Il padrino (film)

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Il padrino
Don Vito Corleone.jpg
Don Vito Corleone riceve Amerigo Bonasera
Titolo originale The Godfather
Lingua originale inglese, italiano, latino
Paese di produzione USA, Italia
Anno 1972
Durata 175 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere drammatico, gangster
Regia Francis Ford Coppola
Soggetto Mario Puzo (omonimo romanzo)
Sceneggiatura Mario Puzo, Francis Ford Coppola
Produttore Albert S. Ruddy
Casa di produzione Paramount Pictures
Fotografia Gordon Willis
Montaggio William Reynolds
Peter Zinner
Effetti speciali Paul J. Lombardi
Musiche Nino Rota
Scenografia Dean Tavoularis
Costumi Anna Hill Johnstone
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Edizione originale
Ridoppiaggio (2007)

Il padrino (The Godfather) è un film del 1972, prima pellicola della trilogia omonima firmata dal regista Francis Ford Coppola e interpretata da Marlon Brando con Al Pacino, James Caan, Robert Duvall, John Cazale, Richard S. Castellano, Gianni Russo, Talia Shire e Diane Keaton. La sceneggiatura, scritta da Coppola e Mario Puzo, è liberamente ispirata al romanzo omonimo scritto dallo stesso Puzo.

Il film è ambientato a New York in pieno dopoguerra, tra la fine degli anni quaranta e la prima metà degli anni cinquanta. Il protagonista è Don Vito Corleone, capo di una famiglia mafiosa divenuta col tempo una delle più potenti organizzazioni criminali della Grande Mela, grazie al rispetto e all'onorabilità ottenute dal patriarca e dai figli coinvolti nelle attività malavitose. Quando Don Vito rimane vittima di un'attentato da parte di un boss rivale, il figlio Michael Corleone comincia l'ascesa nell'impero criminale della famiglia, fino a diventare il nuovo "padrino".

Distribuito il 15 marzo 1972 in anteprima mondiale,[1] il film nel 1977 venne nuovamente pubblicato in VHS, in versione serial montato insieme al suo primo seguito.[2] Nel 1992, sempre per il mercato VHS, venne distribuita un'ulteriore versione con scene inedite, insieme anche alla terza parte, mentre nel 2007 la Paramount Pictures ha distribuito una versione restaurata e digitalizzata del film, con audio in dolby surround.[3]

Il Padrino fu acclamato dal pubblico in tutto il mondo e ottenne un forte impatto culturale, spaccando in due la critica internazionale. Alla sua uscita negli Stati Uniti il film incassò 135 milioni di dollari, frantumando il record del kolossal Via col vento.[4] La pellicola fece riemergere la Paramount Pictures da una difficile situazione economica,[5] oltre a ridare linfa alla carriera di Marlon Brando,[6], e consacrò il regista Francis Ford Coppola e il cast composto da Al Pacino, Robert Duvall e James Caan.[7]

Il film fu premiato con tre premi Oscar, su 10 nomination totali: miglior film a Albert S. Ruddy, miglior attore protagonista a Marlon Brando e miglior sceneggiatura non originale a Francis Ford Coppola e Mario Puzo. Insieme al suo seguito è considerato una pietra miliare della storia del cinema. Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al terzo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[8] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito al secondo posto.[9] Lo stesso istituto lo ha inserito al primo posto nella categoria gangster. È al secondo posto anche nella classifica dell'Internet Movie Database[10], mentre la rivista Empire lo considera come il film più bello di tutti i tempi, al primo posto in un elenco di cinquecento.

Il padrino ebbe due seguiti: Il padrino - Parte II nel 1974 e Il padrino - Parte III nel 1990.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« I'm gonna make him an offer he can't refuse. »

(IT)

« Gli farò un'offerta che non può rifiutare. »

(Vito Corleone)

New York, 1945. Vito Corleone, padrino della famiglia Corleone, è un immigrato siciliano. È diventato, dopo anni di crimine, principalmente nell'organizzazione del gioco d'azzardo illegale, nella prostituzione e nei racket sindacali, il più potente dei capi-mafia italo-statunitensi della città. La sua organizzazione gestisce un enorme giro di affari illegali. Coinvolge: l'iracondo primogenito Santino detto Sonny, Fredo, secondogenito ingenuo e poco intelligente e il figliastro Tom Hagen, brillante avvocato divenuto "consigliere" cioè braccio destro del capo. Il suo potere non si basa solo sulla violenza, ma anche e soprattutto sull'"amicizia". Il Capo elargisce "amicizia" a chi gli chiede favori e in cambio pretende devozione e riconoscenza assoluta. Egli ha così creato, negli anni, una rete di conoscenze e protezioni nel mondo cosiddetto "legale".

Dopo il fastoso matrimonio "alla siciliana" della figlia Connie, Corleone riceve Virgil Sollozzo, un pericoloso trafficante di droga chiamato "Il Turco", affiliato al clan Tattaglia, una delle cinque famiglie newyorkesi, che gli chiede protezione e l'appoggio finanziario di un milione di dollari per impiantare un traffico di stupefacenti di vasta portata. Il boss rifiuta il proprio appoggio al nascente affare della droga, nonostante il parere favorevole di Santino e di Tom. Scoppia così tra le famiglie mafiose una feroce guerra fatta di reciproci attentati ai principali capi e rappresentanti.

Quando viene a sapere che il padre è in pericolo di vita a seguito di un attentato, Michael Corleone, decorato della seconda guerra mondiale e unico figlio di don Vito a non essere stato sino ad allora coinvolto negli affari criminali della famiglia, convince il fratello Santino, che ha preso momentaneamente il comando, a farlo incontrare ad una cena con Sollozzo per ucciderlo, tendendogli un tranello durante l'incontro per trattare una tregua. Michael affronta così lo spacciatore di droga e il capitano di polizia corrotto che lo scorta, uccidendoli in un ristorante del Bronx. Per evitare di essere arrestato o ucciso, il giovane lascia quindi gli Stati Uniti e si rifugia in Sicilia. Qui incontra e si innamora di Apollonia, giovane siciliana che sposa, ma che morirà pochi mesi dopo in un attentato "al tritolo" cui egli scampa fortunosamente.

Nel frattempo, a New York, Santino cade in un'imboscata in cui rimane brutalmente ucciso. Appena ripresosi, don Vito riassume il comando e, colpito profondamente dalla morte del figlio, decide di porre fine alla faida convocando un incontro tra i capi delle principali famiglie mafiose per contrattare una tregua. Durante l'incontro, i boss decidono di permettere lo spaccio di droga, con alcune regole che tutti dovranno rispettare, pena una nuova guerra. In cambio della pace e della garanzia dell'incolumità di Michael, Don Vito accetta di porre le proprie protezioni giudiziarie al servizio del nascente affare.

Rientrato in America, Michael prende il posto di Sonny nella famiglia e in breve tempo il padre gli passa il comando ritirandosi a vita privata, continuando a consigliare il figlio da dietro le quinte. Nello stesso periodo, Michael sposa Kay Adams, sua vecchia fidanzata e compagna di college; da lei ha poi un primogenito, Anthony.

Alla morte del padre, avvenuta nel 1954, Michael riceve una proposta dai capi delle altre famiglie mafiose per stipulare un nuovo accordo di pace. Grazie ai vecchi consigli paterni, però, il nuovo boss sa che i capi delle cinque famiglie in realtà operano per esautorare la famiglia Corleone e sa che durante l'incontro lo uccideranno. Con un'abile mossa, anticipa gli eventi facendo uccidere uno ad uno i capifamiglia rivali e Moe Greene durante il battesimo del nipote, punendo con la morte anche chi lo aveva precedentemente tradito, ovvero il caporegime Tessio ed il cognato Carlo Rizzi, marito di Connie, che anni prima aveva tradito il fratello Santino, facendolo cadere in un'imboscata dei Barrese. Per ordine di Michael, Carlo è strangolato dal caporegime Peter Clemenza, padrino di battesimo e precettore mafioso di Santino.

Usciti dalla guerra di mafia, e una volta riacquistato il potere a New York, i Corleone completano i preparativi per trasferirsi in Nevada, a Las Vegas e a Reno dove il gioco d'azzardo, tradizionale attività familiare, si sta espandendo in forma apparentemente legale.

Informata da Connie, la quale, sconvolta, ha fatto irruzione nello studio accusando Michael della morte del marito, Kay chiede a Michael se quanto ha gridato la cognata è vero, ma Michael mentendo lo nega, non prima di averle "ordinato" di non fargli mai più domande sui suoi affari. La moglie tuttavia capisce la verità quando vede Michael nello studio del padre ricevere dai capiregime i deferenti omaggi dovuti al nuovo padrino.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

  • Marlon Brando è Don Vito Corleone, il patriarca della famiglia, sposato con Carmela e padre di quattro figli: Santino, Fredo, Connie e Michael. Fu Brando stesso a creare l'aspetto del suo personaggio, decidendo per un viso con una mascella marcata. Il successo del film risollevò la carriera dell'attore, che in quel momento sembrava quasi al tramonto.
  • Al Pacino è Michael Corleone, terzo figlio di don Vito e l'unico che non abbia preso parte agli affari criminali della famiglia. Succede al padre alla morte di quest'ultimo. Al Pacino ebbe, con questo ruolo, la notorietà internazionale che gli permise di entrare tra le star di Hollywood.
  • James Caan è Santino Corleone, primo figlio di don Vito; inizialmente tutti credono che sarà lui a succedere al padre, ma dopo essere rimasto gravemente ferito in un attentato don Vito sceglierà Michael. Con questo film Caan ottenne la sua prima nomination all'Oscar.
  • Richard Castellano è Peter Clemenza, uno dei capiregime della famiglia Corleone. Egli è un vecchio amico di don Vito e Salvatore Tessio.
  • Robert Duvall è Tom Hagen, figlio adottivo di don Vito, consigliere e avvocato di famiglia. Alla fine Michael, su consiglio del padre, gli toglierà la carica di consigliere.
  • Diane Keaton è Kay Adams, fidanzata e poi moglie di Michael. Insieme avranno due figli: Anthony e Mary.
  • John Cazale è Fredo Corleone, secondo figlio di don Vito; è il personaggio più goffo della famiglia. Si caccia spesso in guai grossi.
  • Talia Shire è Connie Corleone, unica figlia femmina di Don Vito. Si sposa con Carlo Rizzi, il quale spesso la maltratta.
  • Abe Vigoda è Salvatore Tessio, altro capo regime della famiglia insieme a Peter Clemenza.
  • Al Lettieri è Virgil Sollozzo, mafioso nemico dei Corleone; organizza l'attentato a don Vito e viene ucciso da Michael in un ristorante.
  • Gianni Russo è Carlo Rizzi, marito di Connie, che maltratta continuamente. Tradisce Santino facendolo uccidere.
  • Lenny Montana è Luca Brasi, sicario dei Corleone.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La genesi del film[modifica | modifica wikitesto]

Firma di Mario Puzo, autore del romanzo Il padrino, da cui è tratto il film

Il romanzo di Mario Puzo Il padrino nel 1969 vendette oltre nove milioni di copie e venne inserito nella lista dei miglior best-seller dal New York Times.[11] La Paramount Pictures cominciò ad interessarsi al romanzo nel 1967, quando il suo vicepresidente Peter Bart, dopo aver letto le prime sessanta pagine dell'opera, lo sottopose agli occhi della compagnia.[12] Bart disse che il libro era «...molto più di una storia di mafia», e offrì a Puzo 12.500 dollari per finire il lavoro, e altri 80.000 se avesse accettato di farne un adattamento cinematografico.[13][14] Nonostante il parere contrario del suo agente, Puzo, che all'epoca era sommerso dai debiti a causa della sua dipendenza dal gioco d'azzardo, accettò l'offerta.[15][16]

Così nel 1969 la Paramount acquistò i diritti de Il padrino, per farne un film di genere. Tuttavia all'interno della casa di produzione c'erano molte resistenze; il motivo principale era lo scarso successo ottenuto da La fratellanza, uscito nel 1968, interpretato da Kirk Douglas, Alex Cord e Irene Papas, un film diretto da Martin Ritt con ambientazione molto simile al romanzo di Puzo.[17] La pellicola venne criticata principalmente per il fatto di aver in qualche modo «simpatizzato per i mafiosi», dato che il protagonista è un boss italoamericano, e alcuni critici sostennero che lo scarso successo del film fosse da imputare alla trama, ritenuta troppo inverosimile.[18] Fu l'ultimo film prodotto dalla Paramount che, in seguito al flop commerciale de La fratellanza, entrò in una profonda crisi finanziaria, causata anche dai numerosi sforamenti di budget di alcune pellicole precedenti, per cui ci vollero ben due anni prima che tutto lo staff Paramount approvasse all'unanimità il progetto.[19]

Il 23 marzo 1970 Albert S. Ruddy venne scelto come produttore esecutivo, principalmente per la sua grande esperienza in film rivelatisi molto fortunati al botteghino, come la saga di James Bond.[20] Nelle intenzioni di Ruddy, il film al botteghino avrebbe dovuto rappresentare un risultato analogo a quello ottenuto nel 1967 da Gangster Story, che nel 1967 fece tintinnare le casse della Warner Bros.[21] Frank Sinatra fece pressioni sulla produzione. Cercò di far in modo che il personaggio di Johnny Fontane del romanzo di Puzo, ispirato alla sua figura, per via dei suoi presunti legami con Cosa nostra statunitense, non venisse a lui ricondotto.

Prima dell'inizio delle riprese, Joseph Colombo, boss della famiglia Colombo, iniziò una campagna per boicottare la realizzazione della pellicola, accusata di denigrare gli italoamericani ritraendoli tutti come mafiosi. Infine il produttore Albert S. Ruddy s'incontrò con Colombo e i due giunsero a un accordo: la parola "mafia" non sarebbe comparsa nel copione e nemmeno pronunciata nel film.

Regia[modifica | modifica wikitesto]

Il produttore Robert Evans, presidente della Paramount, era convinto che ci volesse un regista italo-americano.[20] Sergio Leone venne contattato per primo, ma rifiutò per dedicarsi a pieno tempo al suo ambizioso C'era una volta in America.[22] Peter Bogdanovich fu la seconda scelta del produttore, ma non si mostrò interessato.[23] Successivamente furono contattati Elia Kazan, Arthur Penn e Costa Gavras, ma rifiutarono.[24][25] L'unico regista che si dimostrò disponibile fu Sam Peckinpah che venne però allontanato dai produttori in quanto la sua idea era quella di trasformare la storia in una specie di western con ambientazioni gangster.[26][27]

Alla fine Evans puntò sull'italo-americano Francis Ford Coppola, nonostante le perplessità dei produttori perché era un regista semisconosciuto. La scelta di Coppola fu dettata anche da motivi economici, in quanto il cachet del regista di Detroit, appena trentaduenne, non era al livello di un regista affermato.[27] Coppola inizialmente declinò l'offerta poiché all'epoca, con la sua American Zoetrope e la Warner Bros, stava lavorando al fantascientifico L'uomo che fuggì dal futuro per la regia di George Lucas.[28] Alla sua uscita però il film si rivelo un flop commerciale, facendo sì che Coppola ricontattasse la Paramount e accettasse l'offerta.[29] Il 28 settembre 1970 Coppola venne ufficialmente annunciato come regista della pellicola.[30]

Tuttavia presto cominciarono i primi contrasti tra Coppola e i produttori: in primis perché il regista si rifiutò di spostare la collocazione temporale del film (gli anni quaranta e cinquanta) all'epoca delle riprese (1972);[31] inoltre Coppola volle trasferire l'ambientazione a New York, invece che nella città di Saint Louis, molto più economica della Grande Mela, e questo lo fece scontrare con vice-presidente Jack Ballard.[26] Tutto questo portò ad uno sforamento del budget:[31] all'inizio la cifra stanziata dalla Paramount per le riprese fu di 2,5 milioni di dollari,[31] che salirono a 4 per le riprese a New York,[31] per poi diventare quasi 7 milioni a causa del prolungamento della fase dei casting, di cui Coppola fu molte volte insoddisfatto.[32] Anche durante la scena dell'omicidio Sollozzo vi furono dei contrasti: Coppola fece riprovare la scena numerose volte agli attori che la interpretavano, e questo ritardò ulteriormente la fine della riprese, ponendo il regista ad un passo dal licenziamento.[20] Inoltre fu sempre la Paramount a spingere Coppola ad inserire più scene violente, nonostante il parere contrario del regista:[26] ad esempio la scena in cui Connie distrugge i piatti dopo aver scoperto il tradimento di Carlo fu inserita per quello, mentre la scena della morte di Sonny è una chiara citazione della scena finale di Gangster Story.[32]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Marlon Brando interpreta Don Vito Corleone, capo dell'omonima famiglia e protagonista del film

Il casting del film si rivelò problematico, a causa dei pareri negativi della Paramount sulle scelte di Coppola. La Paramount considerò dapprima l'idea di affidare la parte di Vito Corleone a Ernest Borgnine, Edward G. Robinson, Orson Welles, George C. Scott o Gian Maria Volonté.[33] Anche Burt Lancaster desiderava interpretare quel ruolo, ma non fu mai preso in considerazione.[34] Francis Ford Coppola era invece indeciso se dare la parte a Laurence Olivier o a Marlon Brando.[35] Olivier era però all'epoca troppo vecchio e malato per recitare.

La scelta definitiva di Coppola cadde così su Marlon Brando, di cui il regista era un grande ammiratore, perché secondo lui era «l'unico che poteva interpretare il padrino».[36] I produttori della Paramount, in primis il capo Robert Evans, erano però totalmente contrari all'ingaggio dell'attore, visti i recenti insuccessi di Brando.[19] Tuttavia accettarono di cedere alle insistenze del regista solo a patto di alcune condizioni che Brando avrebbe dovuto rispettare nel suo contratto:[37] l'attore avrebbe dovuto firmare un accordo in cui si impegnava a risarcire qualsiasi suo atteggiamento dannoso per la produzione;[36] Coppola si recò allora in California, nella residenza di Brando, per proporgli il ruolo.[34] L'attore, che all'epoca aveva quarantasette anni e un aspetto ancora giovanile, al provino per la parte decise di voler dare al suo personaggio una faccia da bulldog. Recitò con del cotone in bocca per appesantire le guance e apparire più anziano.[38] Questo trucco convinse definitivamente il regista e i produttori.

Al Pacino interpreta Michael Corleone, figlio di don Vito e successore del padre

Sin dall'inizio delle riprese, Coppola volle Robert Duvall nel ruolo di Tom Hagen.[19][36] Fu sempre Coppola a volere fortemente l'allora semisconosciuto Al Pacino nella parte di Michael Corleone.[39] Il regista dovette vincere le forti resistenze della produzione, che riteneva Pacino troppo basso per la parte e aveva offerto il ruolo a Jack Nicholson, Dustin Hoffman, Robert Redford e Ryan O'Neal.[19][20] Il regista infatti sosteneva che questi ultimi non avessero una fisionomia del viso riconducibile ai siciliani e alla fine ebbe la meglio.[19][20] Inizialmente persino James Caan fu sottoposto a un provino per il ruolo di Michael. La Paramount a causa dell'insistenza di Coppola arrivò quasi al punto di licenziarlo. A risolvere la situazione e tirare fuori dai guai Coppola ci pensò Marlon Brando che minacciò di abbandonare il set se il regista fosse stato sostituito.[40] Tuttavia, anche dopo avergli assegnato la parte, i produttori continuarono a non guardare di buon occhio Pacino e ad essere riluttanti su di lui, fino alle riprese della scena dell'omicidio di Sollozzo quando riuscì definitivamente a rompere il ghiaccio con la produzione, che alla fine si convinse.[41]

Robert De Niro fece un convincente provino per la parte di Sonny.[33] Tuttavia Coppola gli preferì James Caan, la cui candidatura era sostenuta apertamente da Brando. Un allora sconosciuto Sylvester Stallone venne sottoposto a un provino per il ruolo di Carlo Rizzi, così come Mia Farrow per quello di Kay Adams.[33][20] Bruce Dern, Paul Newman e Steve McQueen furono considerati per il ruolo di Tom Hagen che invece andò a Robert Duvall.[19][20][33] Per il ruolo di Connie Corleone, Francis Ford Coppola scritturò sua sorella, Talia Shire. La parte di Apollonia venne originariamente offerta a Stefania Sandrelli, che però non si mostrò interessata. Per tale ragione il ruolo venne interpretato da una giovanissima Simonetta Stefanelli, che all'epoca delle riprese non aveva ancora compiuto diciotto anni.[20][33]

Nella pellicola ci sono tre personaggi appartenenti alla famiglia di Francis Ford Coppola: Talia Shire, sorella del regista, nella parte di Connie; Carmine Coppola, suo padre, al pianoforte nella scena d'intermezzo della pellicola; infine una neonata Sofia Coppola nella parte di Michael Francis Rizzi, il bambino battezzato durante lo sterminio dei capi delle cinque famiglie.

Riprese e location[modifica | modifica wikitesto]

La scalinata del New York County Supreme Courthouse nel quale venne girata la scena dell'uccisione di Don Emilio Barzini

Prima dell'inizio delle riprese, il cast dovette sottoporsi a due settimane di prova, inclusa una cena in cui ogni attore avrebbe dovuto assumere le caratteristiche del proprio personaggio per tutta la sua durata.[42] Le riprese cominciarono il 29 marzo 1971 e durarono fino a inizio agosto, per un totale di 77 giorni di girato.[42][29] Si svolsero soprattutto a New York.[29] La prima scena girata fu quella in cui Michael e Kay tornano a New York dopo aver comprato i regali di Natale.[29] Sarebbe dovuta essere girata già il 23 marzo,[29] ma una raffica di neve costrinse il produttore Albert S. Ruddy a spostare l'inizio delle riprese di una settimana.[29][42] Le riprese principali a New York si conclusero il 2 luglio 1971;[29][42] successivamente Coppola chiese una pausa di tre settimane prima di andare all'estero per girare le scene in Sicilia.[29] Dopo la partenza del cast per la Sicilia, la Paramount rimandò la data d'uscita del film da dicembre 1971 alla primavera 1972.[42][29]

Marlon Brando amava molto fare scherzi sul set. Alcune "vittime" furono i due sventurati che in una scena del film, al ritorno a casa di Don Vito Corleone dall'ospedale, lo portavano su una barella in camera sua. Brando fece mettere con lui sotto la coperta una serie di pesi, in modo che tutto (barella, Brando e pesi) arrivasse a pesare quasi 300 kg.[42] Durante le riprese della scena del matrimonio di Connie, Lenny Montana, l'interprete di Luca Brasi, si dimostrò molto teso ogni volta che doveva recitare il proprio ringraziamento al padrino in occasione dell'invito alle nozze. Montana era estremamente nervoso all'idea di recitare nella stessa scena con un mostro sacro quale Marlon Brando. Coppola allora scrisse appositamente la scena in cui Brasi prova e riprova il discorso accanto al tavolo di Michael e di Kay Adams.[42][29] Quando cominciò la scena, Brando, per stuzzicare il collega, entrò sul set con un cartellino con scritto: "Vai a fare in...".[29] Nella scena in cui Johnny Fontane, ottenuto il favore riguardante il film a cui vuole partecipare, esce dalla stanza dove si trova Don Vito Corleone, quando apre la porta si può notare una donna che si ferma e che subito si fa da parte. Coppola afferma che in effetti era capitata per caso nella ripresa.

Il settecentesco Palazzo Trimarchi di Savoca, in Sicilia, luogo in cui venne girata la scena del bar dove Michael Corleone parla con il signor Vitelli, padre di Apollonia.

Il direttore della fotografia Gordon Willis inizialmente rifiutò di prendere parte alle riprese, perché la produzione era troppo "caotica" secondo lui.[34] In seguito accettò grazie alle insistenze di Coppola, che insieme a Willis decise di eseguire riprese di "formato tableau", ovvero per far sembrare ogni scena come dipinta in un quadro. Willis usò giochi di ombre e bassi livelli di luce per tutto il film per mostrare gli sviluppi psicologici della pellicola.[34] Willis e Coppola decisero di utilizzare molto di frequente svariati contrasti di luce e ombre, specie nelle scene iniziali. Ci fu invece un'inversione di tendenza per le scene girate in Sicilia, in cui vi è un aspetto più romantico e armonioso nelle inquadrature delle campagne, rispetto all'effetto delle scene ambientate a New York. Una delle scene più scioccanti del film è quella celebre della testa di cavallo mozzata nel letto, ottenuta da un mattatoio. Tuttavia non mancarono polemiche di gruppi di animalisti che criticarono fortemente la scena.[34] La scena della morte di Sonny venne girata a Mitchel Field di Mineola, dove furono costruiti tre caselli insieme a un guard rail.[34] La macchina di Sonny era una Lincoln Continental del 1941, con fori praticati appositamente per assomigliare a proiettili. Per girare la scena ci vollero tre giorni di riprese e il costo fu di circa 100.000 dollari.[34][29]

Molte scene vennero girate al Filmways Studio a East Harlem.[29] Le scene rimanenti furono girate in California, oltre a quelle in Sicilia, fatta eccezione per le scene girate a Las Vegas di cui la produzione poteva permettersi il costo.[34][29] Le scene ambientate a Corleone in verità furono girate in provincia di Catania, a Fiumefreddo di Sicilia, precisamente al Castello degli Schiavi. Altre scene furono girate a Forza d'Agrò, a Savoca e a Motta Camastra, in provincia di Messina. I luoghi del film furono scelti dal pittore Gianni Pennisi di Floristella, che curò anche l'insegnamento della dizione ad alcuni attori non doppiati, come Maria Carta. Le riprese terminarono il 6 agosto 1971, mentre nel corso della post-produzione furono fatti enormi tagli alle scene per rendere la durata consona ad un film dell'epoca (la durata originale era di circa 222 minuti).[29] Nel mese di settembre i produttori e Coppola, decisero di rimuovere gran parte delle scene incentrate sul personaggio di Sonny, perché ritenute superflue per la trama originale del film. Ci furono poi numerosi dibattiti con Coppola e Ruddy per il mancato coinvolgimento, nella post-produzione, del personale e del cast principale, proseguite anche dopo l'uscita del film.[29] Il film fu mostrato in anteprima al personale Paramount e agli espositori nel mese di novembre.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Anteprima e le varie edizioni[modifica | modifica wikitesto]

La Paramount Pictures tenne la première mondiale il 15 marzo 1972 a New York; i profitti vennero donati ai The Boys Club di New York[43]. Prima ancora della première, il film aveva già fatturato 15 milioni di dollari in oltre 400 teatri[44][45]. Alla prima parteciparono lo scrittore Mario Puzo, il produttore Albert S. Ruddy, tutto il personale Paramount capeggiato dal presidente Robert Evans, e il regista Francis Ford Coppola.[45] Vi presero parte anche molti membri del cast, da Al Pacino (insieme alla sua compagna dell'epoca Jill Clayburgh) a James Caan, oltre a diversi interpreti di ruoli minori come Diane Keaton, Gianni Russo e Al Lettieri;[45] al contrario non parteciparono alla première Marlon Brando, che all'epoca si trovava in Europa impegnato per le riprese del film di Bernardo Bertolucci Ultimo tango a Parigi, e Robert Duvall, a causa di forti rancori con il produttore Ruddy relativi al taglio delle scene del film.[45][43]Alla conferenza stampa Coppola rivelò di aver avuto contrasti con la Paramount, relativi soprattutto ai costi, ma di essere certo che il film sarebbe stato apprezzato come meritava.[43]

Il giorno dopo, il film venne proiettato nelle sale newyorkesi[46]. Il 22 marzo uscì nel resto degli Stati Uniti[46]; in Italia venne distribuito il 14 settembre 1972, mentre nel resto del mondo uscì fra giugno e novembre dello stesso anno.

The Godfather Saga (in italiano, The Godfather: 1901-1959) è il titolo della sequenza montata con i primi due film della saga[43], voluta nel 1977 da Coppola per finanziare il suo film Apocalypse Now.[43] Fu distribuita per la TV e il mercato VHS, la durata è di 434 minuti;[43] in Italia fu trasmessa da Canale 5 nel 1983, divisa in nove puntate, che ottennero grande successo (circa 9 milioni di spettatori) nonostante la concorrenza di Fantastico su Rai Uno, che totalizzò oltre 24 milioni di spettatori.[43]

Nel 1992 solo per il mercato VHS (5 cassette) fu montata un'ulteriore versione cronologica, Godfather Trilogy 1901-1980, comprendente anche la parte III, con scene inedite, per una durata complessiva 583 minuti. Questa versione è inoltre l'unica (oltre a quella in Blu-ray) a contenere l'unica scena dove appare in personaggio di Genco Abbandando, interpretato da Franco Corsaro, durante la quale, in punto di morte, riceve la visita di Don Vito e dei figli. Nel 2007 la Paramount ha prodotto una versione restaurata e digitalizzata dell'originale, con audio in Dolby Surround. Questa versione è stata fortemente criticata, a causa del ridoppiaggio ritenuto dai fan non all'altezza del doppiaggio originale che era caratterizzato dalle voci di Giuseppe Rinaldi e Ferruccio Amendola.[47]

Nel giugno 2008 fu inoltre distribuito un cofanetto DVD e Blu-ray della trilogia in cui Il padrino - Parte II includeva sia il doppiaggio originale in 2.0, sia un nuovo doppiaggio in 5.1 voluto da Coppola in persona e diretto da Rodolfo Bianchi. In questa nuova edizione è stato mantenuto il nome originale di Don Emilio Barzini (al posto di "Barrese").[48]

Date di uscita[modifica | modifica wikitesto]

  • USA, The Godfather, 15 marzo 1972
  • Giappone, Godfather (ゴッドファーザー Goddofāzā?), 15 giugno 1972
  • Brasile, O Poderoso Chefão, 7 luglio 1972
  • Uruguay, O Poderoso Chefão, 10 agosto 1972
  • Regno Unito, The Godfather, 18 agosto 1972
  • Germania, Der Pate, 24 agosto 1972
  • Irlanda, The Godfather, 25 agosto 1972
  • Italia, Il padrino, 14 settembre 1972
  • Argentina, El padrino, 20 settembre 1972
  • Svezia, Gudfadern, 27 settembre 1972
  • Finlandia, Kummisetä, 29 settembre 1972
  • Grecia, ο Νονός, 29 settembre 1972
  • Messico, El padrino, 4 ottobre 1972
  • Norvegia, Gudfaren, 16 ottobre 1972
  • Francia, Le parrain, 18 ottobre 1972
  • Spagna, El padrino, 20 ottobre 1972
  • Portogallo, 24 ottobre 1972
  • Belgio, 27 ottobre 1972
  • Australia, 2 novembre 1972
  • Danimarca, Godfather 26 dicembre 1972
  • Olanda, De peetvader, 18 gennaio 1973
  • Hong Kong, 11 ottobre 1973
  • Cecoslovacchia, Kmotr, 1º gennaio 1975

Doppiaggio italiano[modifica | modifica wikitesto]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film incassò circa 86 milioni di dollari[49] in USA, mentre in totale in America incassò oltre 135 milioni di dollari[50], rimanendo sempre al 1º posto nella classifica degli incassi più alti. Fu una sorpresa per la casa di produzione, che non si aspettava un incasso così alto. Uscito in altre nazioni, continuò ad avere un notevole successo, spaccando in due la critica internazionale ed entrando nell'immaginario collettivo del pubblico. Arrivò a incassare un totale di 286.234.000 $ in tutto il mondo.

In Italia la pellicola fu campione d'incassi della stagione, totalizzando circa 10 miliardi di lire, che, rivalutati, corrispondono a 58.202.000 euro, e rimarrà il maggior incasso di sempre fino al 2010 con l'arrivo di Avatar di James Cameron. Dal 1972 ad oggi Il padrino ha incassato in tutto il mondo 1.144.234.000 di dollari[51].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il padrino è da sempre considerato una delle migliori pellicole mai realizzate, e il capolavoro di maggior risalto della cosiddetta New Hollywood. Ricevette da tutto il mondo critiche che lo lodavano in tutti i sensi, anche da critici esperti e storici come Roger Ebert e Stanley Kubrick. Il film si trova al secondo posto nella Top 250 dell'Internet Movie Database, con un voto di 9,2 su 10, mentre su Rotten Tomatoes ha una valutazione positiva del 99% con un voto di 9,2/10, e si trova al 7º posto della lista dei migliori 100 film della storia[52]. Su Metacritic il film ha una valutazione di 100/100 e si trova invece al 1º posto nella Top 100[53]. La pellicola ottenne dieci nomination ai Premi Oscar 1973, aggiudicandosene tre: miglior film (Albert S. Ruddy), miglior attore protagonista (Marlon Brando), miglior sceneggiatura non originale (Mario Puzo e Francis Ford Coppola).

Marlon Brando rifiutò il suo Oscar e non si presentò alla cerimonia di premiazione, come atto di protesta verso i maltrattamenti agli indiani, nativi d'America, da parte degli Stati Uniti e di Hollywood. Al suo posto inviò alla premiazione una nativa americana di nome "Sacheen Littlefeather" per leggere il suo discorso di protesta. Brando fu il secondo attore della storia del cinema che aveva rifiutato tale premio. Al Pacino invece boicottò la premiazione. Sostenne che il suo personaggio era comparso per più tempo nel film di quello di Brando e quindi dovesse essere lui a ottenere la nomination come miglior attore e Brando quella per miglior attore non protagonista.

Nel 1990 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[54] Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al terzo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre in quella del 2007 è salito al secondo posto, dietro a Quarto Potere di Orson Welles ma prima di Casablanca. Inoltre la celebre battuta «Gli farò un'offerta che non potrà rifiutare» pronunciata da Don Vito Corleone (Marlon Brando) si trova al secondo posto nella classifica delle cento migliori battute di tutti i tempi; si trova poi al 1º posto nella classifica dei migliori film gangster di tutti i tempi.

Insieme a Via col vento è il film con più passaggi in TV della storia (135). Trasmesso per la prima volta su Rai Uno nel novembre 1974 ha ottenuto un ascolto di oltre 25 milioni di spettatori, risultando tuttora il film più visto di sempre in TV.[senza fonte]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Il padrino (colonna sonora).

I sequel[modifica | modifica wikitesto]

Il regista Francis Ford Coppola diresse due seguiti per la prima pellicola, sempre tratti dall'opera di Mario Puzo: Il padrino - Parte II nel 1974 e Il padrino - Parte III nel 1990.

Differenze tra film e romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Il padrino (romanzo) § Differenze tra il romanzo e i film.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2006 è stato creato il gioco ufficiale per PC e console multipiattaforma. In esso il protagonista è un affiliato ai Corleone, che compie la propria ascesa nella famiglia, partendo dal livello più basso fino a ricoprire il ruolo del padrino. Il tutto con, sullo sfondo, le vicende della pellicola.
  • Il videogioco Conker's Bad Fur Day omaggia il film tramite il personaggio di Don Weaso, una donnola boss della mafia del gioco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The 30th Annual Golden Globe Awards (1973), in HFPA, Hollywood Foreign Press Association. URL consultato il 15 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2014).
  2. ^ IMDB - The Godfather a Novel for Television
  3. ^ Esce il padrino in versione restaurata
  4. ^ I maggiori incassi di tutti i tempi
  5. ^ Il padrino - Paramount Pictures
  6. ^ [1]
  7. ^ [2]
  8. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  9. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
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  11. ^ "The Godfather" Turns 40, su CBS News, CBS Interactive Inc., 15 marzo 2012. URL consultato il 15 luglio 2014 (archiviato il 17 luglio 2014).
  12. ^ Template:Cit.
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  15. ^ Template:Sfn
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  17. ^ Michael L. Geczi and Martin Merzer, Hollywood business is blockbuster story, in St. Petersburg Times, 10 aprile 1978, p. 11B. URL consultato il 15 luglio 2014.
  18. ^ Jack O'Brian, Not First Lady on TV, in The Spartanburg Herald, 25 gennaio 1973, p. A4. URL consultato il 15 luglio 2014.
  19. ^ a b c d e f Hillel Italie, 'Godfather' films have their own saga, in The Daily Gazette, Associated Press, 24 dicembre 1990, p. A7. URL consultato il 15 luglio 2014.
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  21. ^ Dave Kaufman, Bonnie and Clyde, in Variety, 9 agosto 1967.
  22. ^ Roger Fristoe, Sergio Leone Profile, Turner Classic Movies. URL consultato il 16 luglio 2014 (archiviato il 16 luglio 2014).
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  25. ^ Royce Webb, 10 BQs: Peter Bogdanovich, su ESPN.com, ESPN Internet Ventures, 28 luglio 2008. URL consultato il 16 luglio 2014 (archiviato il 10 novembre 2013).
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  27. ^ a b "The Godfather" Turns 40, su CBS News, CBS Interactive Inc., 15 marzo 2012. URL consultato il 15 luglio 2014 (archiviato il 17 luglio 2014).
  28. ^ Marcus Hearn, The Cinema of George Lucas, New York City, Harry N. Abrams Inc., 2005, p. 46, ISBN 0-8109-4968-7.
  29. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Errore nell'uso delle note: Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore DVDcom
  30. ^ David L. Ulin, Author demystifies never-ending fascination with 'The Godfather', in The Sun, 21 novembre 2007. URL consultato il 15 luglio 2014.
  31. ^ a b c d Francis Ford Coppola’s The Godfather opens, su History, A&E Television Networks, LLC.. URL consultato il 16 luglio 2014 (archiviato il 4 luglio 2014).
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  33. ^ a b c d e "The Godfather" Turns 40, su CBS News, CBS Interactive Inc., 15 marzo 2012. URL consultato il 15 luglio 2014 (archiviato il 16 luglio 2014).
  34. ^ a b c d e f g h What Could Have Been... 10 Movie Legends Who Almost Worked on The Godfather Trilogy, su Oscars, Academy of Motion Picture Arts and Sciences, 2 aprile 2012. URL consultato il 15 luglio 2014 (archiviato il 30 marzo 2013).
  35. ^ World Features Syndicate, Marlon Brando played Don Vito Corleone in "The Godfather..., su Chicago Tribune, Tribune Company, 13 maggio 1991. URL consultato il 15 luglio 2014 (archiviato il 15 luglio 2014).
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  37. ^ All'epoca Brando era noto per il suo voler accettare soltanto ruoli dedicate a film impegnati nel campo della discriminazione razziale
  38. ^ Durante le riprese, il cotone fu sostituito da un particolare apparato costruito appositamente da un dentista, e oggi conservato in un museo dedicato al cinema di New York
  39. ^ Errore nell'uso delle note: Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore Look
  40. ^ Il Padrino, dopo 40 anni è ancora un mito - Panorama
  41. ^ Al Pacino: Rischiai di essere licenziato sul set del "Padrino"
  42. ^ a b c d e f g Mark Feeney, A Study in Contrasts, in WUTC, WUTC, 2006. URL consultato il 19 luglio 2014 (archiviato il 20 luglio 2014).
  43. ^ a b c d e f g The Godfather (1972) – Notes, Turner Classic Movies. URL consultato il 16 luglio 2014 (archiviato il 29 ottobre 2013).
  44. ^ The Godfather (1972), Box Office Mojo. URL consultato il 6 dicembre 2014.
  45. ^ a b c d The Godfather - Box Office Data, DVD and Blu-ray Sales, Movie News, Cast and Crew Information, The Numbers. URL consultato il 6 dicembre 2014.
  46. ^ a b The Godfather, in AFI, American Film Institute.. URL consultato il 15 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2014).
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  49. ^ Il padrino - Parte II - MYmovies
  50. ^ Godfather 1 all-time earner, in The Gazette (Montreal), Reuters, 9 gennaio 1975, p. 21.
  51. ^ La classifica aggiornata dei maggiori incassi di tutti i tempi!
  52. ^ Top 100 Movies Of All Time, su Rotten Tomatoes, Flixster, Inc. URL consultato il 3 luglio 2013 (archiviato il 19 luglio 2014).
  53. ^ Metacritic: Best Reviewed Movies, su Metacritic, CBS Interactive Inc. URL consultato il 13 aprile 2007 (archiviato il 18 luglio 2014).
  54. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 3 gennaio 2012.

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