Il mio nome è Remo Williams

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Il mio nome è Remo Williams
Titolo originaleRemo Williams: The Adventure Begins
Lingua originaleInglese
Paese di produzioneUSA
Anno1985
Durata121 minuti
Genereazione
RegiaGuy Hamilton
SoggettoWarren Murphy, Richard Sapir (dalla serie di romanzi)
SceneggiaturaChristopher Wood
ProduttoreLarry Spiegel
Casa di produzioneOrion Pictures
Distribuzione (Italia)CDE
FotografiaAndrew Laszlo
MontaggioMark Melnick
MusicheCraig Safan
ScenografiaJackson DeGovia
CostumiEllen Mirojnick
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il mio nome è Remo Williams (Remo Williams: The Adventure Begins) è un film del 1985 diretto da Guy Hamilton, basato sulla serie di romanzi The Destroyer di Warren Murphy e Richard Sapir.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Tutto ciò che posso prometterti è terrore per colazione, tensione per pranzo, esasperazione anziché sonno, le tue ferie dureranno due minuti se non ti uccideranno prima e se vivrai tanto da avere una pensione sarà un miracolo. »

(dai dialoghi del film)

Durante una ronda notturna il poliziotto senza famiglia Makin viene buttato in mare con la sua vettura dal reclutatore Mac. Dato per morto, con una plastica facciale e un nome nuovo, Remo Williams, viene addestrato da Chiun, maestro di Sinanju[1], per fungere da undicesimo comandamento in una organizzazione capeggiata dal direttore Smith, che si preoccupa di stanare e punire i colpevoli di nefandezze protetti dallo stato.

L'addestramento sarà duro ma Remo riesce, non senza ironia, a conquistare la fiducia del maestro (nonostante non sia coreano come lui), e ad apprendere abilità particolari quali schivare pallottole, camminare sul cemento fresco, non aver paura delle vertigini e non aver bisogno di armi.

Tutto ciò gli verrà utile quando, aiutato dal maggiore Fleming, integerrimo quanto lui, dovrà sfidare il cattivo di turno George Grove che costruisce armi difettose per il governo.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato a New York e in Messico.[senza fonte]

Nel film appare l'attore William Hickey nella parte dell'omino dell'attrazione del Luna Park dove Chiun vince il peluche della Pantera Rosa.

Opere derivate[modifica | modifica wikitesto]

È stata girata anche una puntata pilota per farne un telefilm ma non fu mai messa in onda in Italia[senza fonte]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il Morandini lo definisce "un thriller divertente sotto il segno dell'ironia e dell'umorismo. Dialoghi spiritosi, specialmente nel rapporto tra Remo e Chiung, sale e pepe del film."[2] Il Farinotti scrive: "Volutamente eccessivo, autoironico e divertente, il film è ricco di originali e acrobatiche scene d'azione."[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Arte marziale inventata: spacciato come il capostipite di tutte le arti marziali, il Sinanju non esiste, ma molti degli attori che fecero il provino pur di avere la parte dissero di esserne maestri.[senza fonte]
  2. ^ Il mio nome è Remo Williams - MYmovies
  3. ^ Il mio nome è Remo Williams - MYmovies

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Mereghetti, Dizionario del cinema 2004, Milano, Baldini Castoldi Dalai editore 2003, ISBN 88-8490-419-6.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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