Il mio paese inventato

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Il mio paese inventato
Titolo originaleMi país inventado
AutoreIsabel Allende
1ª ed. originale2003
Genereromanzo
Lingua originalespagnolo

Il mio paese inventato è il primo dei libri autobiografici di Isabel Allende, seguito da La somma dei giorni (2008).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nata in Perù da famiglia cilena Isabel Allende ha sempre considerato il Cile la sua patria, anche se oltre metà della sua vita è trascorsa all'estero. È per questo che oltre alla storia contemporanea del sudamerica sono i ricordi nostalgici a comporre questo libro autobiografico. Costretta a fuggire dal Cile dopo il golpe di Pinochet, dove lo zio Salvador Allende morì vittima del colpo di Stato, Isabel Allende con i due figli ed il marito si trasferì in Venezuela. Con la fama letteraria poi, si trasferisce in California col marito e guarda indietro ai suoi anni cileni, alla sua amata patria con tutte le sue stranezze e fattezze. Il romanzo è narrato in prima persona, con stile semplice, descrittivo e come sempre un po' ironico. Non usa un ordine cronologico, bensì si lascia andare ai ricordi di vita, svelando anche ciò che di vero o alterato è narrato nei suoi libri. Infatti molto della sua vita da adolescente emerge a tratti ne La casa degli spiriti, come la figura imponente del nonno, o quella grondante della bisnonna, e anche il padre che spesso nei suoi romanzi è vissuto come una triste assenza. Spiega le tradizioni cilene, ne fa confronti con il prima e il dopo, e ne racconta aneddoti personali. Insomma in questo romanzo l'autrice narra tutto ciò che le ricorda la sua antica patria, compreso le fantasticherie che lei stessa ha creato ed ha finito per creder vere.

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