Imadaddin Nasimi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Francobollo sovietico del 1973 con l'effigie di Imadaddin Nasimi

Imadaddin Nasimi (in azero: عمادالدین نسیمی, in turkmeno:Immädin Näsimmi; Shamakhi o Aleppo, 1369 ca – 1417) è stato un poeta turco di lingua azera.

ʿAlī ʿImād al-Dīn Nasīmī (in arabo: عمادالدین نسیمی‎), spesso noto semplicemente come Nesimi, è stato un poeta ḥurūfī azerbaigiano,[1][2][3][4] o turkmeno.[5][6][7] Noto con lo pseudonimo (o takhallus) di Nesīmī, compose un diwan in lingua azera,[8][9] uno in persiano[3][10] e un certo numero di poemi in arabo.[11] È considerato uno dei più grandi poeti mistici turchi dell'ultima parte del XIV secolo e dei primi anni del XV,[11] oltre che uno dei primi autori di divan in lingua turca (la lingua usata nel divan è praticamente simile all'attuale lingua azerbaigiana).[11]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si sa molto poco della vita di Nesīmī, compreso il suo vero nome. Molte fonti indicano che il suo nome reale era İmâdüddîn,[12][13] ma non manca chi afferma che il suo nome fosse Alî o Ömer.[14] È possibile che discendesse dal profeta islamico Maometto, dal momento che veniva chiamato sayyid, titolo riservato appunto ai discendenti diretti del Profeta.

Il luogo di nascita di Nesīmī, come anche il suo vero nome, sono avvolti nel mistero: alcuni pretendono che fosse nato in una provincia chiamata Nesīm — da cui deriverebbe il suo pseudonimo, che altro non è se non una nisba — nelle prossimità di Aleppo, oggi in Siria (ma all'epoca nella Giazira),[12] o vicino a Baghdad, nell'attuale Iraq,[13] ma non esistono tracce di una simile provincia. Vi è anche chi pretende che sia nato a Shamakhi (attuale Azerbaigian) ma forse solo perché suo fratello vi è sepolto.

Esecuzione di Nesīmī (Azim Azimzade).

Dalle sue poesie risulta evidente che Nasimi era un seguace del movimento Ḥurūfī, che era stato fandato dal maestro di Nasimi Fażlullāh Astarābādī da Astarābād, che fu condannato per eresia e giustiziato ad Alinja vicino a Naxçıvan.[15] Il centro di influenza di Fażlullāh's fu Baku (Azerbaigian) e la maggior parte dei suoi seguaci veniva da Shirvan (Azerbaijan).[16]

Nesimi divenne uno dei sostenitori più autorevoli della dottrina Ḥurūfī e le idee del movimento sono state diffuse in gran parte attraverso la sua poesia. Mentre Fazlullah credeva che lui stesso era la manifestazione di Dio, per Nesimi al centro della creazione era Dio, il quale ha diffuso la sua luce sull'uomo. Attraverso il sacrificio e l'auto perfezionamento l'uomo può diventare tutt'uno con Dio.[17] Tra il 1404 e il 1417[12][14], come risultato diretto delle sue convinzioni - che sono state considerate blasfeme da parte delle autorità religiose contemporanee - Nesimi fu sequestrato e, secondo la maggior parte delle fonti[12][14] scuoiato vivo ad Aleppo.

Un certo numero di leggende è nato intorno all'esecuzione di Nesimi, come ad esempio la storia secondo cui ha preso in giro i suoi carnefici con versi improvvisati e, dopo l'esecuzione, si pose la sua pelle scuoiata sulle spalle e se ne andò.[12] Un resoconto storico raro della manifestazione - la Tarih-i Heleb di Akhmad ibn Ibrahim al-Halabi - riferisce che il giudice, che era della scuola Malikiti di legge religiosa, non era disposto a condannare Nesimi per apostasia, e che l'ordine di esecuzione invece è venuto dal potere secolare dell'emiro di Aleppo, che sperava di evitare un'aperta ribellione.[18]

Ancora oggi la tomba di Nasimi ad Aleppo resta un importante luogo di pellegrinaggio.

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Nesimi, film dell'Azerbaijanfilm del 1973 che fu realizzato in occasione del seicentesimo anniversario della nascita del poeta

Il lavoro di Nesimi rappresenta una tappa importante nello sviluppo della poesia, non solo in lingua azera, ma anche nella tradizione poetica Divan. Dopo la sua morte, il lavoro di Nesimi ha continuato a esercitare una grande influenza su molti poeti di lingua turca, e autori come Fuzûlî (1483? -1556), Khata'i (1487-1524), e Pir Sultan Abdal (1480-1550) possono essere annoverati tra i suoi seguaci.

Nesimi è venerata nel moderno Azerbaigian, e uno dei quartieri della capitale, Baku, porta il suo nome. C'è anche un monumento a lui dedivato in città, scolpito da T. Mamedov e I. Zeynalov. Inoltre, l'Istituto di Linguistica presso l'Accademia delle Scienze dell'Azerbaigian porta il suo nome, e fu realizzato un film dedicato al poeta dall'Azerbaijanfilm studio nel 1973. Il 600 ° anniversario della nascita di Nesimi è stato celebrato in tutto il mondo nel 1973 con decisione dell'UNESCO, e rappresentanti di molti paesi hanno preso parte alle celebrazioni tenute sia in Azerbaigian e a Mosca

Gli è stato dedicato un asteroide, 32939 Nasimi[19].

Bibliografia essenziale[modifica | modifica wikitesto]

Esistono ormai diverse traduzioni in lingue europee dell'opera poetica di Nasimi, sia del suo Canzoniere turco grazie all'opera del turcologo tedesco Michael Reinhard Hess, sia del suo canzoniere persiano, grazie all'iranista italiano Carlo Saccone.

Traduzioni dal canzoniere turco: ‘Imādeddin Nesimi, Gedichte, a cura di M.R. Hess con una rielaborazione poetica di R. Moritzen, Sharq-Qarb, Baku 2012 ‘Imādeddin Nesimi, Ins Absolute schwand ich hin, mit Gott bin ich zu Gott geworden, a cura di M.R. Hess con una rielaborazione poetica di R. Moritzen, Sharq-Qarb, Baku 2012 (i due volumi costituiscono una traduzione integrale del canzoniere turco). D. Gualtieri, “Tra usignoli e rose”. Una silloge di poesie [in lingua turca] di Imadaddin Nasimi, nei versi italiani di Davide Gualtieri con la collaborazione di Maìs Nouriev, in “Archivi di Studi Indo-Mediterranei” IX (2019), sez. Traduzioni con testo a fronte > Turcica, pp. 1-23, liberamente accessibile online. Una ulteriore antologia dei componimenti in lingua turca è stata ritradotta dal russo in italiano: ‘Imadaddin Nasimi, Poesie, trad. it. di Olga Mazzina, Sandro Teti Ed., Roma 2019

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Encyclopaedia Iranica. Azeri Turkish

    The oldest poet of the Azeri literature known so far (and indubitably of Azeri, not of East Anatolian of Khorasani, origin) is ʿEmād-al-Dīn Nasīmī (about 1369-1404, q.v.).

  2. ^ Julian Baldick, Mystical Islam: An Introduction to Sufism, I. B. Tauris, 2000, p. 103, ISBN 1-86064-631-X.
  3. ^ a b Kathleen R.F. Burrill, The Quatrains of Nesimi Fourteenth-Century Turkic Hurufi, Walter de Gruyter GmbH & Co. KG, 1972, ISBN 90-279-2328-0.
  4. ^ Ann K. S. Lambton, Holt, Peter Malcolm e Lewis, Bernard, The Cambridge History of Islam, Cambridge University Press, 1970, p. 689, ISBN 0-521-29138-0.
  5. ^ Jo-Ann Gross, Muslims in Central Asia: expressions of identity and change, (Duke University Press, 1992), 172.

    Andalib also wrote several mathnavis, the most famous of which is about the life of the fourteenth-century Azerbaijani mystic Nesimi.

  6. ^ The Celestial Sphere, the Wheel of Fortune, and Fate in the Gazels of Naili and Baki, Walter Feldman, International Journal of Middle East Studies, Vol. 28, No. 2 (May, 1996), 197.
  7. ^ Walter G. Andrews, Najaat Black, Mehmet Kalpaklı, Ottoman lyric poetry: An Anthology, (University of Washington Press, 2006), 211.
  8. ^ Jaroslav Průšek, Dictionary of Oriental Literatures, Basic Books, 1974, p. 138.
  9. ^ Jacob E. Safra, The New Encyclopædia Britannica, Encyclopædia Britannica, 2003, p. 60, ISBN 0-85229-961-3.
    «The second tradition centred on Azeri, the literary language of the eastern Oğuz in western Persia, Iraq, and eastern Anatolia before the Ottoman conquest.»
  10. ^ Franz Babinger, Nesīmī, Seyyid ʿImād al-Dīn, su The Encyclopaedia of Islam, Brill Online, 2008. URL consultato il 1º settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2012).
  11. ^ a b c Seyid Imadeddin Nesimi, su britannica.com, Encyclopædia Britannica, 2008. URL consultato il 1º settembre 2008.
  12. ^ a b c d e Walter G. Andrews, Black, Najaat e Kalpakli, Mehmet, Ottoman Lyric Poetry: An Anthology, University of Texas Press, 1997, pp. 211–212, ISBN 0-292-70472-0.
  13. ^ a b Ferit Devellioğlu, Osmanlıca-Türkçe ansiklopedik lûgat: eski ve yeni harflerle, Ankara, Aydın Kitabevi, 1993, pp. 823–824, ISBN 975-7519-02-2.
  14. ^ a b c Halil Erdoğan Cengiz, Divan şiiri antolojisi, Milliyet Yayın Ltd. Şti, 1972, p. 149.
  15. ^ Irène Mélikoff, Sur les Traces du Soufisme Turc: Recherches sur l'Islam Populaire en Anatolie, Editions Isis, 1992, pp. 163–174, ISBN 975-428-047-9.
  16. ^ Bryan S. Turner, Islam: Critical Concepts in Sociology, Routledge, 2003, p. 284, ISBN 0-415-12347-X.
  17. ^ Zümrüd Kuli-zade, Хуруфизм и его представители в Азербайджане, Baku, Elm, 1970, pp. 151–164.
  18. ^ Aliyar Safarli, Imadəddin Nəsimi, Seçilmis Əsərləri, Baku, Maarif Publishing House, 1985, pp. 1–7.
  19. ^ (EN) M.P.C. 114954 del 18 maggio 2019

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN45732466 · ISNI (EN0000 0001 2130 7771 · CERL cnp02152829 · LCCN (ENn85113065 · GND (DE120895595 · WorldCat Identities (ENlccn-n85113065