Immersioni nella Riserva marina di Portofino

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Riserva marina di Portofino.

La statua del Cristo.
Il Faro di Portofino.

La Riserva marina di Portofino è un luogo rinomato[1] per la pratica della subacquea, con svariati punti di immersione di interesse sia naturalistico che storico.

Vi sono alcune specifiche limitazioni[2] all'attività subacquea in alcune delle zone della Riserva:

  • in tutte le zone sono proibite, a meno di autorizzazione, le immersioni notturne;
  • nella zona A le immersioni sono totalmente vietate;
  • nella zona B l'immersione subacquea con autorespiratore ad aria è consentita ai diving center e ai privati autorizzati, mentre è liberamente consentita l'attività subacquea in apnea. Inoltre le immersioni subacquee da riva sono consentite solo presso Punta Chiappa, il Dragone e la Colombara;
  • nella zona C (ai lati del Promontorio di Portofino) vengono praticate ulteriori concessioni: l'attività subacquea è libera a parte specifiche limitazioni per la salvaguardia dell'ambiente.

Punti d'immersione[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono svariati punti di immersione regolamentati[2], in particolare nella zona B, alcuni ricchi di fauna e flora, altri caratterizzati dalla presenza di relitti.

Zona B[modifica | modifica wikitesto]

Corallo rosso nelle acque del Promontorio, una delle attrattive di questo sito d'immersione.
Subacquei nella Riserva marina.
Una delle grotte della Colombara.
La gorgonia rossa (Paramuricea clavata) a 39 metri di profondità presso la Secca Gonzatti.
La gorgonia gialla (Eunicella cavolinii) sempre presso la Secca Gonzatti.
La costa vista dalla Chiesa di San Giorgio.
  1. Punta Chiappa levante (44°19′03.06″N 9°08′07.44″E / 44.317517°N 9.1354°E44.317517; 9.1354)
    Punto di immersione di interesse sia naturalistico che storico, a metà strada tra la zona B e la C. Al largo della punta Duilio Marcante trovò, nel 1959, alcuni resti romani a circa 50 metri di profondità. La Punta, ricca di massi e spaccature, è ricca di cernie e pesci di grosse dimensioni. A circa 37 metri di profondità vi è una grotta sommersa, popolata da un gran numero di gamberetti.
  2. Secca dell'Isuela (44°19′02.33″N 9°08′06.7″E / 44.317314°N 9.135194°E44.317314; 9.135194)
    A circa 200 metri dalla costa di fronte a Punta Chiappa, la secca sale da circa 60 metri di profondità per arrivare a soli 13[1], in piena corrente e, pertanto, piuttosto difficoltosa come immersione. È ricca di dentici, tonni e pesci luna nella stagione estiva e, nelle spaccature lungo la parete, ricche di corallo rosso e di madreporario giallo[1], è facile incontrare cernie, aragoste, astici e murene. Sul fondale vi è abbondanza di gorgonia rossa e, talvolta, è possibile incontrare gattucci vicino alle loro uova, posate sui rami di gorgonia. Tra i massi del fondale si possono trovare[1] rami di leptogorgia (o Lophogorgia) e la rara gorgonia verrucosa.
  3. Grotta dell'Eremita (44°19′00.81″N 9°09′00.87″E / 44.316892°N 9.150242°E44.316892; 9.150242)
    Un'immersione di media difficoltà, che digrada a parete fino a raggiungere il fondale sabbioso a circa 30 metri di profondità. Andando verso il largo, tra le rocce, vi è gran abbondanza di corallo rosso, di aragoste, gorgonie e murene. Il nome deriva da una leggenda medievale, la quale narra della presenza di un eremita nella profonda spaccatura di fronte al mare.
  4. Punta della Torretta (44°18′07.54″N 9°10′00.56″E / 44.302094°N 9.166822°E44.302094; 9.166822)
    La punta della torretta (che prende il nome dalla vecchia torre che svetta sulla roccia di fronte al mare) si presenta come parete, verticale prima e in seguito terrazzata prima di riprendere la discesa fino ai 39 metri di profondità. È ricca di gorgonie rosse ed è punto di passaggio per dentici e, talvolta, per i barracuda nei periodi caldi. Al di sotto del terrazzamento, tra le spaccature, sono abbondanti le colonie di corallo rosso.
  5. Cristo degli abissi (44°18′50.54″N 9°10′29.92″E / 44.314039°N 9.174978°E44.314039; 9.174978)
    La statua, voluta da Duilio Marcante, si erge a circa 15 metri di profondità nella baia di San Fruttuoso, ed è facilmente accessibile da qualsiasi subacqueo. La zona è ricca di stelle marine rosse e di fauna bentonica.
  6. Punta dell'Indiano (44°18′07.99″N 9°10′01.8″E / 44.302219°N 9.167167°E44.302219; 9.167167)
    Immersione semplice, ideale per la pratica e per immersioni poco impegnative, data la profondità limitata, dai 12 ai 20 metri. Il fondale è ricco di palle verdi, un'alga di forma circolare che assomiglia ad una palla depressa nella zona centrale. È inoltre possibile estendere l'immersione lungo la parete a ovest del punto di discesa che si estende fino ad una profondità di 45 metri circa.
  7. Dragone (44°18′06.97″N 9°10′05.45″E / 44.301936°N 9.168181°E44.301936; 9.168181)
    L'immersione è caratterizzata da una grande parete rocciosa che entra in mare; si attraversa passando per un tunnel sommerso che porta a circa 18 metri di profondità, per poi digradare a parete. La zona è ricca di coralli, spugne, e margherite di mare.
  8. Grotta della Colombara (44°18′05.94″N 9°10′06.29″E / 44.30165°N 9.168414°E44.30165; 9.168414)
    La zona è caratterizzata da tre differenti grotte, poste a livelli differenti, una che affaccia direttamente sulla superficie e due sommerse. La prima è particolare per via dalla possibilità di sbucare in superficie all'interno di una spaccatura all'interno del Promontorio. La profondità massima è di 39 metri, e le tre grotte si trovano a 33, 20 e 8 metri di profondità.
  9. Secca Gonzatti o Punta Carega (44°18′05.3″N 9°10′07″E / 44.301472°N 9.168611°E44.301472; 9.168611)
    La secca Gonzatti (dal nome di Dario Gonzatti, uno dei pionieri della subacquea italiana) è uno scoglio che, da tre metri di profondità circa, si immerge fino ai 50 sul lato esterno e 25 su quello verso il Promontorio. È un punto di caccia per i dentici, ma è ricca anche di scorfani, saraghi, gorgonie e coralli.
  10. Targa Gonzatti (44°18′05.04″N 9°10′07.81″E / 44.3014°N 9.168836°E44.3014; 9.168836)
    L'immersione, possibile fino ai 20 metri verso la costa e a 34 dall'altro lato, è ricca di corallo e di murene, cosiccome di gorgonia rossa.
  11. Scoglio del Raviolo (44°18′05.04″N 9°10′08.42″E / 44.3014°N 9.169006°E44.3014; 9.169006)
    Consiste in una parete affioranete che scende in mare fino a 15 metri di profondità; è ricoperta dalla gorgonia bianca e gialla in principio, poi da quella rossa. La presenza di madrepora arancione, accompagnata da spugne e serpule, è segnalata all'interno di una delle due grotte che caratterizzano l'immersione. La seconda grotta, a 36 metri di profondità, è più ampia e ospita spesso astici e gronghi.
  12. Testa del Leone (44°18′05.05″N 9°10′09.81″E / 44.301403°N 9.169392°E44.301403; 9.169392)
    La Testa del Leone consiste in una ripidissima parete rocciosa, che si immerge a 50 metri di profondità in mezzo a branchi di castagnole rosse. A 9 metri si trova una grotta con una sorgiva di acqua dolce sottomarina, particolare per l'effetto ottico di rifrazione che dona all'acqua. Oltre i 30 metri, zona da prediligire per l'immersione, fanno da padroni gronghi, mustelle e cernie. A 41 metri di profondità, più a est, vi è l'ingresso di un'altra grotta.
  13. Scoglio del Diamante (44°18′04.87″N 9°11′01.12″E / 44.301353°N 9.183644°E44.301353; 9.183644)
    Tra i 30 e 40 metri si trovano grandi massi, che ospitano gorgonie rosse, cernie e mustelle.
  14. Cala Inglesi Est (44°18′04.6″N 9°11′02.7″E / 44.301278°N 9.184083°E44.301278; 9.184083)
    Immersione variabile tra i 25 e i 35 metri, di non eccessiva difficoltà.
  15. Altare (44°18′19.62″N 9°11′48.86″E / 44.30545°N 9.196906°E44.30545; 9.196906)
    Una delle immersioni ad elevato interesse naturalistico[2] della Riserva, tale da essere consentito l'ormeggio di una sola imbarcazione alla volta, e anche una delle più impegnative per via della profondità, superiore ai 50 metri. Il fondale consiste in un profondo canyon ricoperto da una ricchissima colonia di corallo rosso, probabilmente la più bella della zona; l'imbocco della spaccatura è intorno ai 30 metri, pertanto raggiungibile solo da sub esperti. Oltre al corallo sono frequenti aragoste, nudibranchi, cernie brune e gorgonie, visibili talvolta anche limitandosi ad un'immersione meno profonda.
  16. Punta Vessinaro (44°18′02.53″N 9°11′09.01″E / 44.300703°N 9.185836°E44.300703; 9.185836)
    Una franata sassosa si estende fino a oltre 50 metri di profondità, dove si trovano rami di leptogorgia. Il resto dell'immersione è caratterizzato da triglie e bavose, assieme a rami di gorgonia bianca e gialla.
  17. Casa del Sindaco (44°18′01.78″N 9°12′01.79″E / 44.300494°N 9.200497°E44.300494; 9.200497)
    Immersione interessante per sub esperti, in quanto con una profondità variabile attorno ai 30 metri, dove sono ricche le gorgonie e si possono trovare uova di gattuccio, e con punte fino ai 50 metri, dove si trova anche il raro falso corallo nero.
  18. Chiesa di San Giorgio (44°18′00.37″N 9°12′06.65″E / 44.300103°N 9.201847°E44.300103; 9.201847)
    Sulla costa rocciosa vicino alla chiesa di San Giorgio si scende fino ai 30 metri tra grotte e anfratti, in cui si trova gran varietà di pesce. Nella zona si trova anche una ampia grotta, a circa 10 metri di profondità.
  19. Faro (44°18′08.86″N 9°13′01.38″E / 44.302461°N 9.21705°E44.302461; 9.21705)
    Una delle immersioni più impegnative della zona, per via delle forti correnti che spesso l'interessano. Nella zona è frequente l'avvistamento di cernie, ricciole, dentici, corvine e tonni. Questa immersione si apprezza appieno se affrontata in assetto tecnico: dalla boa ci si dirige in direzione sud, seguendo il fondale, incontrando cosìuna lingua di sabbia costeggiata sulla destra da rocce. Da lì ci si immerge fino a circa 60 metri, dopodiché è possibile voltare verso ponente, dove si trova una parete e un grosso scoglio ricco di corallo, oppure proseguire dritto attraversando una sella di sabbia fino ad una cresta rocciosa ricca di corallo che sprofonda verso i 70 metri.

Relitti[modifica | modifica wikitesto]

  1. Relitto del Mohawk Deer (44°18′04.9″N 9°11′05.16″E / 44.301361°N 9.184767°E44.301361; 9.184767)
    Il relitto è un piroscafo da carico varato nel 1896 e affondato il 5 novembre 1967 durante il rientro in porto per la demolizione; l'immersione parte da circa 18 metri di profondità e arriva a circa 50.
  2. Relitto dell'Ischia (44°18′33″N 9°07′57″E / 44.309167°N 9.1325°E44.309167; 9.1325)
    Al largo, in prossimità di Punta Chiappa, si trova il relitto del mercantile Ischia, affondato nel 28 febbraio 1943 da un sommergibile inglese. Il relitto giace sul fondale a 90 metri di profondità, pertanto è visitabile solo da subacquei tecnici.
  3. Relitto del Croesus (44°18′47.83″N 9°10′21.81″E / 44.313286°N 9.172725°E44.313286; 9.172725)
    Affondato nel 28 aprile 1855 a seguito di un incendio e recuperato poi in seguito. Ne rimangono alcuni resti a circa 18 metri di profondità.
  4. Relitto dello Schooner (44°18′34.78″N 9°10′36.34″E / 44.309661°N 9.176761°E44.309661; 9.176761)
    I resti del relitto dello Schooner, un veliero della prima metà del XX secolo, sono posati a circa 40 metri di profondità, più o meno di fronte alla Grotta della Colombara.

Zona C[modifica | modifica wikitesto]

Localizzazione[modifica | modifica wikitesto]

I punti di immersione del promontorio.
(1) Punta Chiappa, (2) Secca dell'Isuela, (3) Grotta dell’Eremita, (4) Punta della Torretta, (5) Cristo degli abissi, (6) Punta dell’Indiano, (7) Dragone, (8) Colombara, (9) Secca Gonzatti, (10) Targa Gonzatti, (11) Scoglio del Raviolo, (12) Testa del Leone, (13) Scoglio del Diamante, (14) Cala Inglesi Est, (15) Altare, (16) Punta Vessinaro, (17) Casa del Sindaco, (18) Chiesa di San Giorgio, (19) Faro
Relitti: (R1) Mohawk Deer, (R2) Ischia, (R3) Croesus, (R4) Schooner, (R5) Genova

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Le armie di Portofino. Guida al parco marino sull'acqua e sott'acqua (vedi sotto).
  2. ^ a b c Regolamento di esecuzione e di organizzazione dell'Area Marina Protetta "PORTOFINO" (PDF), su portofinoamp.it. URL consultato il 28 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Egidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, Milano, Il Castello, 2005, ISBN 88-8039-395-2.
  • Adriano Penco, Da zero a meno sessanta - Immersioni tra i relitti in Liguria, Le Mani-Microart'S, 2006, ISBN 88-8012-376-9.
  • Tina Leali Rizzi, Penco, Adriano, Le armie di Portofino. Guida al parco marino sull'acqua e sott'acqua, Le Mani-Microart'S, 2000, ISBN 88-8012-148-0.
  • Tina Leali Rizzi, Penco, Adriano, Liguria in blu - Guida alle immersioni subacquee da Ventimiglia a La spezia, Le Mani-Microart'S, 2001, ISBN 88-8012-179-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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