Il nuovo proprietario del Castello de' Paperoni

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Il nuovo proprietario del Castello de' Paperoni è il quinto capitolo della Saga di Paperon de' Paperoni, maxiserie a fumetti realizzata dallo statunitense Don Rosa che narra la storia del papero più ricco del mondo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il nuovo proprietario del Castello de' Paperoni

Titolo originale:

  • The New Laird of Castle McDuck

D.U.C.K.: sulla parte piatta della mazza da golf, in caratteri allungati per simulare le scanalature di un ferro, nella quadrupla d'apertura


Capitolo precedente:

Capitolo successivo:

« Colle Fosco e le strutture che vi sorgono sono in vendita per il mancato pagamento delle tasse!
Firmato: Ufficio dello Sceriffo della Contea! »
(Saga di Paperon de' Paperoni)

Questo cartello accoglie i visitatori che si avvicinano al Castello de' Paperoni. La famiglia è in gravi ristrettezze economiche, ma in un giorno di pioggia ecco arrivare Paperon de' Paperoni che, carico dell'assegno di 10.000 dollari di Marcus Daly, dovrebbe ripianare completamente il debito con l'erario ed evitare che il Castello cada nelle mani dai Whiskervilles.

L'accoglienza per l'ultimo del Clan è appannaggio della sorella Ortensia, che mentre ramazza sulla testa uno dei Whiskervilles, urla al fratello:

« Paperone! Torno subito per dirti quanto mi sei mancato! »
(Ortensia de' Paperoni, Saga di Paperon de' Paperoni)

Dopo i convenevoli, però, si ritorna alla dura realtà: Argus Whiskervilles ed il cugino Fenton, sceriffo della contea, sono giunti con un giorno d'anticipo per sloggiare il Clan dalle sue terre natie. Per i Whiskervilles Paperone ha con sé l'assegno da 10.000 dollari, e dice una parola di troppo, menzionando il finto fantasma del duca Quaquarone con il quale ha sbiancato i capelli dei nemici di sempre. Questo dà ad Argus l'occasione di sfidare a duello Paperone (che viene schiaffeggiato con un guanto di una delle armature del castello!) e di elaborare un semplice, ma geniale piano: durante il duello, infatti, Fenton prenderà l'assegno per farlo sparire, scongiurando, così, il pagamento delle tasse da parte dei de' Paperoni.

Inizia il duello, che si protrae tra le enormi sale del castello e infine porta i contendenti all'esterno, su uno dei balconi. Quando, però, sembra che Argus stia per vincere, interviene il fantasma di Quaquarone, che consegna a Paperone spada e vittoria. Questa, però, dura poco: un fulmine colpisce la lama levata al cielo e fa cadere nel fossato il povero Paperone, che, colpito da uno dei massi del castello, perde i sensi per risvegliarsi nell'altro mondo con qualche anno di anticipo!

Le 4 tavole successive sono una splendida carrellata di avi di Paperone: si riconoscono subito Pancia di Ghisa de' Paperoni, Braccio di Ferro de' Paperoni, Malcolm de' Paperoni e Hugh lo Schiumatore de' Paperoni che rappresentano il Tribunale dei de' Paperoni. Viene anche citato Bambaluc de' Paperoni.

Il gruppo sta giocando una partita a golf, ma giusto per scrupolo e su insistenza di Quaquarone, decidono di consultare il Libro dei de' Paperoni: si scopre così che il problema sia stato generato dall'interferenza di Quaquarone, senza il quale Paperone avrebbe vinto comunque. Il tribunale, però, sembra propenso a tenerlo con sé, ma Quaquarone si batte per concedergli una seconda opportunità. Ogni avo ha qualcosa da obiettare contro Paperone, ma ad ognuno d'essi Quaquarone risponde con i rispettivi difetti; nonostante ciò e nonostante il futuro fulgido che aspetta Paperone, il tribunale ancora non si decide, almeno fino a che l'ultimo del Clan de' Paperoni non legge queste semplici parole sul Libro:

« Qui c'è scritto che diventerò "il più spilorcio, miserabile, strizzarape, avaro tirchioso della Terra!" »
(Paperon de' Paperoni, Saga di Paperon de' Paperoni)

Un'ovazione di gioia percorre l'intero Clan nella sua totalità, concedendogli, così, quella seconda opportunità richiesta da Quaquarone.

Paperone, senza ricordarsi nulla di quello che gli è accaduto, riprende i sensi ancora in acqua, con ancora da risolvere il problema di liberarsi dell'armatura. Utilizzando, però, la Numero Uno come cacciavite, riesce a liberarsi e, bagnato, con i vestiti stracciati e con l'elmo in testa e la spada in mano, ritorna al Castello dal portone principale, apparendo ai Whiskervilles come spietata e spettrale apparizione. Fattosi riconsegnare l'assegno, lo lascia in custodia al padre che corre subito in città per pagare le tasse, mentre Paperone tiene a bada i due manigoldi con la sua spada.

« Argus Whiskervilles: Ti dico io che cosa faremo! Ci sbarazzeremo di Paperone per sempre! »
« Fenton Whiskervilles: E, dopo di lui, salterà fuori un altro De' Paperoni! »
« Argus Whiskervilles: Ti sbagli! Paperone è l'ultimo del clan dei De' Paperoni! »
« Clan De' Paperoni: Già! L'ultimo di una lunga stirpe...e siamo tutti molto orgogliosi di lui »

Alla fine anche la pioggia finisce e, mentre i due Whiskervilles vengono messi in fuga dall'apparizione di tutto il casato de' Paperoni mentre si apprestavano ad uccidere Paperone (perdendo, dal terrore, tutti i capelli), questo ed il padre guardano al futuro con ottimismo, confortati dall'arcobaleno che compare dopo la tempesta!

« Proverò e riproverò! Non mi darò mai per vinto! Guarda laggiù, nella brughiera! C'è un presagio!
Lo terrò a mente! C'è sempre un altro arcobaleno! »
(Paperon de' Paperoni, Saga di Paperon de' Paperoni)

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La firma sull'assegno di 10.000 dollari che compare nella vignetta d'apertura è quella originale di Carl Barks.