Il monello della strada

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Il monello della strada
Monello della strada.jpg
Una scena del film
Paese di produzione Italia
Anno 1950
Durata 87 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1.37 : 1
Genere commedia, fantastico
Regia Carlo Borghesio
Soggetto Leo Benvenuti
Sceneggiatura Leo Benvenuti, Marcello Marchesi, Vittorio Metz, Glauco Pellegrini
Produttore Luigi Rovere
Casa di produzione Lux Film
Distribuzione (Italia) Lux Film
Fotografia Arturo Gallea
Musiche Nino Rota, Carlo Savina
Scenografia Luigi Ricci
Interpreti e personaggi

Il monello della strada è un film prodotto nel 1950 e diretto da Carlo Borghesio è il quinto e ultimo film che il regista e Macario girano insieme.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Carletto Po è un minatore emigrato in Argentina. L'uomo ha sposato per procura una giovane italiana, Anna. Una volta tornato in Italia si presenta a Torino per conoscere finalmente la moglie, ma purtroppo scopre che Anna è morta lasciando solo il piccolo figlio Paolo, avuto da una precedente relazione, e che ora è legalmente figlio di Carletto.

L'uomo cerca inizialmente di liberarsi del bambino, abbandonandolo per strada. Arrivato ad un Luna Park incontra una giovane misteriosa ragazza, che somiglia stranamente ad Anna, che lo invita a tenere con sé il bambino, cosa che Carletto fa, diventando in breve tempo amico di Paolino.

Un giorno però spuntano dei lontani parenti di Paolino, che si offrono di occuparsi del bambino al posto di Carletto; in realtà vogliono solo ottenere la procura sul piccolo, che sta per ereditare una grossa somma di denaro. Carletto lascia a malincuore che gli portino via Paolino, ma una visita della ragazza misteriosa gli aprirà gli occhi sulle vere intenzioni di questi parenti.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Regia[modifica | modifica wikitesto]

La regia del film è curata da Carlo Borghesio che dopo alcuni successi tra cui il campione d'incassi Come persi la guerra sancisce nuovamente il feeling che nel frattempo si è creato tra Macario e la macchina da presa.[1]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al protagonista Macario ormai celebre anche al pubblico cinematografico è da segnalare la presenza di Luisa Rossi nei panni della misteriosa Anna, quella di Saro Urzì nei panni del commissario e la presenza di Ciccio Jacono nei panni del piccolo Paolino.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato tra Torino e le colline piemontesi. La villa dei parenti di Paolino è Villa Abegg.

Le riprese alla Stazione di Torino Porta Nuova sono avvenute il 22 agosto 1950 con Macario che attirava su di sè l'attenzione di molti passeggeri che si trovavano a transitare da quelle parti.[2]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 12 dicembre 1950.[3]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

  • «Oltre alla solita convincente interpretazione di Erminio, il film si caratterizzava anche per la originale (e per i tempi audace) sovrapposizione tra cartoon e attori in carne e ossa: il fido cavallo ad esempio era il risultato della sapiente matita di un disegnatore, così come i cactus, le caverne e gli animaletti che facevano da sfondo alla parte più spettacolare del racconto».[4]
  • Un difetto del film è il suo eccessivo rifarsi al modello chapliniano: Il monello della strada «rifà il verso al più famoso “monello” di Charlie Chaplin. Anche se non si tratta di vera e propria copiatura, e malgrado le trovate a volte intellingenti, l'ombra del capolavoro chapliniano è troppo grande perchè il film possa reggere il confronto».[5]
  • Il rapporto di Macario con il figlio fa pensare a Chaplin (Il monello) e ci sono suggestioni anche da Clair (Paris qui dort, nella scena in cui tutti restano immobilizzati).[6]
  • «Ne è venuta una farsetta piuttosto grossolana, falsamente patetica, corriva e provinciale; tranne l’ultimo episodio (la vita d’una città si arresta per quindici minuti, tutto è immoto, tutti sono di pietra nel loro ultimo atteggiamento): un episodio ben condotto e ben sfruttato, che stranamente spicca nella mediocrità di tutto il resto».[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il monello della strada, torinocittadelcinema.it. URL consultato l'11 agosto 2015.
  2. ^ Una troupe d cineasti alla stazione di Porta Nuova in La Stampa, nº 199, 1950, pp. 2.
  3. ^ Il monello della strada Release Info, imdb.com. URL consultato l'11 agosto 2015.
  4. ^ Maurizio Ternavasio, Macario: Vita di un comico, Lindau, 1998, pp. 102, ISBN 9788871802411.
  5. ^ G. Santarelli, Il monello della strada in Rivista del Cinematografo, nº 3, 1951.
  6. ^ Gian Piero Brunetta, Identità italiana e identità europea nel cinema italiano dal 1945 al miracolo economico, Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli, 1996, pp. 208, ISBN 9788878601222.
  7. ^ La Stampa, Cinema e Musica - Il monello della strada in La Stampa, nº 303, 1950, pp. 4.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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