Episodi di Tutto Totò

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1leftarrow.pngVoce principale: Tutto Totò.

La serie televisiva Tutto Totò, composta da nove episodi, è stata originariamente trasmessa dal 4 maggio al 6 luglio 1967 su Rai 1, fatta eccezione per l'episodio "Totò Ye Ye" che è stato trasmesso su Rete 4 nel 1997.

Titolo Prima TV
1 Il latitante 4 maggio 1967
2 Il tuttofare 10 maggio 1967
3 Il grande maestro 13 maggio 1967
4 Don Giovannino 18 maggio 1967
5 La scommessa 25 maggio 1967
6 Totò Ciak 8 giugno 1967
7 Totò a Napoli 13 giugno 1967
8 Totò Ye Ye 1997
9 Premio Nobel 6 luglio 1967

Il latitante[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver scontato sei mesi di reclusione per aver tentato di rubare un portafoglio sull'autobus, Gennaro Lapezza viene rimesso in libertà e può uscire dal Carcere di Regina Coeli. Nel suo saluto di commiato il direttore del carcere si augura che Gennaro possa cambiare vita e trovarsi un lavoro onesto, suggerendogli di chiedere aiuto ai suoi vecchi compagni.

Prendendo spunto dal suggerimento del direttore del carcere, a Gennaro viene in mente un piano per truffare delle persone benestanti. Si spaccia per un vecchio compagno di classe e racconta di aver investito un passante in un incidente stradale, mentre stava tornando dalla sua villa di Punta Ala a bordo della sua Jaguar.

Chiede poi ospitalità nella loro casa per tre giorni, il tempo necessario ad evitare l'arresto per flagranza di reato, usufruendo così di vitto e alloggio, e, essendo sprovvisto del portafoglio rimasto nel cruscotto della Jaguar, si fa anche comprare della biancheria intima, una valigetta di pelle, e prestare dei soldi per pagare l'avvocato difensore.

Dopo aver truffato in questo modo sia il signor Piceretti che il signor Melicardi, una sera, passeggiando in un Luna Park, prova a fare la stessa cosa con un signore impegnato al tiro a segno con il fucile. Ma stavolta ha scelto la persona sbagliata, perché si tratta di un ispettore di polizia al corrente della truffa, che lo fa arrestare nuovamente.

Il tuttofare[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Rosario de Gennaro è disoccupato e per ottenere qualsiasi incarico non da tregua agli addetti dell'ufficio di collocamento, assillandoli continuamente. Finalmente gli danno un lavoro: l'assistente di un noto parrucchiere della città: un certo Camillo. Il parrucchiere per prima cosa gli cambia il suo nome con "Lallo" perché "De Gennaro" secondo lui non è un nome d'arte e poi manda Rosario dai suoi clienti che aspettano.

Lallo come estetista si rivelerà un completo disastro distruggendo la capigliatura di una contessa, rimpicciolendo la grassa moglie di un notabile venuta per una sauna ed infine rompendo il piede ad un cliente venuto per farsi tagliare solo le unghie. Camillo esasperato caccia De Gennaro, ma questi non si dà per vinto e alla fine riuscirà a farsi assumere come balia "asciutta".

Il grande maestro[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mardoccheo Stonatelli è un uomo che si crede un vero compositore di musica, ma in realtà è un disastro totale e nessuno riesce a comprendere il suo talento. Perfino la moglie non lo sopporta più, visto che abitano in un monolocale diviso in due stanze solo da un armadio e dal bagno. Un giorno Stonatelli viene a sapere che a Roccacannuccia si sta cercando un direttore d'orchestra per il concerto della banda che si terrà la domenica successiva: Stonatelli non esita un secondo e subito accetta l'offerta.

Arrivato nell'unico hotel del paese, cominciano i guai perché la cameriera, un po' svampita, gli affitta una stanza che già era stata prenotata da altre due persone: un avvocato e un ammalato, senza che nessuno dei clienti sapesse della presenza dell'altro! Dopo una tremenda nottata passata a litigare con gli altri due inquilini, il maestro Stonatelli è pronto a dirigere la banda del paese, improvvisando la celeberrima gag dell' 'imitazione del tamburo' detta anche 'dei fuochi d'artificio', della 'processione con la candela'. Infine 'il grande maestro' percorrerà tutte le strade del paese inseguito dall'intera orchestra che intona "La fanfara dei bersaglieri".

Don Giovannino[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Barnaba Parmiggiani detto "Babà" è un posteggiatore di auto di un centro commerciale vicino alla bottega di fiori di suo cognato. Babà è un conosciutissimo playboy che si offre di sorvegliare le auto delle donne più belle e, possibilmente, sposate e mentre queste sono nel negozio a far compere Babà si scrive i loro indirizzi che prende dai libretti dentro le auto. Laura è una di queste: Babà la insegue fino al suo palazzo e, approfittando dell'assenza del marito (Castellani), entra anche lui. Il "Don Giovannino" però, dato che poco dopo rincasa il marito di Laura, si finge pazzo, dato che da pochi giorni si era sparsa la notizia di un pericoloso malato di mente evaso dalla clinica di cura, dando inizio ad una divertentissima serie di equivoci e gag esilaranti. Tutto si conclude nel più rocambolesco dei modi...

Barnaba torna affranto nel negozio di fiori dove il cognato gl'incarica di portare un pacco di fiori da una nota signora (Lualdi), Babà subito ne approfitta per tentare un secondo colpo e corre subito al negozio. La donna è sola, il marito è uscito un attimo e Babà comincia immediatamente a corteggiarla. Ma poco dopo entra il marito sconvolto perché il suo negozio di indumenti è sull'orlo del fallimento: solo l'anima di suo padre potrà dargli un consiglio. Babà intanto ha assunto la posizione di un manichino e teme le mosse del furioso venditore che intanto ha mandato via sua moglie e si sta vendicando contro i fantocci, responsabili secondo lui di tutte le sue sciagure. Anche qui, dopo una serie di situazioni divertentissime, Babà saprà trovare la via di fuga fingendo di essere l'anima del defunto genitore del commercialista, ordinandogli di lasciarlo andare con un paio di stoffe e non prima di avere abbracciato e baciato la sua consorte. Barnaba torna ancora una volta sconfitto nel negozio dove una donna brutta e anziana sta cercando informazioni: l'uomo la affida alle cure di Babà...

La scommessa[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Oberdan è il factotum di uno studio legale, ma purtroppo è timidissimo con le donne e rifiuta qualsiasi invito a casa o a cena. Nel suo ufficio tutti lo prendono in giro e la moglie del suo datore di lavoro arriva a scommettere col marito, l'avvocato Giulio Cesare, che riuscirà ad avere un appuntamento galante con lui.

Dopo aver fissato un incontro in una saletta riservata di un night club, Oberdan prova ad inventare delle scuse con il maître per evitare la serata romantica da solo con la signora. La donna però riesce a far sciogliere l'impacciato Oberdan e a vincere la sua ritrosia. L'avvocato è costretto a pagare la scommessa e, per gelosia, decide anche di licenziare il povero impiegato.

Alla fine la signora Bianca promette ad Oberdan di fargli riavere il posto di lavoro e gli fa dono del denaro vinto con la scommessa. Oberdan, in preda alla felicità, supera la sua timidezza e si tuffa nel divertimento notturno insieme con le altre donne presenti nel locale.

Totò ciak![modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Totò è un agente segreto che assieme al suo collega Sheridan deve sventare un complotto: prima si traveste da cow-boy e combina un disastro in un saloon, poi finisce in uno studio tv.

Totò a Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Totò è una guida non autorizzata che porta a spasso per Napoli un gruppo di turisti stranieri. Questi non sanno che egli non è altri che un imbroglione e tra i malcapitati ci sarà un portiere. Mentre Totò sta seduto a prendere un drink con una ragazza giunge il portiere furibondo che gli ordina di restituirgli le sessantamila lire che Totò gli ha rubato, ma questi rifiuta e la ragazza si offre di pagare per lui, non prima di aver chiesto ai due di cambiarle cento dollari, e se ne va. Totò e il portiere contenti ordinano un caffè ma, quando è il momento di pagare, non si accorgono che i cento dollari che hanno sono falsi, così vengono arrestati.

Totò yé yé[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Totò è un violoncellista che partecipa ad un concerto in un night club gestito da giovani ragazze che amano la musica tipica degli anni Sessanta. Infatti Totò si sente un pesce fuor d'acqua, perché è un uomo di altri tempi. Tuttavia anche lui, alla fine, decide di convertirsi al mondo dei "capelloni", e si crea una banda personale. Dopo una rissa, Totò viene portato in questura, ed ha un vivace e divertente scambio di battute con il commissario, che decide di sbatterlo in galera per infermità mentale. Nel frattempo, nel locale alla moda, continuano le spensierate canzoni.

Premio Nobel[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Corrado, nella veste di giornalista, si reca ad intervistare il professor Serafino Bolletta, probabile vincitore del prossimo Premio Nobel. Con grande stupore scopre che si tratta di un personaggio piuttosto bizzarro, indebitato con tutti i commercianti del quartiere, le cui invenzioni sono decisamente ridicole.

Una volta ricevuta la conferma ufficiale di assegnazione del Premio Nobel, il professor Bolletta decide di partire da solo per Stoccolma. Sul vagone letto del treno finisce nello stesso scompartimento dell'onorevole Cosimo Trombetta, dove ha luogo il famosissimo sketch tra Totò e Mario Castellani.

L'improvviso arrivo della seducente baronessa Simonetta Bagneroli della Stufa, che finge di essere inseguita da un violento spasimante e chiede ospitalità, crea lo scompiglio, anche perché ci sono soltanto due letti a disposizione. Alla fine la baronessa riesce a cacciare entrambi dallo scompartimento e a goderselo tutto per sé.

La baronessa accompagna il professor Bolletta durante la cerimonia di premiazione del Nobel e si impadronisce dell'assegno che viene consegnato al vincitore.