Il seme sotto la neve

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Il seme sotto la neve
AutoreIgnazio Silone
1ª ed. originale1941
1ª ed. italiana1942
Genereromanzo
Lingua originale tedesco

Il seme sotto la neve è il terzo romanzo di Ignazio Silone scritto durante il suo esilio in Svizzera e pubblicato in lingua tedesca a Zurigo nel 1941. Nel 1942 fu pubblicato anche in italiano, mentre nel 1961 fu pubblicata la versione definitiva pubblicato in Italia per la Arnoldo Mondadori Editore. È il continuo del romanzo Vino e pane.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Pietro Spina, personaggio principale del precedente romanzo Vino e pane, un intellettuale comunista, continua il suo viaggio in una società che assume l'aspetto di un paesaggio ricoperto di neve. La nonna, Donna Maria Vincenza, per salvare Pietro tornato al suo paese natale, dopo essersi scontrata con il rifiuto del figlio Don Bastiano, chiede aiuto al notabile della contrada, Don Coriolano, affinché si rechi a Roma a chiedere il perdono governativo per il ribelle. Ma Pietro, orgoglioso, respinge la grazia e, dopo aver vissuto a lungo in una spelonca dove ha ricevuto aiuto dal sordomuto Infante, va a vivere ospite di Simone. I due, assieme ad Infante, nel frattempo rintracciato da Pietro e condotto a vivere presso di loro, intrecciano un forte legame di amicizia basato sulla vita a contatto con la natura e ai margini della società. Nel timore che il suo nascondiglio venga rivelato dalla famiglia avversaria degli Spina, Pietro ripara nel paesino di Acquaviva, alloggiando sotto mentite spoglie in un albergo; qui nasce l'idillio con Faustina, giovane donna già conosciuta in gioventù ed oggetto di del suo amore segreto. Intanto, Infante è arrestato, in quanto creduto colpevole di aver contraffatto con punti interrogativi le scritte inneggianti al regime fascista presenti sui muri del paese. Pietro si mette alla sua ricerca, nonostante l'intervento di Don Severino che lo prega di accogliere di nuovo con sé Faustina e di mettersi con lei in viaggio per coronare il loro amore e rifarsi una vita all'estero. Ma l'attaccamento per la sorte dello sventurato cafone sordomuto prevale e, raggiunto Infante, nel frattempo uscito di galera, lo consegna al padre Giustino emigrante rientrato dall'America. Ma l'epilogo è tragico. Pietro scopre Infante quale autore del parricidio e, in un gesto estremo di sacrificio ed altruismo, si consegna ai Carabinieri in vece dello sventurato e consentendogli la fuga, si autoaccusa del delitto che non ha commesso.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guido Piovene, Moralità di Silone, in "Città", Roma, 1945
  • Libero Bigiaretti, Silone, in "Avanti!", Roma, 1945
  • Goffredo Bellonci, Silone, in "Libera Stampa", Roma, 7 settembre 1945
  • Alessandro La Monica, Il dattiloscritto de “Il Seme sotto la Neve” di I. Silone conservato alla Zentralbibliothek di Zurigo, in Letteratura italiana a Congresso: bilanci e prospettive del decennale (1996-2006), a cura di Raffaele Cavalluzzi [et alii], Lecce, Pensa Multimedia, 2008, vol. 3, pp. 1251-59.
  • Alessandro La Monica, "Il seme sotto la neve” di Ignazio Silone: una proposta di edizione genetica, in Le forme del romanzo italiano e le letterature occidentali dal Sette al Novecento, a cura di S. Costa e M. Venturini, Pisa, ETS, 2010, t. I, pp. 633-44.
  • Ignazio Silone, Il seme sotto la neve. Edizione critica a cura di Alessandro La Monica, Milano-Firenze, Mondadori Education-Le Monnier Università, 2015 (http://www.mondadorieducation.it/libro/ignazio-silone/il-seme-sotto-la-neve/120900048118 ).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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