Il maratoneta

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Il maratoneta
Il maratoneta.png
Laurence Olivier e Dustin Hoffman nella scena della tortura
Titolo originale Marathon Man
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1976
Durata 125 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85 : 1
Genere thriller
Regia John Schlesinger
Soggetto William Goldman
Sceneggiatura William Goldman
Produttore Robert Evans, Sidney Beckerman
Fotografia Conrad L. Hall
Montaggio Jim Clark
Effetti speciali Richard E. Johnson, Charles Spurgeon
Musiche Jules Massenet, Charles Mougeot, Franz Schubert, Michael Small
Scenografia Richard Macdonald
Costumi Robert M. Moore, Bernie Pollack
Trucco Ben Nye
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il maratoneta (Marathon Man) è un film del 1976 diretto da John Schlesinger, tratto dal romanzo di William Goldman (autore anche della sceneggiatura).

Trama[modifica | modifica sorgente]

Thomas Babington "Babe" Levy, timido e introverso studente di storia, si allena per la maratona e prepara la sua tesi di laurea sulla "tirannia" negli Stati Uniti, con l'ossessione di riabilitare la memoria del padre, caduto in disgrazia e suicidatosi durante il maccartismo. Durante un suo allenamento a Central Park assiste a un incendio causato da un incidente stradale in cui trova la morte l'anziano fratello del criminale di guerra nazista Christian Szell.

Il fratello di Babe, Henry "Doc", sotto le spoglie di affermato uomo d'affari del settore petrolifero, è in realtà un agente che opera nella cosiddetta "Divisione", un'agenzia diretta da Peter Janeway che si colloca nel limbo tra la CIA ed i servizi segreti. Doc svolge l'incarico di corriere per il trasporto dei diamanti di proprietà di Christian Szell, custoditi nella cassetta di sicurezza di una banca di New York di cui, oltre Szell, residente in una località segreta in Uruguay, solo il fratello deceduto nell'incidente stradale aveva la chiave.

Szell arriva segretamente a New York con l'intenzione di ritirare i suoi diamanti, mentre tutti i corrieri vengono uccisi in modo misterioso. Anche Doc scampa a due attentati mentre si trova a Parigi, ma nel momento in cui i due si incontrano Szell lo accoltella con un'arma retrattile che tiene nascosta nella manica; questo è l'anello che collegherà Babe - nel frattempo fatto sorvegliare da Elsa, un altro agente di cui Babe ingenuamente si innamora - al criminale nazista: Doc, ferito mortalmente, riesce a raggiungere la casa del fratello, spirando prima di poter confidargli alcunché sulla sua reale identità.

Szell, preoccupato dalla possibilità che Doc prima di morire possa avere fornito delle informazioni sui diamanti a Babe, lo fa sequestrare da Janeway e da due suoi complici e, per estorcergli le informazioni che ritiene Babe possa avere ricevuto, lo tortura sfruttando le competenze della sua antica professione di dentista, sino ad arrivare a perforargli un dente con uno specillo odontoiatrico, in una scena rimasta sinistramente celebre. Viene quindi svelato che Szell è ricompensato e tenuto nascosto dalla "Divisione" di Janeway in cambio di importanti informazioni sui criminali di guerra nazisti.

Scampato fortunosamente alla morte grazie anche alle sue doti di corridore, Babe, ferito, sconvolto e avvilito dalle rivelazioni sulla vera attività del fratello, si arma della pistola del padre ("rubata" dai suoi vicini portoricani che, su sua richiesta, svaligiano la casa sorvegliata dagli agenti e dai complici di Szell), che egli custodisce gelosamente fin dalla morte del genitore, e contatta Elsa per chiedere aiuto. Elsa lo attira però in una trappola, portandolo nella casa del fratello di Szell, dove poco dopo arrivano Janeway e i suoi due scagnozzi. Babe fa entrare i tre in casa, tenendo Elsa in ostaggio con la pistola, ma in un improvviso scontro a fuoco i due uomini di Janeway rimangono uccisi. Janeway rivela allora a Babe la banca in cui Szell andrà a ritirare i diamanti, ma mentre Babe sta abbandonando di corsa la casa afferra la pistola per inseguirlo e ucciderlo. Elsa urla per salvare Babe e Janeway le spara e la uccide; Babe a sua volta fredda Janeway sparandogli attraverso una finestra.

Intanto Szell si reca nel distretto dei diamanti di New York, sulla 47ma strada, per informarsi sul loro corrente valore, ma viene riconosciuto da due reduci dei campi di concentramento: una donna e un commesso di un negozio. La prima gridando cerca di attirare l'attenzione della folla indifferente verso il criminale nazista, e in un disperato tentativo di fermarlo viene investita da un'auto; il secondo riesce nel frattempo a raggiungerlo ma viene accoltellato da Szell con la stessa arma retrattile usata per uccidere Doc. Mentre il commesso viene soccorso agonizzante, il criminale prende al volo un taxi e si dà alla fuga verso la banca.

All'uscita dalla banca, dove ha ritirato finalmente i suoi diamanti, Szell trova però Babe che lo minaccia con la pistola e lo trascina dentro a una centralina di smistamento dell'acqua, situata nella zona lungo il "reservoir" di Central Park dove Babe svolge i suoi allenamenti per la maratona. Lì avviene il confronto finale tra i due: inizialmente Babe non sa cosa fare del criminale in quel momento nelle sue mani, e questi cerca di corromperlo offrendogli una parte dei diamanti, ma Babe rifiuta e risponde a Szell che potrà tenersi i diamanti che riuscirà a ingoiare. Szell dopo aver ingoiato un diamante si rifiuta di proseguire e aggredisce Babe con la sua lama retrattile, ma Babe getta la valigia con i diamanti verso l'acqua. Szell si getta per afferrarla, ma cade e rotola giù per una scala a chiocciola metallica, trafiggendosi con la sua stessa arma. Babe guarda il corpo di Szell affondare nell'acqua, e uscito dalla centralina getta la pistola nel reservoir come per liberarsi di tutto ciò che lo ha afflitto, incamminandosi senza voltarsi verso la sua nuova vita.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

La sceneggiatura del film segue piuttosto fedelmente il romanzo originale. La differenza più evidente è nel finale: sulla carta Babe spara a bruciapelo al suo rivale (in un parco e non all'interno di un acquedotto) e non mostra nessuna esitazione al contrario di ciò che accade sullo schermo, dove di fatto è lo stesso Szell ad uccidersi ferendosi involontariamente con il proprio coltello.

Cast[modifica | modifica sorgente]

I personaggi principali del film hanno tutti una caratteristica che li accomuna: un'ossessione per qualcosa che li tormenta:

  • Dustin Hoffman, Babe: vive tormentato dal ricordo del suicidio del padre, provocato dalla distruzione della sua carriera dopo le epurazioni del maccartismo; non ha amici, non ha vita sociale e passa il tempo a raccogliere informazioni dagli ex colleghi e dai vecchi conoscenti del genitore, lavorando a tempo pieno sulla sua tesi per riabilitarne la memoria.
  • Roy Scheider, Doc: vive con l'ossessione di non essere più il migliore o comunque all'altezza della sua pericolosa professione; sente il tempo che passa ed al pari del giovane fratello, non è riuscito a costruirsi una vita di relazione, costantemente impegnato ad uccidere o ad evitare di essere ucciso.
  • Laurence Olivier, Dott. Szell: vive solo e confinato in una non meglio precisata zona dell'Uruguay e come tutti i criminali di guerra è braccato, ma in lui non vi è il timore di essere catturato dato che, in ragione delle sue ricchezze, viene usato dalla Divisione; la sua ossessione è il timore che qualcuno possa impadronirsi dei diamanti e quindi renderlo inutile, vulnerabile ed indifeso.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

Nella versione originale del film, la sequenza della "tortura" di Szell a Babe durava molto di più, ma la reazione del pubblico all'anteprima convinse il regista a tagliarne gran parte. La domanda «È sicuro?» (en. "Is it safe?"), che Szell ripete varie volte a Babe, è stata inserita al 70º posto, dall'American Film Institute, nella classifica AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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