Il palco

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Il palco
Pierre-Auguste Renoir, La loge (The Theater Box).jpg
Autore Pierre-Auguste Renoir
Data 1874 circa
Tecnica olio su tela
Dimensioni 80×64 cm
Ubicazione Courtauld Gallery, Londra

Il palco (La Loge) è un dipinto del pittore francese Pierre-Auguste Renoir, realizzato nel 1874 conservato alla Courtauld Gallery di Londra.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Quello del palco fu un tema che godette di una notevole popolarità durante la stagione impressionista. Nell'immagine è riportato il dipinto Une loge aux Italiens (1874) della pittrice Eva Gonzalès

L'opera raffigura una modella di Montmartre di nome Nini Gueule de raie e Edmond Renoir, fratello del pittore, mentre si dilettano su un palco dell'Opéra di Parigi, uno dei maggiori enti lirici del mondo. Si tratta, dunque, di un episodio di quella vie moderne di cui parlava Baudelaire in una sua famosa critica d'arte al Salon del 1846: «L'eroismo della vita moderna ci circonda e ci avvolge [...] Modernità è tutto quanto è transitorio, fugace, contingente, una metà dell'arte, l'altra metà è l'eterno, l'inimitabile». L'opera rispetta fedelmente le prescrizioni di Baudelaire: non si rifugia, infatti, in temi storici o mitologici, ma si rivolge a uno spaccato di vita contemporanea della Parigi della Belle Époque, quella stessa Parigi celebrata dalle parole di un'operetta di Offenbach: «Tutto gira, gira, gira ... Tutto danza, danza, danza...». Esposta alla prima mostra degli Impressionisti, l'opera risulta venduta nel 1899 a Durand-Ruel, il quale nel 1925 lo cedette a Percy Moore Turnerm. Il dipinto fu poi acquistato da Samuel Courtauld, donde la sua collocazione attuale, alla Courtauld Gallery di Londra.[1]

L'opera, seppur dipinta in atelier, conserva la spontaneità delle opere realizzate in plein air, presentandosi agli occhi dell'osservatore con un marcato effetto di immediatezza, a tal punto da sembrare quasi un'istantanea fotografica. Brani di particolare preziosità pittorica sono l'opulento vestito della donna, il suo incarnato candido (il cui nitore viene ripreso e variato nella rosa che le adorna i capelli bruni) e gli orecchini, resi con poche, ma decise, pennellate. Edmond è colto mentre spia furtivamente gli altri astanti con il binocolo (non si cura nemmeno di guardare lo spettacolo), mentre la donna rivolge il suo sguardo all'osservatore, come se fosse in attesa di qualcosa. È evidente, tuttavia, che i due (non nella realtà, ovviamente) sono uniti da un intenso legame affettivo: Renoir lo ribadisce ponendo una continuità cromatica tra la striscia nera della veste di lei e la giacca di lui.[2]

Il palco, definita dal critico Longhi «il dipinto forse più felice dell'era moderna», è pittoricamente insigne anche per il complesso gioco di contrasti e di luci, per via del quale essa acquista notevolmente di concretezza. Riportiamo l'analisi di Maria Teresa Benedetti:

« Il palco colpisce per il nitore della tessitura o il richiamo fra toni in ombra e in luce che mettono a fuoco i rapporti tra le figure. Al di là della resa immateriale, si avverte la concreta sostanza di ogni cosa; un complesso tessuto di vibrazioni dilata la presenza della materia interrogata con ottimismo minuzioso seguendo i passaggi di colore e le sfumature più sottili: le forme, anche se non generano luce, sanno riceverla, partecipando della trasparenza atmosferica. Il dipinto [...] trova coerenza e unità nel contrasto tra il nero profondo, i bianchi saturi delle gamme degli altri colori e le tinte delicate delle arnagioni. Renoir mostra di saper risvegliare le sensazioni, mescolando facilità e volontà di piacere a una "prensilità" pittorica di grande sensualità »
(Maria Teresa Benedetti[3])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il palco, Art e Dossier. URL consultato il 18 marzo 2017.
  2. ^ Giovanna Rocchi, Giovanna Vitali, Renoir, in I Classici dell'Arte, vol. 8, Firenze, Rizzoli, 2003, p. 84.
  3. ^ Maria Teresa Benedetti, Renoir, in Art dossier, Giunti, 1993, pp. 24-25.

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