Il quinto evangelio

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«Si dice che all'interno dei quattro vangeli noti è come se ce ne fosse uno ancora sconosciuto. Ma ogni volta che la fede accenna a rifiorire, è segno che qualcuno ha intravisto quel Vangelo.»

(Mario Pomilio, Il quinto evangelio, Capitolo 3: La mappa del cielo (citazione "di fantasia" dagli Emolumenta fidei, di Giustino di Poitiers, opera e scrittore inesistenti))
Il quinto evangelio
Titolo originaleIl quinto evangelio
AutoreMario Pomilio
1ª ed. originale1975
Genereromanzo
Sottogenerestorico
Lingua originale italiano
AmbientazioneGermania, Europa, Stati Uniti, 1945-1970
ProtagonistiPeter Bergin, ufficiale americano e storico

Il quinto evangelio è un romanzo scritto da Mario Pomilio e pubblicato, in prima edizione, nel febbraio 1975 per l'editore Rusconi di Milano. Parte integrante dell'opera è il testo teatrale Il quinto evangelista, pubblicato in coda al volume, quasi a formare un'appendice a sé stante.

La trama e i contenuti dei capitoli[modifica | modifica wikitesto]

Peter Bergin, ufficiale americano dislocato nel 1945 a Colonia, si trova ad alloggiare in una canonica abbandonata nella quale, all'interno della biblioteca, tra le carte appartenute al vecchio parroco scomparso, scopre materiali riguardanti un misterioso "quinto vangelo", alla cui ricerca sembrava che il sacerdote avesse dedicato moltissimi anni della propria vita.

L'ufficiale, che nella vita civile è docente universitario e storico di professione, viene conquistato dall'enigma e, una volta congedato dall'esercito e tornato all'insegnamento, si dedica a tempo pieno a quella ricerca. A tale scopo riunisce un piccolo gruppo di giovani, amici e studenti, e con il loro aiuto comincia a raccogliere ogni indizio utile alla scoperta del vangelo nascosto.

Dopo trent'anni di vane indagini, ormai malato, Bergin riunisce in un dossier i più significativi documenti recuperati e li invia a un non meglio identificato monsignor "M.G.", segretario della Pontificia Commissione Biblica, unitamente a una lunga lettera nella quale riassume le ragioni e le tappe della ricerca intrapresa, dando conto anche delle prove scoperte.

Capitolo 1: Una lettera[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo ha inizio proprio con la lettera del professor Bergin al segretario della Commissione Biblica. Dopo aver descritto il percorso compiuto, Bergin scrive:

«Le mando una scelta del materiale raccolto in tanti anni: è appena una piccola scelta di quanto abbiamo messo insieme, ma il resto o è meno esemplare o lo stiamo ancora schedando … legga tutto la prego. Sono parole strappate al silenzio … Il quinto evangelio, leggenda o realtà, ha rappresentato … il versante della speranza, è la Parola che si rinnova.
È mai possibile - si domanda ancora Bergin - che una tradizione di questo genere … appoggi unicamente su una illusione o adombri soltanto una lunga eresia? … Se io non l'ho trovato … dev'essere perché non ho saputo cercar bene.»

(Capitolo 1: Una lettera)

Di fatto, mentre chiede al prelato un aiuto per individuare nuovi documenti, Bergin tenta di coinvolgerlo nella ricerca. Sentendo prossima la fine, cerca infatti di salvare il progetto e di affidarlo a una delle più alte autorità competenti in materia nell'ambito della Chiesa cattolica.

«E poi lei è a Roma: ed … è come se qualcosa, in cuor mio, mi dicesse che il quinto evangelio, se esiste, non possa trovarsi se non costì … M'aiuti la prego. E soprattutto mi risponda presto. Avrà capito che le parlo dall'orlo del fosso … so che il tempo è venuto di sciogliere gli ormeggi. Se qualcosa mi trattiene , è in fondo la speranza che il messaggio che aspetto da lei mi porti ancora la notizia giusta.»

(Capitolo 1: Una lettera)

Capitoli 2-14[modifica | modifica wikitesto]

Alla lettera dunque è allegato un dossier composto da tredici documenti o gruppi di documenti storici, di varia datazione e provenienza, cronologicamente ordinati, a partire dal più antico. Ciascun testo, relativo a una diversa "traccia" del misterioso quinto vangelo, è preceduto da una breve presentazione nella quale il professore illustra l'importanza del documento e riferisce tempi e circostanze del suo ritrovamento.

(Titoli e numerazione dei capitoli: 2. Il manoscritto di Vivario; 3. La mappa del cielo; 4. Le leggende; 5. Il monaco greco; 6. Gli affioramenti; 7. Il ramo verde; 8. Il Vangelo dei Papi; 9. La storia di fra Michele minorita; 10. Il convito di Lione; 11. Il Cristo di Guardia; 12. La professione di fede di Pietro d'Artois; 13. Vita del cavalier Du Breuil; 14. La giustificazione del sacerdote Domenico De Lellis;)

Capitolo 15: Lettere di discepoli[modifica | modifica wikitesto]

In coda alla documentazione storica, Bergin unisce alcune lettere inviategli dai suoi allievi e collaboratori le quali, chiarisce il professore

«mi sono parse tra le più sintomatiche, tra le più adatte, comunque, sia a mostrarle in atto il nostro lavoro, sia a metterla a parte del clima della nostra scuola.»

(Capitolo 15: Lettere di discepoli)

Capitolo 16: Una risposta alla risposta[modifica | modifica wikitesto]

La risposta del prelato romano giunge due mesi dopo, troppo tardi per Bergin che nel frattempo è morto. Il testo è omesso da Pomilio e ci è dato di conoscerne il contenuto, solo in parte e indirettamente, dalla lettera che a sua volta la segretaria di Bergin, Anne Lee, invia a Roma. “Una risposta alla risposta” è appunto il titolo assegnato al Capitolo 16, che svela molte circostanze rimaste fino a quel momento nell'ombra. Emerge in primo luogo il fatto che la ricerca del gruppo, da "storica" e "documentaria", sembra essersi trasformata in "avventura esistenziale", portata avanti anche al di là di ogni concreta speranza di successo. Nel riconfermare quindi la fedeltà di tutti i componenti al progetto di Bergin e nel replicare alle scettiche considerazioni del sacerdote, Anne Lee introduce nuovi e risolutivi argomenti:

«Lei comprende … come mai la sua risposta … non abbia avuto il potere di modificare i nostri progetti: … quanto essa contiene di scoraggiante o di deludente … assomiglia troppo alle obiezioni che già ci siamo poste noi e, al limite, agli stessi dubbi che ha sempre avuti Bergin. … Tra i tanti temi da lei svolti … uno in particolare avrebbe, credo, toccato Bergin: là dove lei si domanda se oramai la sua ricerca non avesse per posta qualcosa di più remoto … Da buon conoscitore d'anime lei ha veduto giusto: e il nuovo scritto che le mando ne è, ritengo, la conferma.»

(Capitolo 16: Risposta a una risposta.)

Si tratta di un testo teatrale “Il quinto evangelista”, composto da Bergin stesso, come Anne chiarisce, sulla base di un abbozzo di atto unico lasciato incompiuto dal parroco di Colonia. Nell'inviarlo al prelato, Anne Lee lo presenta come "il punto d'arrivo … della lunga meditazione sui Vangeli iniziata tanti anni fa" da Bergin che attraverso i personaggi in gioco rivela sé stesso, i dubbi, le intuizioni e i dialoghi interiori fino all'apparire dell'elemento della "fede" che in conclusione sembra assumere un aspetto risolutivo.

Capitolo 17: Il quinto evangelista[modifica | modifica wikitesto]

Nella finzione teatrale, altamente drammatica e carica di tensione, è rappresentato un pubblico dibattito, ambientato nella Germania degli anni quaranta, nel quale sono messi a confronto personaggi dei vangeli, emblematiche figure contemporanee e un misterioso "quinto evangelista", tutti impegnati in un'appassionata discussione sulla vera identità e natura di Gesù.

Il testo, costruito su un intricato gioco delle parti, si chiude con un "colpo di scena" che implicitamente propone la soluzione sul mistero del quinto vangelo:

«Lentamente il Quinto Evangelista si leva in piedi … liberandosi nel frattempo della benda che ha attorno al volto. Quando l'ha fatto si scopre, tra il silenzio dei presenti, un uomo che ha il volto stesso di Gesù.»

(Capitolo 17: Il Quinto Evangelista.)

La chiave dell'intero romanzo però sembra affidata al testo di una "novelletta", un testo brevissimo che Anne Lee scopre tra le carte del professore dopo la sua morte e trasmette al segretario della commissione:

«Un uomo andava pellegrino cercando il quinto evangelio. Lo venne a sapere un santo vescovo e, per l'affetto d'averlo veduto vecchio e stanco, gli mandò a dire queste parole: "Procura d'incontrare il Cristo e avrai trovato il quinto evangelio.»

(Capitolo 16: Una risposta alla risposta)

Incipit[modifica | modifica wikitesto]

«Al Rev. M.G., segretario della Pontificia Commissione Biblica, Roma
Caro signore, suppongo che il modo migliore di presentarmi (il mio nome, per quel che conta, lo troverà in fondo a questa lettera) sia di raccontarle dal principio la mia storia.
La storia d'un uomo, si sa, può cominciare in vari modi: può cominciare in un qualsiasi paesino della costa orientale degli Stati Uniti, dive un ragazzo americano né acquiescente né ribelle, diligente quanto basta e vivace quanto basta, si dedica puntualmente ai suoi studi e ai suoi giuochi. Può cominciare quando un giovane s'innamora per la prima volta e sperimenta per la prima volta le proprie introversioni e l'amarezza di sentirsi diverso, tagliato fuori (è un'esperienza, credo, normale: in me fu più forte), oppure il giorno in cui una guerra sconosciuta lo sradica dall'università dove lavora tranquillo con la speranza di conseguirvi una cattedra in storia e lo sbatte su un'Europa abbuiata e dilaniata.
La mia però -quella che conta veramente- è cominciata pochissimi mesi prima della fine di quella guerra, allorché all'improvviso venni strappato al piccolo reparto che avevo comandato fino a quel giorno e chiamato a Colonia, dove avevano bisogno d'un ufficiale capace di maneggiare il tedesco, e quindi in grado d'occuparsi dei nostri rapporti coi tedeschi.
A Colonia arrivai che quasi era sera, una di quelle sere che sanno di vecchiezza ….
»

(Incipit)

Considerazioni sull'opera[modifica | modifica wikitesto]

Il quinto evangelio va considerato come il vero capostipite di un fortunato filone di romanzi storici, proseguito qualche anno dopo la sua pubblicazione (1975) con Il nome della rosa di Umberto Eco (1980) e I dodici abati di Challant di Laura Mancinelli (1981).

Si tratta di un romanzo innovativo, dall'impianto complesso e dai molteplici volti, che rappresenta in sintesi l'avventura della coscienza cristiana, sempre in conflitto tra lo spirito e la lettera del Vangelo, tra l'obbedienza alla Chiesa e la libertà della propria personale ricerca, tra la "verità rivelata e l'attesa di una verità che debba ancora manifestarsi".

Le molte anime dell'opera si riflettono sul suo aspetto formale che presenta a un tempo numerose caratteristiche: dal romanzo all'epistolario, dall'antologia all'opera teatrale, dal saggio storico-biografico all'indagine filosofico-religiosa.

Il Quinto evangelio è costruito sulla base di un racconto "di cornice" (la ricerca del libro) al cui interno sono contenute altre storie dalle quali emergono personaggi che in altri luoghi e in altri tempi hanno dedicato a quella stessa ricerca la vita, fino a perderla. In questo senso presenta tutte le caratteristiche di un'opera antologica poiché, va rimarcato, ciascun documento costituisce opera a sé stante e può essere letto in modo del tutto autonomo.

Da un altro punto di vista l'opera non è altro che un carteggio, formato da tre lettere che si incrociano tra loro, quella di Bergin a "M.G." (segretario della pontificia commissione biblica), la risposta di questi, (che conosciamo però solo indirettamente), e infine la lettera di Anne Lee, (segretaria di Bergin), che in luogo del professore nel frattempo scomparso, risponde al prelato romano. La prima lettera e l'ultima contengono allegati fondamentali per lo svolgimento del racconto.

Si tratta naturalmente nel suo complesso di una storia assolutamente fantastica, costruita però con le rigorose sembianze di una vera ricerca storica, con il corollario di documenti che Pomilio costruisce o falsifica, rielaborando e usando liberamente documenti storici realmente esistenti (come il Chronicon Casauriense) oppure creandoli assolutamente da zero. In tale contesto assume grande rilievo l'aspetto “documentario e bibliografico” che pervade ogni pagina del romanzo, accostando il vero e il falso con grande perizia e verosimiglianza.

Scrive Pomilio nel colophon:

«Occorre appena, credo, avvertire che questa è un'opera d'invenzione e che le stesse fonti che si menzionano o sono immaginarie (e la più parte sono tali), o sono adottate con la massima libertà. Un caso a parte è però rappresentato dalla "Storia di fra Michele minorita"[1], un effettivo rifacimento (camuffato, come s'è visto, dietro un altro rifacimento) dell'omonima narrazione scoperta e pubblicata per l'appunto nel 1864. Quanto alla "Giustificazione", il lettore avrà già intravisto in controluce qualche prestito dall'autobiografia di Giannone[2] e dalle memorie di Da Ponte

In sostanza, su una intelaiatura di base, costituita da fatti e circostanze realmente accadute, Pomilio introduce elementi di fantasia che forzano la realtà storica piegandola alle esigenze della finzione narrativa e si sviluppano sulla falsariga di una serrata indagine filosofica e religiosa.

A ogni pagina infine sembra sottesa la domanda se il libro cercato, vero protagonista del romanzo, sia reale o se sia solo un “mito” dietro il quale si nasconde, in simbolo, la ricerca della verità o meglio la propria personale ricerca di Dio e del significato dell'esistenza.

Nel settembre del 1975, pochi mesi dopo la pubblicazione del romanzo, l'atto unico Il Quinto evangelista, fu messo in scena a cura dell'Istituto del Dramma popolare di San Miniato e del Teatro stabile dell'Aquila, per la regia di Orazio Costa, con la consulenza di Mario Pomilio.

Opere dal titolo "Quinto Vangelo"[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo Quinto Vangelo o Evangelio è associato, formalmente o solo di fatto, a numerose opere letterarie. Tra le altre:

  • Con l'appellativo "Quinto vangelo" è il vangelo intitolato Vangelo di Tommaso che ha avuto molte edizioni. Si veda ad esempio: Il quinto Vangelo di Tommaso Apostolo; traduzione e commento di Mario Pincherle, il Vangelo di Tommaso col testo copto a fronte tratto dal manoscritto del Nilo ; ricerche e note bibliografiche di Luigi Palazzini Finetti, Ancona, Filelfo, 1980, 1983;
  • Jacques Bénigne Bossuet (1627 –1704) vescovo francese definì "Quinto evangelo" il "De imitatione Christi" ("Imitazione di Cristo"), opera attribuita a Tommaso da Kempis (1380-1471);
  • Rudolf Steiner, (1861-1925), fondatore dell'Antroposofia, usò spesso il termine Quinto Vangelo nelle sue conferenze, cfr Rudolf Steiner, Il quinto Vangelo, ricerca dalla cronaca dell'Akasha, sette conferenze tenute a Oslo dal 1 al 6 ottobre 1913 e a Colonia il 17 e 18 dicembre 1913, Milano, Antroposofica, 1989;
  • Ezio Taddei (Livorno. 1895 - Roma 1956), Il quinto Vangelo, Roma, A. Mengarelli, 1950; Vicenza, La locusta, 1970; Taddei, scrittore anarchico, usò questo titolo per un suo libro incentrato su una libera e personale interpretazione della figura del Cristo;
  • Nel 1969, quando era ancora parroco, Giacomo Biffi, poi cardinale di Bologna, compose un testo dal titolo Quinto Evangelo in cui fingeva la scoperta di un nuovo vangelo, un quinto, che "correggeva" i quattro vangeli canonici. Lo scritto di Biffi ha avuto numerose edizioni: Il quinto Evangelo, Milano, Ancora, 1970, 1971; Casale Monferrato, Piemme, 1994, 1995; Nuova edizione del 2007 aggiornata, Bologna, Edizioni Studio Domenicano, 2007;

Premi ricevuti da Pomilio per "Il quinto evangelio"[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Pomilio, Il quinto evangelio, Rusconi, cap. 17.
  • Nuova edizione, con postfazione di Gabriele Frasca e nota archivistica di Wanda Santini, e con tre scritti accessorii dell'Autore, Roma, L'Orma (collana Fuori Formato), 2015.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia di fra Michele minorita, come fu arso in Firenze nel 1389, con documenti risguardanti i Fraticelli della povera vita, testi inediti del buon secolo di nostra lingua, a cura di Francesco Zambrini, Bologna, G. Romagnoli, 1864;;
  2. ^ Autobiografia di Pietro Giannone, i suoi tempi, la sua prigionia, a cura di Augusto Pierantoni; appendici, note e documenti inediti, Roma, E. Perino, 1890;

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Milano, Rusconi, (Collezione narrativa), 1975, 1976, 1977, 1978, 1979, 1980; 1983, 1985, 1991;
  • Milano, Rusconi, (edizione di 300 esemplari numerati), 1975;
  • Negli anni settanta, brani del Quinto Evangelio furono pubblicati da Pomilio nella rivista "Studi cattolici";
  • Bergamo, Euroclub, 1980;
  • Milano, Mondadori, (prima edizione negli Oscar narrativa, 1032), con introduzione di Fulvio Scaglione, 1990, 1995;
  • Milano, Tascabili Bompiani, con introduzione di Riccardo Scrivano; a cura di Nicoletta Trotta, 2000, 2006;
  • Il Quinto evangelista, Milano, Paoline, 1986, (Collezione Frammenti di vita, 6), accompagnato da una Breve storia d'una messinscena, scritta dallo stesso Pomilio, che riferisce sulla rappresentazione teatrale allestita dall'Istituto del Dramma popolare di San Miniato e dal Teatro stabile dell'Aquila, per la regia di Orazio Costa;
  • Nuova edizione "definitiva", con un saggio di Gabriele Frasca e nota archivistica di Wanda Santini, e con tre scritti accessorii di M.P., Roma, L'orma editore (collana «Fuoriformato - Nuova serie»), 2015. ISBN 978-8898038541

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

Numerose le traduzioni del romanzo in varie lingue, si segnala:

  • Das fünfte Evangelium, Berlin, Evangelische Verlagsanstalt 1977, 1986;
  • Le cinquième évangile, Paris, Fayard, 1977;
  • El quinto evangelio, Barcelona, España, Argos Vergara, 1979;
  • The Fifth Gospel, Hamilton Books, 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittoriano Esposito, Interpretazioni critiche del "Quinto Evangelio", Roma, Edizioni dell'Urbe, 1978;
  • Il "quinto Evangelio", In "Hermeneutica", 1983, n. 3, contiene
    • Carlo Bo, Il Vangelo della pace e della guerra, p. 119 e sgg;
    • Italo Mancini, Il quinto evangelio come violenza ermeneutica, p. 129 e sgg;
    • Piergiorgio Grassi, Il Vangelo nella storia, p. 141 e sgg;
    • Mario Pomilio, Lettura e creazione, p. 147 e sgg;
  • Maria Marchi e Carla Menotti, Il cristianesimo come profezia in Mario Pomilio, Roma, LAS, 1984.
  • Nell'edizione Mondadori, Milano 1990 (prima edizione negli Oscar narrativa), preceduta dall'introduzione di Fulvio Scaglione si trova una ricca documentazione: cenni biografici dell'autore, ampia bibliografia, antologia critica, "preistoria di un romanzo" e appendice: Le varianti del Quinto evangelista. Reca in copertina: La discesa agli inferi di Peter Hemmel.
  • Vito Moretti, La coscienza cristiana di Mario Pomilio”, in ID., Tra insidie e divagazioni. Ricerche e problemi di critica letteraria, Pescara, Tracce, 1992.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]