Il gatto con gli stivali: I Tre Diablos

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Il gatto con gli stivali: I Tre Diablos
Tre Diablos.png
Gatto con i Tre Diablos
Titolo originalePuss in Boots: The Three Diablos
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2012
Durata13 min
Rapporto1,78:1
Genereanimazione, avventura, commedia
RegiaRaman Hui
SceneggiaturaTom Wheeler
ProduttoreGina Shay
Casa di produzioneDreamWorks Animation
Distribuzione (Italia)Universal Pictures Italia
MontaggioBret Marnell
MusicheMatthew Margeson, Henry Jackman
StoryboardPaul Fisher, Ryan Crego, Bill Riling, Darren Webb
Art directorPaul Westacott
AnimatoriShajo John, Riyad C.M.
Doppiatori originali
  • Antonio Banderas: Gatto con gli stivali
  • Gilles Marini: Capitano, Paolo
  • Charlotte Newhouse: Principessa Alessandra Bellagamba
  • Chris Miller: Prigioniero affamato
  • Walt Dohrn: Prigioniero assetato
  • Bret Marnell: Prigioniero della carta igienica
  • Miles Christopher Bakshi: Gonzalo, Don Timoteo Montenegro III
  • Nina Zoe Bakshi: Perla
  • Guillaume Aretos: Mormoratore
Doppiatori italiani
  • Antonio Banderas: Gatto con gli stivali
  • Marco De Risi: Capitano
  • Marco Mete: Paolo
  • Emanuela Rossi: Principessa Alessandra Bellagamba
  • Enrico Chirico: Prigioniero affamato
  • Stefano Santerini: Prigioniero assetato
  • Raffaele Palmieri: Prigioniero della carta igienica
  • Riccardo Scarafoni: Mormoratore

Il gatto con gli stivali: I Tre Diablos (Puss in Boots: The Three Diablos) è un film del 2012 diretto da Raman Hui. È un cortometraggio d'animazione direct-to-video, sequel del film Il gatto con gli stivali (2011) e distribuito il 24 febbraio 2012 come contenuto speciale nelle sue edizioni home video.[1] Prodotto sempre dalla DreamWorks Animation (ma l'animazione è realizzata dalla sua divisione indiana Technicolor India), il corto è ambientato pochi giorni dopo il film originale e ha come voce del protagonista sempre Antonio Banderas, sia nella versione originale sia in quelle italiana e spagnola. Il montatore Bret Marnell è stato candidato all'Annie Award per il suo lavoro sul film.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Gatto sta attraversando il deserto in sella al suo cavallo, quando viene catturato e portato al cospetto della principessa Alessandra Bellagamba. Il rubino "Cuore di Fuoco", il gioiello della corona del suo regno, è stato rubato dal ladro francese Mormoratore, e la principessa incarica Gatto di ritrovarlo. I cavalieri della principessa hanno catturato i Tre Diablos, complici del ladro, che si rivelano essere tre gattini incapaci di parlare e apparentemente pacifici, ma che terrorizzano la principessa e le sue guardie. I Diablos accettano di aiutare Gatto a trovare il nascondiglio segreto del Mormoratore in cambio della libertà.

Quando Gatto porta i Diablos nel deserto e li libera, essi rivelano la loro vera natura legandolo e seppellendolo vivo. Egli tuttavia riesce a liberarsi poco dopo e a catturare nuovamente i Diablos. Gatto progetta di riportarli in prigione per averlo tradito, ma viene a sapere che sono orfani come lui. Decide quindi di portarli sulla giusta strada e fa amicizia con loro, battezzandoli coi nomi Perla, Gonzalo e Don Timoteo Montenegro III e addestrandoli.

Il giorno dopo i Diablos portano Gatto al rifugio segreto del Mormoratore, il quale arriva subito e mostra che il suo nome deriva dal fatto che ha un volume di voce molto basso e usa il suo cappello per amplificarlo, e che ha usato il Cuore di Fuoco come decorazione per la propria cintura. Con l'aiuto dei Tre Diablos, Gatto riesce a recuperare il rubino e a sconfiggere il Mormoratore, che cade in un burrone. Dopo aver restituito il Cuore di Fuoco alla principessa e aver ricevuto un sacchetto d'oro come ricompensa, Gatto dona alla donna una guardia personale composta dai Tre Diablos, ora vestiti da moschettieri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ramin Zahed, Check Out Exclusive Clip from "Puss In Boots", in Animation Magazine, 17 febbraio 2012. URL consultato il 26 febbraio 2012.
  2. ^ Annie Awards Nominees, International Animated Film Society, ASIFA-Hollywood. URL consultato il 29 gennaio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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