Il fantasma dell'Opera (film 1925)

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Il fantasma dell'Opera
Phantom of the opera 1925 poster.jpg
Titolo originaleThe Phantom of the Opera
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1925
Durata92 minuti
  • 107 min (versione estesa)
Dati tecniciB/N e a colori
rapporto: 1,33 : 1
film muto
Generefantastico, orrore
RegiaRupert Julian

Lon Chaney, Edward Sedgwick, Ernest Laemmle (non accreditati)


Joe Pasternak (assistente regista, non accreditato)
Robert Ross (assistente Mr. Julian, non accreditato)
Soggettodal romanzo Il fantasma dell'Opera Gaston Leroux
SceneggiaturaElliott J. Clawson, Raymond L. Schrock
ProduttoreCarl Laemmle (non accreditato)
Casa di produzioneUniversal Pictures (Jewel)
FotografiaMilton Bridenbecker, Virgil Miller, Charles Van Enger (non accreditati)
MontaggioEdward Curtiss, Maurice Pivar, Gilmore Walker (non accreditati)
MusicheDavid Broekman, Roy Budd, Carl Davis, Gustav Hinrichs, Arthur Jentsch, Sam Perry, Domenico Savino, William Schiller, Philip Springer, Gabriel Thibaudeau, Rick Wakeman, Josiah Zuro
ScenografiaBen Carré (non accreditato) Charles D. Hall e Elmer Sheeley (non accreditati)
Russell A. Gausman (arredamenti, non accreditato)
TruccoLon Chaney (non accreditato)
Interpreti e personaggi

Il fantasma dell'Opera (The Phantom of the Opera) è un film muto del 1925, diretto da Rupert Julian e, non accreditati, Lon Chaney, Edward Sedgwick e Ernest Laemmle.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Erik, musicista geniale ma sfigurato che vive nascosto nei sotterranei dell'Opera di Parigi, è pronto a tutto pur di portare al successo la giovane cantante Christine, di cui è segretamente innamorato.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Diverse scene sono state girate da Edward Sedgwick, altre dallo stesso Chaney.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu distribuito dall'Universal Pictures: fu presentato in prima a New York il 6 settembre 1925.

La versione muta del '25 è andata perduta, mentre si conserva l'edizione sonora realizzata nel 1929 (in cui Chaney è doppiato da un altro attore) contenente nuove scene girate da Ernst Laemmle (con Mary Fabian al posto di Virginia Pearson nel ruolo di Carlotta). Questa nuova edizione fu presentata a New York il 7 febbraio 1930[1].

Ne circolano diverse riedizioni (basate perlopiù su quella del 1929), con vari tagli e aggiunte (di 95', 107', 106', 101' e 92', quest'ultima, del 1995, è la più filologicamente corretta).[2][3][4]

La pellicola è entrata nel pubblico dominio negli Stati Uniti.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Questa prima trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Gaston Leroux è generalmente considerata una tra le più riuscite e suggestive.

Lon Chaney è Erik, il fantasma dell'Opera.

Il regista resta vicino allo spirito della penna di Leroux (pur prediligendone i tratti più tenebrosi), dando vita ad un mondo oscuro e misterioso, evocando atmosfere gotiche che faranno scuola (influenzando tutti i grandi horror degli anni Trenta) in cui si fondono orrore e romanticismo. La sceneggiatura di Elliot J. Clawson e Raymond L. Schrock riprende con grande fedeltà le pagine del romanzo originale (prendendosi qualche licenza solo nel finale), limitandosi a sfrondarlo degli elementi meno essenziali per concentrarsi sulla componente gotico-orrorifica e romantica (ma trova anche spazio per la descrizione del mondo dell'opera e per gustosi siparietti semi-brillanti), con particolare attenzione alla figura del Fantasma, figura oscura e romantica in cui convivono malvagità quasi demoniaca e una commovente e tragica umanità.

Tra gli elementi più apprezzati del film, l'interpretazione di Lon Chaney, che offre quella che da molti è considerata una delle sue migliori prove d'attore, creando un personaggio destinato a restare fissato indissolubilmente nell'immaginario collettivo (sinonimo stesso di Fantasma dell'Opera almeno sino all'avvento di Michael Crawford).

Il film con didascalie in inglese. (durata di 1 h, 31 min, 21 s)

Più che gli elementi orrorifici (che dovevano apparire realmente spaventosi negli anni Venti), lo spettatore contemporaneo può apprezzare la straordinaria forza evocativa e l'atmosfera inquietante e fantastica, fatta di candelabri, ragnatele, scenografie spettrali, ancor oggi intrigante ed efficace.

Tra le sequenze più celebri, quella in cui Christine scopre il volto di Erik mentre questi suona l'organo (inquietante anche ai giorni nostri) e l'ingresso del Fantasma al ballo mascherato da Morte Rossa (entrambe virate, rispettivamente in blu e in rosso).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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