Il grande dittatore

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Il grande dittatore
Dictator charlie2.jpg
Charlie Chaplin nei panni di Adenoid Hynkel
Titolo originale The Great Dictator
Lingua originale inglese, esperanto
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1940
Durata 125 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1,37:1
Genere commedia, drammatico, guerra, satirico
Regia Charlie Chaplin
Sceneggiatura Charlie Chaplin
Produttore Charlie Chaplin
Casa di produzione Charles Chaplin Film Corporation
Distribuzione (Italia) United Artists
Fotografia Karl Struss, Roland Totheroh
Montaggio Willard Nico
Effetti speciali Ralph Hammeras
Musiche Charlie Chaplin, Meredith Willson
Scenografia J. Russell Spencer
Costumi Ted Tetrick
Trucco Ed Voight
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Doppiaggio originale

Primo ridoppiaggio (1972)

Secondo ridoppiaggio (1988)

Il grande dittatore (The Great Dictator) è un film statunitense del 1940 diretto, prodotto e interpretato da Charlie Chaplin.

Rappresenta una forte parodia del nazismo e prende di mira direttamente Adolf Hitler e il movimento nazista tedesco.

Per alcune sue peculiarità, è considerato un evento straordinario. Nel 1941 ottenne cinque candidature al premio Oscar, inclusi miglior film e miglior attore allo stesso Chaplin. Nel 1997 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1] Nel 2000 l'American Film Institute lo ha inserito al trentasettesimo posto nella classifica delle cento migliori commedie americane di tutti i tempi.

In Italia il film fu distribuito nel 1946 col titolo Il dittatore, poi cambiato ne Il grande dittatore a partire dalla riedizione del 1961.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il barbiere con Hannah

Durante una battaglia della prima guerra mondiale un barbiere ebreo, che combatte nell'esercito della Tomania (e più precisamente nella XXI divisione artiglieria) come addetto al funzionamento della grande Berta, un enorme cannone, si rende protagonista di un'azione eroica a bordo di un aereo e salva la vita dell'ufficiale Schultz. L'epilogo dell'azione, con il precipitare dell'aereo sul quale i due si trovano, comporterà per il barbiere la perdita della memoria.

Dopo molti anni passati all'ospedale, egli se ne allontana e fa ritorno alla sua bottega nel ghetto ebreo e si sorprende dell'atteggiamento dei militari che imbrattano i vetri del suo negozio con la scritta dispregiativa "jew". Reagisce al sopruso, in contrasto con la remissione degli altri abitanti del quartiere, suscitando le simpatie di Hannah, giovane e bella figlia del ghetto, anch'ella insofferente alle angherie e alle miserabili condizioni di vita alle quali Adenoid Hynkel, dittatore di Tomania, e i suoi scagnozzi la costringono da tempo. La rappresaglia dei militari agli sberleffi del barbiere e di Hannah prevederebbe l'impiccagione dell'uomo ad un lampione, se non intervenisse a scongiurarla il comandante Schultz, che riconosce nel barbiere il soldato che tanti anni prima gli aveva salvato la vita.

La protezione di Schultz e la richiesta inoltrata da Hynkel ad un banchiere ebreo per finanziare la sua campagna di aggressione al mondo, e in particolare la conquista di un paese vicino, l'Ostria (parodia dell'Austria), sono causa della temporanea pace nel ghetto e favoriscono lo svilupparsi della simpatia tra il barbiere e Hanna in un sentimento più profondo. Ma la gioia della serenità riconquistata ha vita breve, la negazione del finanziamento farà riprendere le persecuzioni più violentemente che prima.

Il rifiuto di Schultz alla realizzazione dell'invasione dell'Ostria gli costa la prigionia nel campo di concentramento, dal quale riesce però a sfuggire per rifugiarsi nel ghetto. Qui cospira con gli abitanti per eliminare il malvagio dittatore. Anche il barbiere partecipa all'intrigo, per quanto sia un po' riluttante di fronte all'eroismo invocato da Schultz. Ma la cospirazione fallisce e Schultz e il barbiere sono catturati e confinati in un campo di concentramento.

I dittatori Bonito Napoloni (Jack Oakie) ed Adenoid Hynkel (Charlie Chaplin).

Il progetto di invasione di Hynkel necessita della collaborazione dell'alleato dittatore di Batalia (Bacteria nell'edizione originale), Bonito Napoloni (Napaloni nell'edizione originale), marcata caricatura di Benito Mussolini, che ha schierato il suo esercito ai confini dell'Ostria. Hynkel lo invita nella sua residenza dove si assisterà ad un duello tra i due nel tentativo di entrambi di soggiogare psicologicamente l'altro. L'epilogo della visita di stato sarà l'accordo sull'Ostria.

Il piano di Garbitsch per la conquista prevede che Hynkel si travesta da cacciatore di anatre e spari da una barca su un lago un colpo di fucile quale segnale. Il colpo parte, l'invasione dell'Ostria è compiuta e Hannah e quanti con lei vi avevano trovato riparo si ritrovano nuovamente oppressi dagli stessi aguzzini che avevano lasciato in Tomania. Il dittatore però è caduto in acqua e, risalito a riva, senza l'uniforme militare e per la straordinaria somiglianza, viene scambiato dai suoi militari per il barbiere ebreo ed arrestato. Questi infatti era evaso dal campo di concentramento con Schultz poco tempo prima ed era pertanto ricercato.

Schultz si prodiga perché il barbiere venga ritenuto essere Hynkel affinché entrambi possano avere salva la vita ma quando, in perfetta uniforme da condottiero, dovrà tenere il suo primo discorso davanti al popolo dell'Ostria, il barbiere ebreo lancerà al mondo e alla sua Hannah, che ne riconosce la voce, una proclamazione di amore, libertà, uguaglianza e solidarietà tra gli uomini che le riaccenderanno la speranza in tempi migliori.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

« Più che in qualunque trovata comica, credo che il fascino di Chaplin stia nella sua capacità di riaffermare la verità – soffocata dal fascismo e anche, fatto piuttosto comico, dal socialismo – che vox populi è uguale a vox Dei e che i giganti sono vermiciattoli. »
(George Orwell[2])

I personaggi del film (a parte il barbiere ebreo, Schultz e Hannah) sono evidenti caricature dei personaggi reali, così come alcuni nomi che compaiono[3]:

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 novembre 1938, due giorni dopo la notte dei cristalli, Charlie Chaplin depositò la prima sceneggiatura presso la Library of Congress. Il titolo allora era The Dictator. Nella sceneggiatura erano presenti eventi realmente accaduti e oggetto di parodia come la visita di Mussolini in Germania e l'annessione dell'Austria alla Germania.

Il 3 settembre 1939 furono distribuite le copie della sceneggiatura. Nello stesso giorno l'Inghilterra dichiarò guerra alla Germania. La settimana successiva cominciarono in gran segreto le riprese del film.

Chaplin sapeva che la maggior parte dei mercati europei avrebbe rifiutato di distribuire, come avvenne. Malgrado ciò The Great Dictator fu il suo film più costoso grazie a un uso monumentale di comparse e per la ricchezza delle scene e dei costumi oltre che per la qualità del sonoro, Chaplin si espose al rischio di un fiasco commerciale da due milioni di dollari, oltre al fatto che era consapevole che il suo personaggio più celebre, Charlot, sarebbe di fatto "morto" una volta che avesse parlato, ma era fortemente motivato a non tacere in quel momento così cruciale della storia.

Sono presenti nel film degli elementi all'epoca censurati, come gli espliciti riferimenti alla razza ebraica e le scritte "jew" sulle vetrine dei negozi, tuttavia quando il film uscì gli equilibri politici erano molto cambiati rispetto al momento in cui Chaplin cominciò a lavorare alla sceneggiatura. Il nazionalsocialismo era ormai considerato (almeno per gli alleati) un nemico e osservato con timore. Vi fu perciò tra gli analisti chi accusò Chaplin d'essere stato troppo leggero nell'affrontare argomenti così delicati.

Una volta finita la guerra quando cominciarono a essere svelate le crudeli verità del nazismo Chaplin dichiarò: "Se avessi saputo com'era spaventosa la realtà di campi di concentramento, non avrei potuto fare Il grande dittatore; non avrei trovato niente da ridere nella follia omicida dei nazisti"[4]".

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Hynkel e Napoloni si fronteggiano lanciandosi addosso delle vivande

Il film uscì nelle sale il 15 ottobre 1940.[senza fonte]

Il film venne vietato in quasi tutta l'Europa dal 1940 al 1945 a causa del potere nazifascista che ne proibì la distribuzione.

In Italia il Minculpop emanò la seguente disposizione: "Ignorare la pellicola propagandistica dell'ebreo Chaplin" e anche la riedizione di The Great Dictator fatta nel 1961 rimase a lungo in censura: vennero infatti tagliate le sequenze in cui appariva la moglie di Napaloni, chiaro riferimento alla vedova Mussolini, unica persona vivente fra quelle a cui il film alludeva.

In Inghilterra il film venne inizialmente censurato per timore di peggiorare i già difficili rapporti diplomatici con la Germania; tuttavia proprio lo stesso anno la situazione tra i due belligeranti precipitò irreparabilmente e così, affrancata dalla censura, la pellicola vide la sua prima proiezione a Londra già nel 1941.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione italiana del film fu ridotta a 100 minuti circa; i tagli riguardarono, tra le altre cose, anche il discorso finale, che fu quasi dimezzato. Il doppiaggio, eseguito dalla C.D.C., si prese qualche libertà nell'adattamento.

Nel 1972 il film fu rieditato nei cinema in una versione da 110 minuti, privato di tutte le scene in cui appare Grace Hayle forse per non urtare la sensibilità di Rachele Guidi, all'epoca ancora in vita. Il nuovo doppiaggio, eseguito negli stabilimenti Fono Roma con la partecipazione della C.V.D., fu diretto da Roberto Bertea su dialoghi di Roberto De Leonardis. Furono incrementate le similitudini di Napaloni con Mussolini, ribattezzandolo Bonito Napoloni e facendolo diventare dittatore di Batalia. Inoltre gli venne assegnato un accento romagnolo e il soprannome che dà a Hynkel fu cambiato da Hinky a Hinkelino. Lo stesso doppiaggio fu riutilizzato nel 2002, quando il film venne ridistribuito in versione integrale e restaurata dalla BiM Distribuzione. Le scene mancanti furono doppiate per l'occasione direttamente negli Stati Uniti da un gruppo di attori italoamericani, ignorando completamente i suddetti cambiamenti nel personaggio di Napaloni.

Nel 1988 il film fu ridoppiato per un'edizione integrale in VHS edita dalla Skema. Il doppiaggio, utilizzato solo in tale occasione, fu diretto da Patrizia D'Agostino e Umberto Fizz su dialoghi dello stesso Fizz. Essi sono basati sulla versione francese e presentano alcuni errori di traduzione, inoltre il nome di Hynkerl diventa Astolf, Napaloni diventa Napoleoni (senza alcun riferimento al nome di battesimo) e lo stato di cui è dittatore viene chiamato Patania, l'Ostria fu cambiata in Austria e Garbitsch fu ribattezzato Gabritsch.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Una famosa scena del film: Hynkel gioca con il mappamondo.

In un passaggio del film, Charlie Chaplin taglia la barba a un suo cliente a ritmo di musica: il brano è la Danza Ungherese n. 5 di Johannes Brahms.

Nella celeberrima sequenza in cui Hynkel gioca con il mappamondo la musica in sottofondo è l'overture del Lohengrin di Richard Wagner, poi ripresa anche nella sequenza finale.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Influenza nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Essendo uno dei film più celebri della storia del cinema, la pellicola è stata citata in vario modo in numerose opere cinematografiche e non.

Nel fumetto La Lega degli Straordinari Gentlemen Adenoid Hynkel appare come uno dei principali antagonisti, svolgendo le veci di Hitler nell'universo immaginario in cui è ambientata la serie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 New Films to National Film Registry, Library of Congress, 18 novembre 1997. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  2. ^ Charlie Chaplin, Il grande dittatore di Charlie Chaplin, Time and Tide, 21 dicembre 1940
  3. ^ Il grande dittatore
  4. ^ The Great Dictator, su www.treccani.it. URL consultato il 12 gennaio 2016.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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