Il velo dipinto (romanzo)

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Il velo dipinto
Titolo originale The Painted Veil
Autore William Somerset Maugham
1ª ed. originale 1925
Genere romanzo
Lingua originale inglese

Il velo dipinto è un romanzo scritto da William Somerset Maugham in forma seriale sulla rivista "Cosmopolitan" da novembre 1924 a marzo 1925, quindi pubblicato in volume presso la George H. Doran Company (poi divenuta Doubleday) nel 1925.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Kitty Garstin, una ragazza carina di classe borghese medio-alta, sperpera la sua prima giovinezza divertendosi in feste ed eventi sociali, durante le quali la madre prepotente tenta di trovare un "partito brillante" per lei. Dall'età di 25 anni, Kitty ha flirtato ma rifiutato le proposte di matrimonio di decine di pretendenti. Sua madre la esorta a mettersi con Walter Fane, un batteriologo, da alcuni considerato "strano", che è follemente innamorato di Kitty. In preda al panico, poiché la sorella più giovane e meno attraente, Doris, sta per sposare prima di lei, Kitty accetta partendo in luna di miele per Hong Kong.

Qui Kitty incontra Charles Townsend, alto, bello e affascinante, e i due cominciano una relazione clandestina. Walter, ignaro, li osserva durante un appuntamento, ma gli amanti, sospettando di essere stati scoperti, si rassicurano pensando che Walter per codardia non interverrà. Charles promette a Kitty che, qualunque cosa accada, non la lascerà. Nonostante le assicurazioni reciproche, Charles e Kitty però vengono posti davanti a un ultimatum di Walter: lei deve accompagnarlo verso l'interno cinese per far fronte a una rischiosa epidemia di colera, altrimenti lui chiederà il divorzio, con la scoperta condizione che lo farà solo se Dorothy Townsend divorzierà a sua volta da Charles e questi sposerà immediatamente Kitty. La donna incontra Charles e rivela la proposta perfida del marito, ma Charles si rifiuta di lasciare la moglie. Tornata a casa, Kitty scopre che Walter, sicuro del comportamento di Charles, ha già preparato le valigie. Affranta e delusa, Kitty decide che non ha altra scelta, e accompagna Walter nel viaggio in Cina.

Durante il viaggio, Kitty incontra Waddington, deputato britannico, che le racconta qualcosa sul carattere disdicevole di Charles, quindi la presenta alle suore francesi che si occupano di bambini malati e Kitty, con grande rischio personale, si dà da fare contro l'epidemia di colera. Anche Walter è immerso nelle difficoltà di gestire la crisi del colera, ma nonostante la grande considerazione in cui viene tenuto dalle suore e dai funzionari locali, lei non riesce a provare alcuna attrazione verso di lui come uomo e come marito.

Kitty scopre d'essere incinta e sospetta che il padre sia Charles. Decide di parlarne a Walter, il quale conforme alla sua "forte educazione formale" sembra accettare il fatto. Poco dopo, però, Walter si ammala, probabilmente per una sperimentazione su di sé: si è fatto infettare dal colera per trovare una cura. Kitty, lo assiste fino alla morte, poi torna a Hong Kong.

Dorothy, moglie di Charles, convince Kitty a farsi ospitare. Adesso lei è considerata una sorta di eroina che ha seguito volontariamente e fedelmente il marito nonostante il pericolo. Charles, contro le intenzioni di Kitty, riesce a sedurla, e lei fa l'amore con lui ancora una volta, nonostante, dopo l'esperienza vissuta, lo consideri vano e superficiale e, disgustata, arriva a dirglielo.

Kitty ritorna nel Regno Unito, scoprendo durante la navigazione che sua madre è morta. Suo padre, avvocato di poco successo, è nominato presidente della Corte Suprema in una piccola colonia britannica dei Caraibi e lei lo convince ad accompagnarlo, decisa a crescere il suo bambino lontano dalle ipocrisie e dagli errori che sente di aver commesso.

Adattamenti cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • trad. di Gian Dàuli, Ancona: La lucerna, 1929
  • trad. di Emanuele G. Farina, Milano: Bietti, 1930
  • trad. Elio Vittorini, Milano: Mondadori (coll. "Medusa"), 1937; (coll. "Oscar"), 1967
  • trad. Franco Salvatorelli, Milano: Adelphi (coll. "Biblioteca Adelphi"), 2006; (coll. "gli Adelphi"), 2011
Controllo di autorità VIAF: (EN309266138 · GND: (DE1058989782
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