Il mio nome è Khan

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Il mio nome è Khan
Il mio nome è Khan.png
Una scena dal trailer ufficiale
Titolo originaleMy Name Is Khan
Lingua originaleHindi, Inglese
Paese di produzioneIndia
Anno2010
Durata162 m
Generedrammatico
RegiaKaran Johar
SceneggiaturaShibani Bathija
Casa di produzioneFox Searchlight Pictures
Distribuzione in italiano20th Century Fox
MusicheShankar-Ehsaan-Loy
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il mio nome è Khan (titolo originale My Name Is Khan) è un film diretto da Karan Johar, uscito in India nel febbraio 2010, e presentato in Italia, fuori concorso, al Festival Internazionale del Film di Roma 2010.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Rizwan Khan è un uomo musulmano, cresciuto con la madre in periferia di Mumbai (India), a cui hanno diagnosticato la sindrome di Asperger; divenuto maggiorenne raggiunge il fratello a San Francisco (Stati Uniti) dove incontra Mandira, una ragazza madre di religione indù, di cui si innamora e con cui si sposa. La loro vita è tragicamente stravolta dopo l'11 settembre 2001, a causa della morte violenta del loro figlio, vittima di pregiudizi razziali e del clima di odio instauratosi con l'attentato alle torri, dai suoi stessi compagni di scuola.

Mandira, disperata, accusa Rizwan Khan di essere il responsabile della sua morte e lo scaccia via, e alla domanda di lui di cosa debba fare per farsi perdonare, ella nel mezzo della disperazione gli risponde che dovrà andare dal presidente e dire davanti a tutta la nazione "Il mio nome è Khan, e non sono un terrorista".

Khan però, dal profondo della sua ingenuità e determinazione, prende la cosa molto sul serio, e inizia un lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti per raggiungere Washington e parlare con il presidente. Lungo il suo viaggio compie opere di bontà e altruismo soprattutto aiuta gli sfollati di una piccola cittadina in Georgia dopo un uragano. Contribuisce anche all'arresto di un vero terrorista, il Dr. Faisal Rahman, ma, beffa nelle beffe, quando cerca di parlare al presidente viene accusamente scambiato realmente per terrorista, arrestato e torturato.

In prigione Khan sperimenta i sistemi di detenzione e interrogatorio riservati ai sospetti terroristi, ma grazie agli sforzi di due laureandi la sua storia finisce in televisione suscitando un misto di ammirazione e indignazione che contribuiscono a scoprire la sua vera storia e a farlo rilasciare. Tuttavia, proprio per aver fatto arrestare il Dr. Rahman, Khan viene accoltellato da uno dei suoi seguaci e portato in coma.

Alla fine la pazienza e la perseveranza di Khan vengono premiate quando, dopo essere guarito ed essersi riappacificato con Mandira, incontra in Georgia il presidente, al quale trasmette il suo messaggio, e a dire a tutta la città che lui non è un terrorista per tornare da Mandira dopo che lo aveva cacciato di casa dopo la morte di suo figlio.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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