Ilario Antoniazzi

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Ilario Antoniazzi
arcivescovo della Chiesa cattolica
Bishop Antoniazzi Tunis may 30th 2013.jpg
Mons. Antoniazzi, 30 maggio 2013
Archbishop CoA PioM.svg
Turris fortissima nomen Domini
 
TitoloTunisi
Incarichi attualiArcivescovo di Tunisi
 
Nato23 aprile 1948 (70 anni) a San Polo di Piave
Ordinato presbitero24 giugno 1972 dal patriarca Giacomo Giuseppe Beltritti
Nominato arcivescovo21 febbraio 2013 da papa Benedetto XVI
Consacrato arcivescovo16 marzo 2013 dal patriarca Fouad Twal
 

Ilario Antoniazzi (San Polo di Piave, 23 aprile 1948) è un arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione e ministero sacerdotale[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Rai frazione del comune di San Polo di Piave, all'età di dieci anni entra nell'Istituto missionario San Pio X di Oderzo e, nel 1962, nel seminario del patriarcato di Gerusalemme dei Latini.

Il 24 giugno 1972 viene ordinato sacerdote dal patriarca Giacomo Giuseppe Beltritti.

Dal 1972 al 1991 è prima vicario e poi parroco in Giordania.[1]

Nel 1992 studia a Roma presso la Pontificia facoltà teologica Teresianum e nel 1995 consegue la licenza in teologia spirituale.

Negli anni seguenti ricopre il ruolo di parroco in alcune parrocchie del patriarcato, e dal 2011 ricopre anche il ruolo di responsabile delle 44 scuole cattoliche del patriarcato che, complessivamente, contano circa 19.000 studenti cristiani, ebrei e musulmani in Palestina, Giordania e Israele.[2]

Ministero episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 febbraio 2013 papa Benedetto XVI lo nomina arcivescovo di Tunisi[3] e il 16 marzo riceve la consacrazione episcopale dal Patriarca di Gerusalemme, Fouad Twal, nella Basilica dell'Annunciazione a Nazareth, coconsacranti i vescovi Maroun Elias Nimeh Lahham e Giacinto-Boulos Marcuzzo, entrambi ausiliari del patriarcato.

Il suo ingresso a Tunisi, con la presa di possesso canonico dell'arcidiocesi, avviene il 7 aprile 2013.

Il prelato, che già come parroco aveva svolto il suo ministero pastorale tra i beduini della Giordania, prima, e tra i palestinesi della Galilea, poi, e parla correntemente anche l'arabo, ha sempre mantenuto cordiali rapporti con i musulmani.[4]

Entrato a Tunisi nel momento di instabilità politica[5] seguita alla cosiddetta rivoluzione dei Gelsomini, fu invitato dal sindaco a non aiutare gli arabi perché avrebbe corso il rischio di essere accusato di proselitismo. Dopo poche settimane, però, il sindaco stesso è tornato da lui per chiedergli di riprendere gli aiuti.[6][7]

In occasione degli attentati compiuti in Tunisia dai terroristi jihadisti,[8] l'arcivescovo si è rivolto non solo ai cattolici ma a tutti i tunisini per la ricerca dell'unità e della pace,[9] nell'ambito del dialogo interreligioso[10] con musulmani ed ebrei.[11]

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]