Il collezionista di ossa (film)

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Il collezionista di ossa
Il collezionista di ossa.jpg
Denzel Washington in una scena del film
Titolo originale The Bone Collector
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 2000
Durata 118 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35 : 1
Genere thriller
Regia Phillip Noyce
Soggetto Jeffery Deaver
Sceneggiatura Jeremy Iacone
Produttore Martin Bregman, Louis A. Stroller, Michael Bregman
Fotografia Dean Semler
Montaggio William Hoy
Musiche Craig Armstrong
Scenografia Nigel Phelps
Costumi Odette Gadoury
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il collezionista di ossa (The Bone Collector) è un film del 1999 diretto da Phillip Noyce, tratto dall'omonimo romanzo di Jeffery Deaver del 1997, primo del ciclo dedicato a Lincoln Rhyme.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

New York, 1999. Lincoln Rhyme è un geniale criminologo divenuto tetraplegico in seguito ad un gravissimo incidente accaduto mentre esaminava la scena di un delitto, quattro anni prima. Rhyme, stanco della propria condizione, progetta di togliersi la vita con l'aiuto di un amico medico; questi, dopo un'iniziale titubanza, acconsente ad assisterlo, prendendo tuttavia tempo per dare modo a Rhyme di rifletterci. Nel frattempo, i coniugi Alan e Lindsay Rubin, appena rientrati a New York, vengono rapiti all'aeroporto da un misterioso individuo che si finge tassista. Rhyme viene contattato dall'amico e detective Paulie Sellitto e dal partner di questi, il giovane Kenny Solomon, che gli chiedono di occuparsi del caso; Rhyme, inizialmente riluttante, accetta.

Il giorno dopo, la brillante agente Amelia Donaghy rinviene durante un giro di pattuglia un corpo sepolto nella ghiaia accanto ai binari di una vecchia linea ferroviaria; si tratta del cadavere di Alan Rubin. Amelia trova anche degli strani indizi, lasciati appositamente dal killer sui binari, e, nonostante manchi dell'addestramento necessario, gestisce la situazione con grande perizia, fotografando la scena del crimine e mantenendola intatta fino all'arrivo della Scientifica e della Squadra Omicidi. L'abilità di Amelia impressiona molto Rhyme, ma lascia del tutto indifferente l'incapace detective Howard Cheney, subentrato a Rhyme come capo dell'unità dopo l'incidente.

Rhyme, colpito dal talento di Amelia, decide di prenderla nella propria squadra per lavorare al caso. Amelia, inizialmente infastidita dall'atteggiamento supponente dell'uomo, vorrebbe rifiutarsi, ma viene costretta ad accettare da Sellitto e Solomon. Rhyme capisce che Lindsay Rubin è ancora viva e intuisce anche come e quando il killer la ucciderà; ciononostante, la squadra non riesce ad intervenire in tempo e Lindsay Rubin muore. Amelia, guidata da Rhyme, esplora la scena del crimine, trovando nuovi indizi, ma cede ai nervi quando il criminologo le ordina di segare le mani della donna per prelevare le manette con cui è stata legata. Amelia decide di abbandonare la squadra di Rhyme, ma Solomon riesce a farle cambiare idea.

Intanto, il killer cattura una terza vittima, un giovane studente, e lo rinchiude in un mattatoio abbandonato. Rhyme e la squadra, interpretando gli indizi che il killer ha lasciato sul luogo dell'omicidio di Lindsay Rubin, riescono a localizzare il mattatoio, ma anche questa volta arrivano troppo tardi: il ragazzo è già morto, divorato dai ratti. Amelia, guidata da Rhyme, esamina ancora una volta la scena del crimine con rinnovata sicurezza, rinvenendo i consueti indizi lasciati dal killer, ma è costretta a consegnarli a Cheney, che pretende di assumere il comando delle operazioni. Cheney, prevedibilmente, viene beffato dal killer e finisce con il risalire alla persona sbagliata.

Amelia, approfittando del clamoroso fallimento di Cheney, porta a Rhyme uno degli indizi, un pezzetto di carta con dei simboli simile ad altri due trovati sui luoghi degli omicidi dei coniugi Rubin e, mettendo insieme i frammenti, scoprono che il killer sta indicando loro un romanzo poliziesco di inizio secolo, il Collezionista di Ossa, di cui l'assassino sta replicando tutti i delitti descritti. Grazie a questa scoperta, Amelia trova le vittime successive, un uomo anziano con la nipotina legati sotto un molo e lasciati ad annegare; l'uomo muore, ma la bambina sopravvive. Anche questa volta il killer lascia degli indizi e Amelia riesce ad interpretarli senza l'aiuto di Rhyme, giungendo ad una scioccante conclusione: la prossima vittima del killer sarà lo stesso Rhyme.

Il killer si rivela essere Richard Thompson, il tecnico sanitario responsabile della manutenzione delle macchine di Rhyme. Questi uccide brutalmente Thelma, l'infermiera di Rhyme, e Cheney, dopodiché racconta allo stupefatto criminologo la propria storia: lui è in realtà Marcus Andrews, un ex tecnico della Scientifica licenziato e finito in galera anni prima a causa di una perizia stesa dallo stesso Rhyme che dimostrava che Andrews aveva inquinato la scena di un delitto, portando all'arresto di sei innocenti. Tutti gli omicidi commessi erano un atto di sfida nei confronti di Rhyme e ora Andrews si appresta ad ucciderlo; Rhyme, astutamente e nonostante la paralisi, riesce a tenerlo a bada fino all'arrivo di Amelia, che uccide Andrews un attimo prima che questi accoltelli Rhyme.

La scena finale mostra un Rhyme rinvigorito e deciso a continuare a vivere mentre festeggia il Natale a casa propria circondato da tutti i suoi amici e parenti; accanto a lui, c'è anche Amelia, ed è implicito che i due ora siano compagni anche nella vita, oltre che sul lavoro.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • In una scena del film, alle spalle del detective Cheney seduto nel suo ufficio si nota il poster della tragedia Un ispettore in casa Birling (An Inspector Calls) di John Boynton Priestley.

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