Il paese di cuccagna

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«Il popolo napoletano, che è sobrio, non si corrompe per l’acquavite, non muore di delirium tremens; esso si corrompe e muore pel lotto. Il lotto è l’acquavite di Napoli.»

(Matilde Serao, 1884[1])
Il paese di cuccagna
AutoreMatilde Serao
1ª ed. originale1890
Genereromanzo
Sottogeneresociale
Lingua originaleitaliano
AmbientazioneNapoli
ProtagonistiCarlo Cavalcanti, marchese di Formosa
CoprotagonistiBianca Maria Cavalcanti
AntagonistiDottor Antonio Amati
Altri personaggiPasqualino De Feo, detto l’Assistito, Gennaro Parascandolo, Donna Caterina Esposito, Donna Concetta Esposito, Cesare Fragalà, Luisella Fragalà, Dottor Trifari, Chiarastella, la fattucchiara, Don Crescenzo, Ninetto Costa

Il paese di cuccagna è un romanzo della scrittrice partenopea di adozione Matilde Serao, dapprima apparso a puntate nel 1890 sul quotidiano Il Mattino, e successivamente pubblicato nel 1891 dall’editore Treves di Milano.

Argomento[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo è suddiviso in venti capitoli che rappresentano una vera e propria denuncia della rovina morale e sociale della città di Napoli, perseguitata dal gioco del lotto. Attraverso le vicende di varie figure di ogni estrazione sociale, si assiste settimana dopo settimana alla caduta di intere famiglie prede del miraggio implacabile dell’ottenimento di una vincita milionaria al gioco d’azzardo. Il paese di cuccagna è un grande affresco del capoluogo campano, immortalato alla fine dell’’800, con cui Matilde Serao continua e completa il percorso iniziato con Il ventre di Napoli e proseguito con Terno secco.

Titoli dei capitoli:

  1. L’estrazione del lotto
  2. ll battesimo d’Angelina Fragalà, bella figlia di papà
  3. In casa Cavalcanti. Il convegno dei cabalisti
  4. Il dottor Amati. Suor Maria degli Angioli. In convento
  5. Il carnevale di Napoli
  6. Donna Caterina e donna Concetta; l’usuraia e la genitrice di gioco piccolo
  7. Gli affari di don Gennaro Parascandolo
  8. Il banco lotto di Don Crescenzo
  9. Le visioni di Bianca Maria
  10. Maggio e il miracolo di San Gennaro
  11. Idillio e follia
  12. Le tre sorelle. Chiarastella la fattucchiera
  13. La pasticceria in fallimento
  14. Il sequestro dell’assistito
  15. Il sacrilegio. Il bel sogno d’amor sparisce
  16. Il testamento di Pasqualino De Feo
  17. L’osteria di Babbasone. Il dichiaramento
  18. Si loca’'
  19. La «Via Crucis» di don Crescenzo
  20. Bianca Maria Cavalcanti

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2019 ne è stato tratto uno spettacolo teatrale prodotto dal Teatro Stabile di Napoli, scritto, musicato e diretto da Paolo Coletta, con Michelangelo Dalisi, Gennaro Di Colandrea, Carlo Di Maio, Ivana Maione, Alfonso Postiglione, Antonella Romano, Federica Sandrini, Eduardo Scarpetta, Antonella Stefanucci, Anna Rita Vitolo[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Matilde Serao, grandenapoli.it, https://grandenapoli.it/il-banco-lotto-a-napoli/.
  2. ^ [1]