Il maestro di cappella

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Il maestro di cappella
Lingua originale italiano
Genere Intermezzo (monologo comico)
Musica Domenico Cimarosa
Libretto ignoto
Atti uno
Epoca di composizione tra il 1786 e il 1793
Prima rappr. ignota
Personaggi
  • Il maestro di cappella (basso)

Il maestro di cappella è un intermezzo comico composto da Domenico Cimarosa, probabilmente tra il 1786 e il 1793 basato su un libretto di produzione ignota.

L'operina è unica nel suo genere in quanto, diversamente da tutti gli altri intermezzi settecenteschi, vi è la presenza di un solo cantante, il maestro di cappella per l'appunto. Proprio per la particolarità di avere un personaggio soltanto non è stata ancora scartata l'ipotesi che questo lavoro fosse stato scritto originalmente come un ampliamento di un'aria per basso o di una cantata comica.

Questo componimento è una parodia del maestro di cappella settecentesco ed è affine come tipologia a quei lavori che satirizzavano l'ambiente teatrale, ai quali appartiene anche un altro lavoro scritto da Cimarosa nel 1786, L'impresario in angustie.

A confutare la prevalente tesi che il componimento cimarosiano sia da ascriversi al genere degli intermezzi, esiste un intervento del regista Marco Bellussi il quale, attraverso una circostanziata ricerca storica, giunge nel 2007 ad avvalorare la tesi che l'opera sia da catalogarsi quale cantata in forma scenica.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un maestro di cappella è intento nell'inserire nella musica un'aria in "stil sublime" seguendo i dettagli degli antichi maestri, ma quando l'orchestra inizia a provare il brano l'effetto è catastrofico, dato che ogni strumentista entra al momento sbagliato durante l'esecuzione. Il maestro quindi inizia a canticchiare volta per volta la parte di ogni strumento,in modo tale da far capire ad ognuno di essi quando deve iniziare a suonare; alla fine riesce nell'intento di far eseguire l'aria correttamente a tutta l'orchestra. Soddisfatto dal successo decide di provare un pezzo composto da lui stesso.

Libretto[modifica | modifica wikitesto]

Se mi dànno il permesso,
un'aria canterò;
non sono, no, di quelli
che si fanno pregare
e ripregare.
Sono di quei pochi
che della scuola antica
ci son restati.
Ah, dove son andati
quei celebri maestri
che sapevano tanto?
Canterò dunque un'aria
giacché tutti a sentirmi
pronti qui vedo;
ma stiano bene attenti
che un'aria canterò di stil sublime,
che fece apposta col suo gusto fino
il cavalier Scarlatti al Laterino.
Oboe, corni e violette
avranno ben a fare.
Violoncello, violini e contrabbaso
a suo tempo faran maggior fracasso.
Attenti, o miei signori,
con arco ben tenuto,
voi dovrete euguir qnel che dirò.

(ai Violini)
Quest'è il passo dei violini:
lai, lai, lai, la.

(gli Oboi suonano)
Cosa fate, oboe mio caro?
bio, bio, bio, bio.
S'incominci ancor il passo!

(il Contrabbaso suona)
Maledetto contrabbasso,
cosa diavol qui si fa?

(ai Violini)
Quest'è il passo dei violini:
lai, lai, lai, la.

(i Corni suonano)
Bla berlebla berlebla berlebla.
Oh, vi prego, deh, badate
e imparate a ben contar,
altrimenti non si va.

(ai Violini)
Quest'è il passo dei violini:
lai, lai, lai, la.

(le Viole suonano)
Le violette non ancora!

(il Flauto suona)
Zitto il flauto non ancora!
Ma che diavol qui si fa?

(il Contrabbasso suona)
Maledetto contrabbasso!
Cosa diavol qui si fa?
Qui si manca d'attenzione,
no, così, così non va.
Vi scongiuro in ginocchione,
ah, badate in carità.
Senza scaldarsi il sangue, e per principio,
badate a quel che dico:
nessun cominci il passo
se pria da me nol senta!
Pensate ch'io non sono
qui per farvi il buffone!

(ai Violini)
Quest'è il passo dei violini:
lai, lai, lai, la.
Oh, bravissimi! Va bene.

(alle Viole)
Quest'è quel delle violette:
la, la, la, la.
Bravi assai, o benedette!

(agli Oboi)
L'oboè così farà:
la, la, la, la,
bio, bio, bio, bio.
Molto bene in verità.

(ai Corni)
Or i corni vanno assieme:
la, la, la, la
bla berlebla berlebla berlebla.
Son contento, vanno bene:
or adesso unitamente,
via, sentiamo come andrà.
Bravi! Bene! Bravi assai!
Queste note a punta d'arco,
qui staccate, qui legate.

(rivolgendosi ogni volta ai singoli istrumenti)
L'oboe solo. Le violette!
Flauto solo! Presto i corni!
Qui fortissimo! Così!
Oh, che armonico fracasso!
Oh, che orchestra benedetta!
Io mi sento consolar.
Queste note a punta d'arco!
I violini e le violette!
Le violette con i corni!
I violini, il flauto solo!
Oboi, corni con il flauto!
I violini! Bravi!
Flauto solo! Bene!
Le violette! Bravi!
Oboe e flauto! Bravi!
Presto i corni! Bene!
Bravi! Bene! Bravi assai!
Oh, che armonico fracasso!
Oh, che orchestra benedetta!
Io mi sento consolar!
Bravi! Bravissimi!
Così va bene!
Son contento dell'assieme
che tiene ciascheduno
facendo la sua parte.
Perciò, e non vi spiace,
bramo provar un pezzo
di stil affatto nuovo.
Voltate ora le carte e s'incominci
un can abile Allegro;
ciò è di due colori,
come una salsa che ha vieppiù sapori.
I piani e i forti
vi prego d'osservare.

(il Contrabbasso suona)
Il contrabbasso
non dia quelle strappate
che fan cattivo effetto
nell'armonia .

(alle Viole e al Violoncello)
Violette e violoncello
s'accordin ben assieme nel passaggio
che ho fatto. S'incominci la battuta
con forza e calore, s'incominci
il gran morceau con strepito e vigore.
Ci sposeremo
fra suoni e canti,
sposi brillanti
pieni d'amor.

(ai Violini)
Voglio i violini.

(al Contrabbasso)
Voglio il violone.

(agli Oboi ed ai Fagotti)
Voglio il fagotto
con l'oboè.

(i Corni suonano)
No! No! No! No!
Questo strumento
non fa per me.

(al Flauto e alle Viole)
Orsù il flauto colla viola.
Tutta l'orchestra s'ha da suonar.
No, che di meglio si può trovar.
ci sposeremo
fra suoni e canti
sposi brillanti
pieni d'amor.

(ai Violini)
Voglio i violini!

(al Contrabbasso)
Voglio il violone.

(agli Oboi ed ai Fagotti)
Voglio il fagotto
coll'oboè.

(i Corni suonano)
No, no, no, no,
questo strumento
non fa per me.

(ai Violini)
Voglio i violini.

(al Contrabbasso)
Voglio il violone.

(alle Viole)
Le violette!

(al Flauto)
Ed ora il flauto!

(agli Oboi ed ai Fagotti)
Or, il fagotto
coll'oboè.

(i Corni suonano)
No, no, no, no,
questo strumento
non fa per me.
Tutta I'orchestra
s'ha da suonar.
No, che di meglio
si può trovar.
s'ha da suonar,
s'ha da suonar,
s'ha da suo...

(un momento di sospensione generale)

(a tutti i suonatori)
Vi ringrazio, miei signori;
proveremo ad altro tempo
un Andante, Allegro e Presto,
che faravvi stupefar.
Un Cantabile con moto,
un Larghetto, un Andantino,
che un talento sopraffino
non potrà giammai imitar.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ VeneziaMusica e dintorni, settembre 2007 editore Euterpe Venezia.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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