Il trapezio della vita

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Il trapezio della vita
Il trapeziо della vita.png
una scena del film
Titolo originaleThe Tarnished Angels
Paese di produzioneStati Uniti
Anno1958
Durata91 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico
RegiaDouglas Sirk
SoggettoWilliam Faulkner (dal romanzo "Pylon", in italiano "Oggi si vola")
SceneggiaturaGeorge Zuckerman
ProduttoreAlbert Zugsmith per Universal-International
Casa di produzioneUniversal Pictures
Distribuzione (Italia)Universal (1958)
FotografiaIrving Glassberg (CinemaScope)
MusicheFrank Skinner, Joseph Gershenson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il trapezio della vita (The Tarnished Angels) è un film del 1958 diretto da Douglas Sirk.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni Venti, Burke Devlin, giovane cronista di un giornale di provincia, diviene amico di alcuni acrobati dell'aria, un trio composto dal pilota Roger, da sua moglie, la paracadutista Laverne, e dal meccanico Jiggs. Pur essendo molto affiatati, i tre non fanno altro che litigare, per via delle loro continue difficoltà economiche (Roger e Laverne hanno pure un figlio), ma soprattutto a causa del fatto che Jiggs è da sempre innamorato di Laverne. Molti, del resto, subiscono il fascino della giovane paracadutista, come lo stesso Burke. Roger, perduto l'aereo dopo una tragica gara, spinge Laverne a gettarsi tra le braccia di Matt Ord, un facoltoso organizzatore sportivo, il quale possiede un malridotto apparecchio che Jiggs potrebbe riparare consentendo così a Roger di riprendere le gare. Burke, per evitare il disonore a Laverne, si offre di convincere Ord a cedere l'aereo e vi riesce; Jiggs lo ripara alla bell'e meglio e Roger, dopo aver confessato tutto il suo amore a Laverne, inizia con esso la sua ultima gara aerea.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

«William Faulkner considerò il film il miglior adattamento cinematografico di un suo romanzo... un film a metà tra il melodramma e l'avventura... Permeato da un pessimismo cupo e fatalistico... risposta adulta... al falso romanticismo delle soapopera. Di grande efficacia la fotografia "corposa e melanconica" di Irving Glassberg.» *** [1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Mereghetti, Dizionario dei film, ed. 1994.

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