Announcement / Hua Yang De Nian Hua – 3:18
  9. Nat King Cole – Quizas, Quizas, Quizas (Perhaps, Perhaps, Perhaps) – 2:45
  10. Rebecca PanBengawan Solo – 2:51
  11. Michael Galasso – ITMFL III – 1:32
  12. Tan Xin Pei – Si Lang Tan Mu – 0:21
  13. Zhang Yun Xian e Hou Li Jun – Shuang Ma Hui – 1:13
  14. Michael Galasso – Blue – 5:44
  15. Zheng Jun Mian e Li Hong – Hong Niang Hui Zhang Sheng – 1:58
  16. Nat King Cole – Li-zhen's Dialogue / Te Quiero Dijiste (Magic Is The Moonlight) – 2:42
  17. Michael Galasso – Angkor Wat Theme II – 2:05
  18. Chiu Wai Ping – Yue Er Wan Wan Zhao Jiu Zhou – 3:10
  19. Michael Galasso – Cassanova's Flute – 2:18
  20. Shigeru Umebayashi – Yumeji's Theme / Li-zhen's Dialogue – 2:29
  21. Michael Galasso – Angkor Wat Theme Finale – 2:44

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Le date di uscita internazionali nel corso del 2000 sono state:[10]

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, l'edizione speciale in 2 DVD fu distribuita a partire dal 20 novembre 2001 dalla Eyescreen Home Video. Il disco 1 contiene commento sulla musica del film, e film pubblicitario del disco. Il disco 2 contiene scene inedite e finale alternativo (34 min), suddiviso in 4 capitoli: "Il segreto della camera 2046", "Singapore", "Gli anni '70" e "Angkor Wat", con il commento del regista in opzione. Intervista a Wong Kar-Wai. Backstage del girato.[11][12]L'edizione a un DVD viene distribuita in Italia dall'etichetta LuckyRed e Medusa DVD.[13][14]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Complessivamente, In the Mood for Love ha incassato 2.738.980 dollari negli USA e 10.115.973 dollari nel resto del mondo, per un totale di 12.854.953 dollari.[15]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Rotten Tomatoes riporta che l'90% di 119 critici campionati ha dato le recensioni positive di film, che ha ottenuto una media di voto di 7.8 su 10. Su IMDb il film ha ottenuto un punteggio di 8.1 su 10.

« Wong Kar-Way, autore di 'Happy Together' e di 'Angeli perduti', specialista delle passioni, ha fatto un altro gran film dove analisi dei sentimenti e stile della regia si uniscono a esprimere al meglio le malinconie e le felicità dell'amore »
(Lietta Tornabuoni, La Stampa, 23 maggio 2001)
« Il regista di culto della nouvelle vague d'autore di Hong Kong dipinge con immagini estenuate e raffinate una storia d'amour fou che non ha bisogno di sesso e arditezze per infiammare »
(Piera Detassis, Panorama, 24 agosto 2000)
« Il film seduce e cattura per la verità dei mezzi toni con cui racconta le pene d'amor perdute, un passo a due sulle punte della solitudine. E così i due splendidi protagonisti mantengono l'ambiguità dei sensi, un desiderio impalpabile, come la stoffa stessa del film. Eredi di Antonioni, Wong Kar-Wai simula un'attrazione fatale a tavolino e la rimpiange secondo l'etica della recherche proustiana, esprimendo l'invisibile delle emozioni con una cinepresa che sta al passo dei sentimenti e ci avvolge di calore »
(Maurizio Porro, Il Corriere della Sera, 28 ottobre 2000)
« Questo film è un dolce bacio soffiato ad un tempo ormai finito, un tempo che può essere esistere solo nei film, con ballate registrate in mono mentre l'abbigliamento cucito a mano giace perfettamente sui corpi delle stelle. »
(2 Febbraio 2001, ´In the Mood for Love´: A Desire Soaked in Pain, Confusion and Great Need, The New York Times)

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato presentato in concorso al 53º Festival di Cannes, dove Tony Leung Chiu-Wai ha ricevuto il premio per la miglior interpretazione maschile.[16]

L'autorevole rivista del British Film Institute Sight & Sound l'ha inserito tra i trenta film chiave del primo decennio del XXI secolo.[17]

  • 2001 – BAFTA Awards
    • Candidato a miglior film in lingua straniera

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il numero della porta di una camera ripresa durante il film (la camera dove i due personaggi si incontrano) è 2046, in riferimento alle riprese del film successivo con lo stesso titolo.
  • Il progetto originario, intitolato Tre storie di cibo, consisteva nel «filmare tre storie che descrivessero il modo in cui il cibo influisce sulla vita della comunità cinese di Hong Kong e come innovazioni quali il bollitore per il riso, le tagliatelle istantanee e il fast food hanno cambiato la vita degli asiatici, sconvolgendo le loro relazioni sociali. [...] come il ruolo dell'uomo e della donna è cambiato a causa delle abitudini alimentari.»[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Leonardo Gliatta, Wong Kar-wai, Audino, 2004, pp. 128.
  2. ^ D. Rooney, In the Mood for Love, in Variety, 29 maggio 2000.
  3. ^ E. Martini, In the Mood for Love, in Cineforum n°400, dicembre 2000.
  4. ^ I. Gatti, In the Mood for Love, in Filmcritica n°510, novembre 2000.
  5. ^ Ph. Rouyer, Le secret magnifique, in Positif n°477, novembre 2000.
  6. ^ ¤ Intervista: Wong Kar-wai, su www.cinemadelsilenzio.it. URL consultato il 19 maggio 2016.
  7. ^ A. Pezzotta, Wong Kar-wai. Dentro e fuori Hong Kong, in Bianco e nero n°4, luglio-agosto 2001.
  8. ^ A. Taubin, In the Mood for Love, in Sight & Sound n°11, novembre 2000.
  9. ^ Various - In The Mood For Love (Original Soundtrack From The Motion Picture), su Discogs. URL consultato il 17 maggio 2016.
  10. ^ Kar-Wai Wong, In the Mood for Love, 9 marzo 2001. URL consultato il 17 maggio 2016.
  11. ^ In the Mood for Love - HOMEVIDEO DATABASE, su www.dvdessential.it. URL consultato il 19 maggio 2016.
  12. ^ ¤ Dvd: In the mood for love, su www.cinemadelsilenzio.it. URL consultato il 19 maggio 2016.
  13. ^ In the mood for love, su Lycky Red. URL consultato il 19 maggio 2016.
  14. ^ In the Mood for Love, su www.webster.it. URL consultato il 19 maggio 2016.
  15. ^ In the Mood for Love (2001) - Box Office Mojo, su www.boxofficemojo.com. URL consultato il 19 maggio 2016.
  16. ^ (EN) Awards 2000, festival-cannes.fr. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  17. ^ (EN) Sight & Sound’s films of the decade, bfi.org.uk. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  18. ^ Lezioni di cinema 2007, pp. 135-136.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gilles Jacob at al., Lezioni di cinema, traduzione di Rosa Pavone, Milano, Editrice Il Castoro, 2007. ISBN 978-88-8033-428-6
  • Silvio Alovisio, Wong Kar-wai, Editore Il Castoro, 2010.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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