Imperial Bedroom

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Imperial Bedroom
ArtistaElvis Costello, The Attractions
Tipo albumStudio
Pubblicazione2 luglio 1982
Durata50:48
GenereNew wave
Pop barocco
EtichettaF-Beat/Columbia
ProduttoreGeoff Emerick
Elvis Costello - cronologia
Album precedente
(1981)
Album successivo
(1983)

Imperial Bedroom è un album discografico di Elvis Costello & The Attractions pubblicato nel 1982 dalla F-Beat[1].

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta del secondo disco di Costello non prodotto da Nick Lowe dopo Almost Blue. L'album è stato prodotto da Geoff Emerick, famoso come ingegnere dei Beatles.

L'album è stato registrato presso gli AIR Studios di Londra nel 1982.

La copertina e l'artwork sono un omaggio al pittore Pablo Picasso.

Il titolo del disco ha ispirato il romanzo di Bret Easton Ellis Imperial Bedrooms.[2]

L'album è presente nella lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone alla posizione #166. Inoltre, sempre secondo Rolling Stone, è il 38° miglior album degli anni '80. Il portale AllMusic lo ha recensito col giudizio di 5/5.[3]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le tracce sono di Elvis Costello, eccetto dove indicato.

  1. Beyond Belief – 2:34
  2. Tears Before Bedtime – 3:02
  3. Shabby Doll – 4:48
  4. The Long Honeymoon – 4:15
  5. Man Out of Time – 5:26
  6. Almost Blue – 2:50
  7. ...And in Every Home – 3:23
  8. The Loved Ones – 2:48
  9. Human Hands – 2:43
  10. Kid About It – 2:45
  11. Little Savage – 2:37
  12. Boy with a Problem (musica di Costello; testo di Chris Difford con aggiunte di Costello) – 2:12
  13. Pidgin English – 3:58
  14. You Little Fool – 3:11
  15. Town Cryer – 4:16

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

The Attractions
  • Steve Nieve - piano, organo, clavicembalo, fisarmonica, orchestrazioni, chitarra
  • Bruce Thomas - basso
  • Pete Thomas - batteria

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Bordone, Merry Melodies: Il pop in 100 album fondamentali, in Mucchio Extra, Stemax Coop, #22 Estate 2006.
  2. ^ Bret Easton Ellis: interview outtakes, su latimesblogs.latimes.com. URL consultato il 04-01-11.
  3. ^ allmusic.com
  4. ^ official charts

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]