Il mondo dei robot

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Il mondo dei robot
Il mondo dei robot.png
Yul Brynner e James Brolin in una scena del film
Titolo originale Westworld
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1973
Durata 88 min
Rapporto 2.35 : 1
Genere fantascienza, western
Regia Michael Crichton
Soggetto Michael Crichton
Sceneggiatura Michael Crichton
Fotografia Gene Polito
Montaggio David Bretherton
Musiche Fred Karlin
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il mondo dei robot (Westworld) è un film del 1973 scritto e diretto da Michael Crichton.

Precursore del tema della macchina che si ribella all'uomo, viene da molti considerato un cult e contiene delle autocitazioni di Yul Brynner (che, nella parte del Pistolero, indossa nel film gli stessi abiti di scena da egli stesso usati nel 1960 per I magnifici sette).

Il mondo dei robot viene sovente accreditato come il primo film realizzato anche con l'ausilio della grafica computerizzata per i suoi effetti speciali. Si ritiene inoltre che proprio in questo film sia stata usata per la prima volta la definizione di virus in relazione al malfunzionamento della rete di computer.

Il film ebbe un seguito nel 1976: Futureworld - 2000 anni nel futuro diretto da Richard T. Heffron; nel 1980 fu realizzata la miniserie di 5 puntate Alle soglie del futuro (Beyond Westworld); nel 2016 la HBO ha prodotto la serie Westworld - Dove tutto è concesso (Westworld).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In un futuro prossimo (il film è ambientato nel 2000) lo sviluppo tecnologico permette la produzione di androidi (cioè robot di forma umana) praticamente indistinguibili dall'essere umano, in grado di imparare, mostrare emozioni e interagire con gli esseri umani.

Al fine di garantire il divertimento a facoltosi turisti (che pagano 1.000 dollari al giorno), viene inaugurato il parco a tema chiamato Delos[1] suddiviso in tre sezioni con rispettive ambientazioni storiche: Antica Roma, Medioevo e Far West[2]. I personaggi che interagiscono con gli umani sono tutti impersonati da androidi programmati per non danneggiare i visitatori, essere accondiscendenti e talora, vista la perfezione raggiunta, soddisfarli sessualmente. I robot sono seguiti da una sala controllo dotata di moderni computer e degli operatori umani attivi ininterrottamente.

Due turisti americani, John Blane e Peter Martin, giungono presso il villaggio western dove fanno presto la conoscenza di un "pistolero" che li sfida a duello. Martin ha la meglio e, a fronte del suo dubbio di aver colpito un turista, Blane gli mostra che la pistola - con pallottole vere - è dotata di un sensore onde sparare soltanto contro obiettivi "freddi" (come un robot) e non contro organismi che emanano calore.

Le cose però non sembrano andare per il verso giusto e dalla sala controllo si lamenta una crescente sequela di guasti e malfunzionamenti. In una riunione con il Direttore, dei tecnici dichiarano di ignorare il funzionamento e lo schema dei nuovi androidi, in quanto progettati e costruiti da altri robot di una generazione precedente, iniziando a dubitare dell'affidabilità di tali macchine dall'apparenza perfetta.

Le prime avvisaglie di pericolo si hanno quando un robot-serpente morde Blane ed una cortigiana-robot del padiglione medievale respinge vivacemente la seduzione di un turista, il quale a sua volta resta ucciso in un duello con un cavaliere androide.È solo l'inizio di una serie di disfunzioni a catena, che si diffondono nel sistema come un virus, rendendosi conto che per qualche ragione sconosciuta, i robot sono andati fuori controllo.

Il pistolero-robot ucciderà Blane e, contemporaneamente, nel padiglione romano, i robot daranno vita a una carneficina che dalla sala controllo sarà impossibile fermare, nonostante il distacco progressivo di tutte le fonti di energia elettrica. Saranno proprio i tecnici della sala a farne le spese perché gli ingressi e gli impianti di ventilazione si bloccheranno, condannandoli alla morte per soffocamento.

Martin, l'unico superstite riesce a neutralizzare il pistolero, dopo essere sfuggito a un lungo inseguimento che lo aveva portato dapprima nella zona dell'antica Roma e infine nel mondo medievale.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il soggetto fu rifiutato da tutte le compagnie cinematografiche: solo la MGM era interessata al soggetto, ma impose drastici tagli agli effetti speciali, concedendo a Crichton solo 6 settimane di tempo. Durante le riprese, un colpo a salve ustionò la cornea di Yul Brynner, che dovette rinunciare a portare le lenti a contatto lucide che davano lo sguardo speciale al robot del suo personaggio, così la produzione si dovette fermare per diverse settimane.

Il film fu realizzato in anamorfico Panavision.

L'unico effetto al computer fu quello ottenuto da John Whitney (esperto di effetti speciali) con le immagini in soggettiva del Robot/Brynner. Questo procedimento, molto difficoltoso per l'epoca, richiese mesi di lavoro per poche decine di secondi di girato.

Finite le riprese, il primo montaggio a detta della produzione era un disastro e non distribuibile. Venne così chiamato David Bretherton (premio Oscar per Cabaret) e con l'apporto di nuove scene il film fu pronto per la distribuzione. Nonostante questo i dirigenti della MGM non erano soddisfatti del lavoro svolto ma fecero uscire ugualmente il film, che a dispetto di tutto ebbe un grande successo commerciale.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane nel mese di dicembre del 1973.[3]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Alcune date di uscita internazionali nel corso degli anni sono state:

Il film fu trasmesso per la prima volta nel Maggio 1978 in seconda serata sulla allora Rete Due RAI, riscuotendo successo di ascolti ed il plauso degli spettatori.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« Il film è dominato dalla presenza magnetica di Yul Brynner, perfetto nella parte dell'inarrestabile pistolero-robot. Sguardo glaciale, camminata minacciosa e solenne, conferiscono al personaggio un'aria di fredda determinazione e danno allo spettatore la convinzione di vedere sullo schermo il gemello cattivo di Chris dei Magnifici sette. »

(Fantafilm[6])

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il contenuto palesemente fantastico (non sono ancora stati realizzati androidi con le capacità ipotizzate nel film), il tono cupamente drammatico che aleggia fin dall'inizio sul film lo rende inquietante: vent'anni prima di Jurassic Park (dal romanzo dello stesso Crichton), lo spettatore è disturbato dal pensiero che una macchina creata dall'uomo possa prenderne il sopravvento, e non basta il - tutto sommato - finale positivo a rassicurarlo, perché il fatto che la ribellione sia accaduta una volta non esclude che possa ripetersi. Crichton rielabora il tema classico della ribellione delle macchine mettendola in relazione con la complessità dei sistemi informatici, introducendo numerosi elementi che saranno poi citati in opere successive dello stesso genere (fra tutte Terminator), come l'idea di macchine progettate da macchine, che suggerisce un processo evolutivo che può andare fuori controllo e rivoltarsi contro gli esseri umani. Anche esplicitamente citata in Terminator è la sequenza finale dell'inseguimento, con riprese in soggettiva dal punto di vista del robot e la distruzione progressiva del robot (in particolare del suo volto) che ne rivela le interiora meccaniche e la sostanziale alienità.

Il film è rimasto fortemente impresso nella cultura popolare - soprattutto americana - ed è ampiamente citato; si pensi per esempio alla band britannica Westworld o ai numerosi riferimenti al film nella serie animata I Simpson e Futurama. Anche un episodio di Scooby Doo è esplicitamente ispirato all'ambientazione e alla trama di questo film[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ dal nome dell'isola greca di Delo
  2. ^ Nella versione italiana i nomi di queste tre città sono Romamunda, Medioevonia e Westernlandia (rispettivamente RomanWorld, MedievalWorld e WesternWorld, in quella originale).
  3. ^ Schermi e ribalte - Prime visioni Roma, in L'Unità, nº 336, 1973, p. 15.
  4. ^ (EN) Westworld Movie Info, rottentomatoes.com. URL consultato il 14 settembre 2015.
  5. ^ Schermi e ribalte - Prime visioni Roma - Il mondo dei robot (prima), in L'Unità, nº 335, 1973, p. 9.
  6. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Il mondo dei robot, in Fantafilm.
  7. ^ Le nuove avventure di Scooby-Doo, stagione 3, ep. 30, Da che parte per il west?

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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