Il giocattolo

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Il giocattolo
Il giocattolo (film 1979).png
Nino Manfredi in una scena del film.
Titolo originale Il giocattolo
Paese di produzione Italia
Anno 1979
Durata 118 min
Rapporto 4:3
Genere Drammatico, commedia
Regia Giuliano Montaldo
Soggetto Sergio Donati
Sceneggiatura Sergio Donati, Giuliano Montaldo, Nino Manfredi
Produttore Claudio Mancini, Sergio Leone
Fotografia Ennio Guarnieri
Montaggio Nino Baragli
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Luigi Scaccianoce
Costumi Franco Carretti, Erminia Ferrari Manfredi
Interpreti e personaggi

Il giocattolo è un film del 1979 diretto da Giuliano Montaldo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Vittorio Barletta è un ragioniere romano emigrato nell'Italia settentrionale, che lavora come contabile presso una ricca e potente azienda di proprietà di un suo amico ed ex-compagno di scuola, Nicola Griffo, un individuo egoista e spregiudicato che non esita a sfruttare il suo nome in rischiose operazioni finanziarie, spesso al limite della legalità. Vittorio conduce un'esistenza grama ed insoddisfacente con sua moglie Ada, una donna dalla salute cagionevole e da diversi anni sofferente di forti emicranie. Un giorno, recatosi in un supermercato con la moglie, resta gravemente ferito ad una gamba in una sparatoria scoppiata durante una rapina.

Dimesso dall'ospedale, Vittorio frequenta per fini riabilitativi una palestra, dove fa la conoscenza di Sauro Civera, un navigato poliziotto napoletano con il quale stringe un'immediata e solida amicizia. Sentendosi sempre più vulnerabile, Vittorio decide di prendere un porto d'armi ed acquistare una pistola, che però gli viene rubata non appena uscito dal negozio. Egli tuttavia dimostra un talento naturale nell'uso delle armi da fuoco, una mira eccezionale che lo fa classificare primo in diverse gare di tiro. Una sera, per festeggiare, i due amici si recano in un ristorante ma Sauro riconosce fra i clienti un pericoloso ricercato. Malgrado Vittorio cerchi di dissuaderlo, egli tenta di trarlo in arresto, ma il bandito gli spara a bruciapelo uccidendolo.

Vittorio, sia pur sotto shock, impugna istintivamente la sua arma ed uccide uno dei complici, diventando un eroe mediatico. Da questo momento la sua vita, già di per sé vuota, diviene un vero e proprio calvario, essendo continuamente minacciato di morte da altri complici, e, come se non bastasse, le condizioni di salute della moglie peggiorano drasticamente. Dopo l'ennesimo messaggio intimidatorio, culminato con l'incendio doloso della sua automobile, i malviventi lo sorprendono fuori casa a tarda sera. Egli dapprima si finge in preda al panico ma, non appena il gruppo di criminali abbassa la guardia, estrae una pistola e, con assoluta freddezza e rapidità, li neutralizza gambizzandoli. Sopraggiunta la polizia ad arrestarli, finisce in manette lo stesso Vittorio, accusato di eccesso colposo di legittima difesa.

Scarcerato dopo alcuni giorni, al suo rientro a casa apprende che per sua moglie resti poco da vivere, ritrovandosi lui nella più totale solitudine ed impotenza. La figlia viziatissima di Griffo intanto, per fare un torto al genitore, con il quale ha un rapporto conflittuale, si reca a casa di Vittorio e lo seduce. Il padre, venutone a conoscenza, non esita a licenziare Vittorio, e con la scusa della sua situazione precaria si riappropria dei titoli a lui intestati. Sentendosi ormai ferito e abbandonato da tutti, Vittorio medita di vendicarsi e, armato, decide di recarsi dal suo vecchio datore di lavoro. Ada, ormai morente, cerca disperatamente di dissuaderlo, ma di fronte alla sua fredda e tenace ostinazione gli spara, ferendolo mortalmente.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella scena della sparatoria nel ristorante, recita una sconosciuta Lory Del Santo quale comparsa.
  • In un'intervista Manfredi afferma che si sarebbe discusso con il regista Montaldo sul finale, ipotizzando la feroce vendetta e la definitiva rovina del protagonista. Ciò tuttavia sarebbe sembrato antitetico con il tema, quello dell'insicurezza del cittadino medio italiano in epoca di Terrorismo e di recrudescenza criminale, quasi un invito a provvedersi di un'arma, innanzi all'impotenza delle Istituzioni.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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