In fondo alla piscina

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In fondo alla piscina
Titolo originale In fondo alla piscina
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia, Spagna
Anno 1971
Durata 90'
Genere giallo
Regia Eugenio Martín
Soggetto da un racconto di J. G. Guilford tratto dalla Hitchcock's Mistery Magazine [1]
Sceneggiatura Vicente Coello, Santiago Moncada, Sabatino Ciuffini
Casa di produzione Tritone Fimidustria (Roma); Estudios Cin.cos (Madrid)
Distribuzione (Italia) Medusa
Fotografia Guglielmo Mancori
Montaggio Eugenio Alabiso
Musiche Piero Umiliani
Scenografia Ramiro Gomez
Costumi Giovanni Naitano
Trucco Jolanda Conti, Gianfranco Mecacci
Interpreti e personaggi

In fondo alla piscina è un film giallo del 1971, diretto da Eugenio Martín. Trattasi di una co-produzione italo-spagnola, minoritaria per l'Italia che vede, come attrice co-protagonista, Marina Malfatti e, in ruoli da comprimari, Miranda Campa ed Enzo Garinei.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Lilian, giovane americana, sospetta che la sorella sia stata uccisa dal marito, tale sig. Arthur Andersen. L'uomo è infatti rimasto vedovo per ben tre volte e, anche la polizia, sospetta che l'uomo abbia fatto fuori le mogli allo scopo di intascare importanti premi assicurativi.

Lilian, con l'aiuto di un detective privato, per avvicinare Arthur senza destare sospetti, assume dunque l'identità di Julie Spencer, usando i documenti contraffatti di una ricca ereditiera alienata di mente, ricoverata presso un ospedale psichiatrico. Con la nuova identità s'avvicina dunque ad Andersen ma, suo malgrado, non riesce a raccogliere le prove che Arthur abbia ucciso le precedenti mogli, tra cui sua sorella. Col nome di Julie Spencer, diviene prima l'amante di Arthur e, presto, sua quarta consorte.

Quando tutto sembra convogliare verso un lieto fine, la vera Julie Spencer, fugge dall'ospedale psichiatrico. Rintracciata Lilian, la vera Julie, intende ucciderla per liberare se stessa da antichi rimorsi. La vera Julie, infatti, tempo prima, non aveva soccorso il marito durante un incidente in nave, lasciandolo morire dopo un incidente. Julie infatti lo odiava, credendolo infedele. Dopo la morte del consorte, però, rimasta vittima di tremendi sensi di colpa era divenuta pazza. Ora Julie intende scaricare su Lilian le proprie frustrazioni. Sempre meno lucida di mente, finisce col credere che, l'ucciderla, possa in un certo qual modo farle scontare le sue colpe. Giunta alla villa di Arthur, la vera Julie, si incontra l'avvocato dell'uomo e, sempre preda di incubi ed allucinazioni, lo scambia per il suo defunto marito, uccidendolo a coltellate. A questo punto, la vera Julie, si indirizza in camera di Lilian e, dopo averla tramortita con un colpo in testa, la imprigiona su una barca a vela. Lilian rischia di essere uccisa da Julie ma, un fatale incidente, porta alla morte della donna pazza. Lilian, a questo punto, si riconcilia col marito, rendendosi conto pienamente della sua innocenza ed accettando la morte della sorella quale morte per cause naturali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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