Il libro nero del capitalismo

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Il libro nero del capitalismo
Titolo originaleLe livre noir du capitalisme
AutoreMaurice Cury et al.
1ª ed. originale1998
1ª ed. italiana1999
GenereSaggistica
SottogenereStorico - Politico
Lingua originalefrancese

Il libro nero del capitalismo è un libro di Maurice Cury in cui vari studiosi analizzano i costi ed i danni provocati dal capitalismo nella storia. Il progetto nasce dall'iniziativa di un gruppo di storici ed intellettuali francesi "gauchisti", membri ed ex membri del PCF e del PCMLF, socialisti, radicali e detrattori del sistema capitalista. Tra i vari autori, spiccano Gilles Perrault, nota penna della sinistra francese, Jean Suret-Canal e Pierre Durand, due dei maggiori neostalinisti francesi, e Jacques Jurquet, capo del PCMF per vent'anni e grande ammiratore del comunismo asiatico, specialmente del maoismo. L'opera nasce in aperta polemica con Stéphane Courtois ed Il libro nero del comunismo.

Indice[modifica | modifica wikitesto]

  • Prefazione, Gilles Perrault;
  • Introduzione, Maurice Cury;
  • Le origini del capitalismo (XV-XIX secolo), Jean Suret-Canale;
  • Economia schiavista e capitalismo: un bilancio quantificabile, Philippe Paraire;
  • Fuoco, sono soltanto operai!, Roger Bordier;
  • 1744-1849, un secolo lionese: gli operai della seta di fronte ai cannibali del profitto, Maurice Moissonnier;
  • 1871: tradimento di classe e settimana di sangue, Claude Willard;
  • Repressione antisindacale, André Devriendt;
  • Le bande armate del capitale nella Francia repubblicana, Maurice Rajsfus;
  • La Grande guerra: 11.500 morti e 13.000 feriti al giorno per tre anni e mezzo, Jean-Pierre Fléchard;
  • Controrivoluzione e interventi stranieri in Russia (1917-21), Pierre Durand;
  • La Seconda guerra mondiale, Francois Delpla;
  • Sull'origine delle guerre e di una forma parossistica del capitalismo, Pierre Durand;
  • Imperialismo, sionismo e Palestina, Maurice Buttin;
  • Guerra e repressione: l'ecatombe vietnamita, Francois Derivery;
  • Massacri e repressione in Iran, Francois Derivery;
  • Genocidio anticomunista in Indonesia, Jacques Jurquet;
  • L'annessione indonesiana di Timor Orientale, Jacques Jurquet;
  • L'Iraq vittima del petrolio, Subhi Toma;
  • L'Africa nera sotto la colonizzazione francese, Jean Suret-Canale;
  • Algeria 1830-1998: dal capitalismo coloniale alla ricolonizzazione "mondializzata", André Prenant;
  • L'Africa delle indipendenze e del "comunismo" (1960-1998), Francis Arzalier;
  • Gli interventi statunitensi in America Latina, Paco Pena;
  • Stati Uniti, il sogno incompiuto: la lunga marcia degli afroamericani, Robert Pac;
  • Centenario di un genocidio a Cuba: la "riconcentrazione" di Weyler, Jean Laille;
  • Il genocidio degli amerindi, Robert Pac;
  • Il capitalismo all'assalto dell'Asia, Yves Grenet;
  • Le migrazioni nel XIX e nel XX secolo: un contributo alla storia del capitalismo, Caroline Andréani;
  • Capitalismo, corsa agli armamenti e commercio delle armi, Yves Grenet;
  • I morti viventi della mondializzazione, Philippe Paraire;
  • La mondializzazione del capitale: le cause della minaccia di una nuova barbarie, Francois Chesnais;
  • I banchieri svizzeri uccidono senza le mitragliatrici, Jean Ziegler;
  • La pubblicità è più efficace delle bombe: i crimini pubblicitari nella guerra moderna, Yves Frémion;
  • ...e se non bastasse l'abolizione del capitalismo..., Monique e Roland Weyl;
  • Appendice. Capitalismo e barbarie: riepilogo dei massacri e delle guerre nel XX secolo.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Meno fortunato de Il libro nero del comunismo, il testo ha comunque riscosso, soprattutto in Francia, un buon successo editoriale ed è stato tradotto in oltre una decina di lingue. Lo stesso Courtois ha polemizzato con tale scritto ne Il libro nero del comunismo europeo, definendolo un'accozzaglia alla rinfusa di guerre, carestie, eventi catastrofici di varia natura (tra cui le due guerre mondiali, il colonialismo, la tratta degli schiavi, lo sterminio dei nativi americani, la guerra del Vietnam, il golpe cileno del 1973, la dittatura argentina, il conflitto arabo-israeliano, la guerra d'Iraq, fino alle morti sul lavoro e alle crisi economiche), che vanno dal XV secolo in poi (ma che, secondo lo storico francese, non sono dissimili da avvenimenti capitati anche 3000 anni prima), e accusandone gli autori di faziosità. L'editore statunitense Harvard University Press decise di non pubblicare in lingua inglese lo scritto. Un anno prima, nel '97, la casa editrice ufficiale di Harvard aveva però pubblicato la traduzione de Il libro nero del comunismo. Secondo il quotidiano francese Le Monde, testata d'elezione per molti degli autori de Il libro nero del capitalismo, tale decisione avrebbe inficiato la credibilità della Harvard University Press come editore accademico super partes.[1]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le Monde, 14 novembre 1997

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]